<?xml version='1.0' encoding='UTF-8'?><?xml-stylesheet href="http://www.blogger.com/styles/atom.css" type="text/css"?><feed xmlns='http://www.w3.org/2005/Atom' xmlns:openSearch='http://a9.com/-/spec/opensearchrss/1.0/' xmlns:georss='http://www.georss.org/georss' xmlns:gd='http://schemas.google.com/g/2005' xmlns:thr='http://purl.org/syndication/thread/1.0'><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619</id><updated>2012-01-18T07:41:56.117-08:00</updated><category term='femminismo'/><category term='Settimo'/><category term='No Dal Molin'/><category term='Europa'/><category term='Migranti'/><category term='cultura'/><category term='Movimenti'/><category term='Antifascismo'/><category term='internazionale'/><category term='Erre'/><category term='Ecologismo'/><category term='Torino'/><category term='Guerra'/><category term='Sinistra Critica'/><category term='elezioni comunali'/><category term='Sinistra'/><category term='Lavoro e precarietà'/><category term='No Tav'/><title type='text'>SINISTRA CRITICA TORINO</title><subtitle type='html'>Questo è il blog della SINISTRA CRITICA, sezione di Torino</subtitle><link rel='http://schemas.google.com/g/2005#feed' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/posts/default'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default?max-results=100'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/'/><link rel='hub' href='http://pubsubhubbub.appspot.com/'/><link rel='next' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default?start-index=101&amp;max-results=100'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><generator version='7.00' uri='http://www.blogger.com'>Blogger</generator><openSearch:totalResults>469</openSearch:totalResults><openSearch:startIndex>1</openSearch:startIndex><openSearch:itemsPerPage>100</openSearch:itemsPerPage><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8816926607212836768</id><published>2012-01-18T07:38:00.000-08:00</published><updated>2012-01-18T07:41:56.124-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Intervista a Pasquale Loiacono</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-1y35pc5nXgg/TxboIne5H2I/AAAAAAAAA60/W8tP246CK_8/s1600/Privilegi_operai_21.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 225px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-1y35pc5nXgg/TxboIne5H2I/AAAAAAAAA60/W8tP246CK_8/s400/Privilegi_operai_21.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698997613219094370" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Loiacono, operaio Fiat e rappresentante Fiom, tra i protagonisti del documentario&lt;br /&gt;"Forse siamo riusciti a spiegare cosa c'è dietro alle&lt;br /&gt;nostre battaglie"&lt;br /&gt;di VERA SCHIAVAZZI&lt;br /&gt;Per Pasquale Loiacono, 47 anni, la svolta è arrivata nel 1997. In quell'anno, quasi trecento operai, e lui tra questi, vennero spostati&lt;br /&gt;dalle Meccaniche alle Carrozzerie di Mirafìori: «Eravamo abituati a lavorare intorno a un motore, la catena di montaggio è&lt;br /&gt;qualcosa di molto, molto diverso. Così, decidemmo che uno di noi doveva diventare delegato e toccò a me. Non si poteva sbagliare,&lt;br /&gt;perché è una responsabilità enorme, hai nelle tue mani un pezzo di vita degli altri, così ho cominciato a studiare. E in un certo&lt;br /&gt;senso sono stato fortunato a poterlo fare nellaFiom». Ora Pasquale è uno dei protagonisti di «Privilegi operai», un film nato per&lt;br /&gt;raccontare l'indignazione di chi monta automobili e si sente cancellato nei diritti. E questa sera sarà al cinema Massimo.&lt;br /&gt;Emozionato?&lt;br /&gt;«No, non adesso, magari lo sarò quando vedremo il film... Sono contento, però, perché mi pare che&lt;br /&gt;siamo riusciti a spiegare con parole semplici a chi non lo sa come si lavora a Mirafiori, e dunque che&lt;br /&gt;cosa c'è davvero dietro le battaglie sindacali di questi anni. Alla vigilia del referendum venivamo giornalisti&lt;br /&gt;da tutte le parti, un giorno uno mi intervista e dalle prime battute capisco che lui crede che alla cate -&lt;br /&gt;na si lavori stando seduti, magari premendo con calma qualche bottone. Alla fine si è scusato, ma mi è&lt;br /&gt;servito per capire quanto poco si sappia in giro».&lt;br /&gt;Che cosa è stata per lei la Fiat?&lt;br /&gt;«Mio padre era operaio, ha lavorato in Fiat, ma anche alla Ceat, mia madre lavorava in un'impresa di&lt;br /&gt;pulizie. Per me, entrare a Mirafiori nel 1988, dopo anni passati a fare il lavapiatti e il cameriere in&lt;br /&gt;pizzeria, è stato un traguardo. Ma se ci penso, mi rendo conto che già allora, un pezzo per volta, la fabbrica&lt;br /&gt;era in declino. Ho visto smontare e portar via macchinari enormi, ho salutato decine e decine di&lt;br /&gt;compagni di lavoro che se ne andavano e non sono mai stati rimpiazzati. Quel che viviamo ora è solo un&lt;br /&gt;capitolo di una storia che è iniziata da molto tempo».&lt;br /&gt;Per me entrare&lt;br /&gt;in fabbrica nel 1988,&lt;br /&gt;dopo anni a fare il&lt;br /&gt;lavapiatti e il cameriere,&lt;br /&gt;è stato un traguardo&lt;br /&gt;Che cos'è che ha studiato, da sindacalista?&lt;br /&gt;«Sono un esperto di tempi, di metriche. Alla Fiom ho imparato come si fa a misurare i ritmi, a vedere se&lt;br /&gt;gli accordi vengono rispettati e a dimostrarlo in modo indiscutibile. Anche per questo sono molto&lt;br /&gt;orgoglioso di fare il sindacalista. Questo non vuoi dire che non sbagliamo mai, anzi, errori se ne fanno.&lt;br /&gt;Ma siccome è un impegno, e non un mestiere, si riparte sempre anche dopo le sconfitte».&lt;br /&gt;Si è voluta usare la crisi per attaccare&lt;br /&gt;i lavoratori e i loro diritti, ed è questo&lt;br /&gt;che abbiamo cercato di raccontare&lt;br /&gt;Da quanto tempo non lavora?&lt;br /&gt;«Da prima di Natale. I miei compagni di squadra sono stati chiamati a casa per lavorare il 17, il 18 e il&lt;br /&gt;19 gennaio, ma a me non mi ha chiamato nessuno. E temo che non succederà».&lt;br /&gt;Ha paura che la Fiom resti fuori fuori dalla fabbrica? Che ci resti per sempre, dopo l'accordo che&lt;br /&gt;vi esclude dalla rappresentanza?&lt;br /&gt;«Non credo. Il problema è che a Mirafiori non si sta lavorando. Perché, se la produzione si facesse, tutti&lt;br /&gt;capirebbero nel giro di pochi giorni che gli accordi imposti dalla Fiat non sono sostenibili. E non perché&lt;br /&gt;lo dice la Fiom, ma perché nessuno può farcela a lavorare a queste condizioni. Siccome però non si&lt;br /&gt;lavora o quasi, la cosa è meno evidente. Ma non penso proprio che sarà Marchionne a cancellarci. La&lt;br /&gt;Fiom non ha colpa di quello che sta accadendo. Si è voluta usare la crisi per attaccare i lavoratori e i loro&lt;br /&gt;diritti, ed è questo che cerchiamo di raccontare nel film».&lt;br /&gt;La Fiom vi ha rinominati come suoi rappresentanti, anche se non potete più fare parte delle Rsu.&lt;br /&gt;Pensa che funzionerà?&lt;br /&gt;«Non lo sappiamo ancora. Per me era un orgoglio essere eletto direttamente dai lavoratori. Ma questa è&lt;br /&gt;soltanto una fase».&lt;br /&gt;Ma lei ci va, al cinema?&lt;br /&gt;«Mi piace molto, ma ultimamente non me lo posso permettere, preferisco scaricare da Internet. Amo&lt;br /&gt;Ken Loach. Sono separato, non ho figli, e meno male, perché con 850 euro al mese non saprei come&lt;br /&gt;mantenerli. Ma non mi lascio isolare: anche se si lavora poco, il sindacato e la politica sono la mia vita».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8816926607212836768?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://futura.unito.it/blog/2012/01/13/al-massimo-il-cinema-e-plurale/' title='Intervista a Pasquale Loiacono'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8816926607212836768/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8816926607212836768' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8816926607212836768'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8816926607212836768'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2012/01/intervista-pasquale-loiacono.html' title='Intervista a Pasquale Loiacono'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-1y35pc5nXgg/TxboIne5H2I/AAAAAAAAA60/W8tP246CK_8/s72-c/Privilegi_operai_21.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2566149841885568279</id><published>2012-01-18T05:09:00.000-08:00</published><updated>2012-01-18T05:15:03.698-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Torino-Detroit, la solidarietà possibile</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-FpuMdI1B-wI/TxbFugYiiNI/AAAAAAAAA6o/-wm4dZjrSuM/s1600/autoworkers.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-FpuMdI1B-wI/TxbFugYiiNI/AAAAAAAAA6o/-wm4dZjrSuM/s320/autoworkers.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698959781241456850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I lavoratori Usa hanno manifestato alla Mostra internazionale dell'Auto scambiandosi messaggi simbolici con i lavoratori italiani. Segno di un bisogno non ancora realizzato&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;I giornali italiani hanno dato grande visibilità alla Mostra internazionale dell'Auto di Detroit soprattutto per nascondere, dietro le notizie, la pubblicità invisibile dei grandi marchi a cominciare da Fiat. Negli stessi giorni però, Autoworker Caravan, un gruppo di base, ha manifestato alla mostra (guarda il video) per chiedere posti di lavoro e la riapertura delle fabbriche per lavoro ecologicamente compatibili. Promosso da settori sindacali di sinistra, in parte legati alla rivista Labor Notes, i manifestanti hanno chiesto negli stessi giorni la solidarietà internazionale a partire dalla Fiat e dall'indotto dell'auto. Essi stessi hanno aderito alla campagna lanciata dalla Fiom, "Io voglio la Fiom in Fiat". Tra i messaggi di solidarietà letti dai lavoratori di Detroit ci sono quelli - che pubblichiamo di seguito - provenienti dalla Fiat di Mirafiori e dalla Lear di Grugliasco. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Cari/e lavoratori/trici dell’AWC,&lt;br /&gt;I lavoratori italiani della Lear Corp. Italia di Grugliasco (Torino) –multinazionale che produce la selleria per Fiat- sono vicini alle vostre istanze e alle vostre lotte per combattere lo strapotere dell’ 1%.&lt;br /&gt;Anche in Italia la crisi causa perdite di posti di lavoro, come nel nostro stabilimento che occupa 578 lavoratori, siamo di fronte a una drastica procedura di riduzione occupazionale.&lt;br /&gt;Gli scioperi, i presidi alle amministrazioni locali dei lavoratori e delle lavoratrici della Lear, hanno l’intento di respingere i licenziamenti. Non ci arrendiamo, non rinunciamo a difendere con la lotta il nostro posto di lavoro.&lt;br /&gt;Se noi lavoratori della Lear e della Fiat siamo all’inizio di un anno in cui si produrranno pochissime automobili è perché non è bastato eliminare i diritti dei lavoratori da parte di Marchionne, estromettere il più grande sindacato metalmeccanico italiano – la FIOM – dai propri stabilimenti per portare nuovi business. L’ AD Fiat/Chrysler Marchionne ha MENTITO al governo italiano che gli ha permesso di riportare i diritti dei lavoratori al tempo delle corporazioni fasciste.&lt;br /&gt;Insieme possiamo cambiare la situazione: l’1% ci vorrebbe diviso, intenti a farci la guerra stabilimento contro stabilimento, affinchè possano ingrossare ulteriormente i loro portafogli.&lt;br /&gt;Noi abbiamo capito che unendo le nostre lotte, costruendo un movimento globale e solidale possiamo vincere, partendo dagli stabilimenti americani ed europei per allargarsi a tutto il resto del mondo. Costruiamo uno sciopero generale mondiale che abbia tre parole d’ordine:&lt;br /&gt;Il lavoro NON è una merce&lt;br /&gt;Uguale paga per uguale lavoro&lt;br /&gt;Lavorare meno per lavorare tutti ( 30 ore di lavoro pagate 40 )&lt;br /&gt;Rappresentanti sindacali della Fiom.Cgil in Lear Corp. Italia di Grugliasco&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Care/i lavoratrici/tori dell'awc,&lt;br /&gt;esprimiamo il nostro sostegno alla vostra lotta contro il comune padrone, le multinazionali costruttrici dell'auto.&lt;br /&gt;Ovunque, per sostenere i loro profitti, cercano di ridurre i diritti sindacali dei lavoratori per dividerli più facilmente e ridurre così i loro salari e intensificare lo sfruttamento.&lt;br /&gt;A Torino (Italy) la Fiat ha ricattato i lavoratori minacciando la chiusura dello stabilimento se non avessero rinunciato al diritto della contrattazione sindacale sugli orari e straordinari, se non avessero rinunciato a parte del pagamento della malattia, se non si fossero impegnati a rinunciare allo sciopero contro le pretese dell'azienda.&lt;br /&gt;Accettando in azienda solo i sindacati che dicono sì a Marchionne, in questi giorni il sindacato più rappresentativo, la Fiom-Cgil è stata privata dei suoi rappresentanti sindacali.&lt;br /&gt;I lavoratori in Fiat, su tutto il territorio nazionale, non hanno più il diritto di scegliere i propri rappresentanti.&lt;br /&gt;Con fabbriche senza lavoro per mancanza di produzione, non siamo riusciti a costruire la forza necessaria per impedire a Marchionne di portare le sue fabbriche fuori dal contratto nazionale.&lt;br /&gt;Né il governo, né le più alte figure istituzionali, né le amministrazioni locali e i grandi partiti politici si sono opposti a Marchionne che impedisce alla Costituzione e alle leggi dello Stato di essere applicate nelle sue fabbriche.&lt;br /&gt;Intanto è sempre più evidente che a Torino, la Fiat non intende più produrre.&lt;br /&gt;In condizioni estremamente difficili continuiamo a costruire momenti di lotta per dare un riferimento ai lavoratori senza più diritti, senza vere prospettive occupazionali e colpiti nello stesso tempo dalle politiche di austerità del governo.&lt;br /&gt;In questo mese sono già programmati scioperi e a Febbraio la fiom ha convocato a Roma una grande manifestazione nazionale.&lt;br /&gt;Anche voi potete aderire a una petizione “anch'io voglio la Fiom in Fiat” che ha già avuto molte adesioni, anche internazionali.&lt;br /&gt;Riusciremo a difendere il nostro posto di lavoro, i nostri diritti, i nostri salari, solo se riusciremo a estendere il conflitto sociale a tutti quei lavoratori colpiti dai padroni e dalle politiche dei governi; se i lavoratori italiani saranno coscienti che la vostra lotta è la loro.&lt;br /&gt;W la vostra lotta; sostegno a tutte le lotte ovunque siano!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Loiacono Pasquale e altri ex rappresentanti sindacali Fiom-Cgil in Fiat Mirafiori (Torino)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2566149841885568279?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://inthesetimes.com/working/entry/12546/weekly_workers_round-up_auto_workers_protest_and_walker_less_than_welcome_i/' title='Torino-Detroit, la solidarietà possibile'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2566149841885568279/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2566149841885568279' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2566149841885568279'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2566149841885568279'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2012/01/torino-detroit-la-solidarieta-possibile.html' title='Torino-Detroit, la solidarietà possibile'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-FpuMdI1B-wI/TxbFugYiiNI/AAAAAAAAA6o/-wm4dZjrSuM/s72-c/autoworkers.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1460014871509044685</id><published>2012-01-15T23:36:00.000-08:00</published><updated>2012-01-15T23:37:30.830-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>I nostri disaccordi con Landini e Camusso</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_l_tLecYuJI/TxPTs6xN3yI/AAAAAAAAA6c/ZHjxZtSwEf8/s1600/camusso-landini.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 179px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-_l_tLecYuJI/TxPTs6xN3yI/AAAAAAAAA6c/ZHjxZtSwEf8/s320/camusso-landini.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5698130722197200674" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Dalla gestione del caso Fiat all'atteggiamento, troppo morbido, nei confronti del governo, si acuiscono le contraddizioni dentro la vecchia sinistra Cgil&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Giorgio Cremaschi &lt;br /&gt;In tre giorni si sono svolte le riunioni del Comitato centrale della Fiom e del Direttivo della Cgil, che hanno visto una sostanziale convergenza di posizioni tra la Segretaria generale della Cgil e il Segretario generale della Fiom. Con questa convergenza di posizioni abbiamo nettamente dissentito.&lt;br /&gt;Vediamo allora quali sono i punti principali del nostro disaccordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;1. Il giudizio e i comportamenti rispetto al governo Monti. Sia Landini sia Camusso non nascondono giudizi critici verso il governo, ma non intendono farli diventare un giudizio complessivo da utilizzare nella pratica sindacale delle organizzazioni. Nella sostanza si continua a giudicare il governo per i suoi singoli provvedimenti, e non per la linea liberista e distruttiva dei diritti sociali che lo ispira. Si continua a considerare questo governo come altri governi di unità nazionale, verso i quali essere criticamente interlocutori, e non si vuole invece affermare che questo governo è espressione di un drammatico disegno di restaurazione sociale guidato dai poteri economici e finanziari europei e mondiali. Nella sostanza si rinuncia a un ruolo di opposizione sociale a questo governo e si assume un orientamento contrattuale ed emendativo nei confronti delle sue scelte. (...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questo punto abbiamo espresso il nostro disaccordo sia in Fiom che in Cgil, proprio perché a nostro parere ciò di cui c’è l’esigenza oggi è di trasformare l’enorme malessere sociale, la rabbia verso i singoli provvedimenti del governo, in un’opposizione e un alternativa ad esso. Pena la marginalizzazione totale del movimento sindacale e la frantumazione del conflitto. Per queste ragioni abbiamo chiesto, in Cgil assieme alla minoranza congressuale, una posizione radicalmente diversa da quella adottata dalla confederazione nella trattativa con il governo. Non si può saltare la drammatica sconfitta sulle pensioni e bisogna riaprire la partita ora al tavolo del governo, così come bisogna considerare pregiudiziale la questione dell’articolo 18, che può solo essere esteso. Senza queste precondizioni si deve andare alla rottura e non alla trattativa con il governo. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2. L’accordo del 28 giugno. Pur mantenendo diversità di giudizio sul passato, Landini e Camusso sostengono oggi che bisogna utilizzare l’accordo del 28 giugno per fermare l’aggressione della Fiat al contratto nazionale e ai diritti dei lavoratori e dei sindacati, e per difendere la contrattazione nazionale. Non siamo d’accordo su questo, in quanto il 28 giugno non ha chiuso ma ha aperto la via alla devastazione delle deroghe e anche a una nuova stagione di accordi separati. Esso non è stato un freno alle politiche Fiat per la semplice ragione che gli stessi firmatari di quell’intesa hanno poi sottoscritto l’accordo con Fiat che usciva dalla Confindustria. Nella sostanza quell’accordo non è uno strumento utilizzabile per fermare l’attacco, mentre viene tranquillamente utilizzato dalle controparti per ottenere deroghe ai contratti nazionali senza nessuna affermazione reale di pratica democratica con i lavoratori. Come dimostrano gli accordi recentemente siglati nelle cooperative sociali e con la Lega delle Cooperative. La derogabilità ai contratti è la via che ha aperto la strada a Marchionne. Non può essere l’obiettivo del minor danno quello che ancora una volta ci guida, vista la drammaticità dell’attacco ai lavoratori. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3. Il giudizio sulla Fiat. Il Direttivo Cgil non ha affrontato, anzi ha sostanzialmente respinto, la questione della portata della vicenda Fiat. Nessuno naturalmente nega la gravità di quanto è avvenuto, ma resta una minimizzazione della vicenda rispetto a tutto il mondo del lavoro. Nella sostanza si continua a sostenere che Marchionne è un estremista e il resto del padronato va in un’altra direzione. Invece continuiamo a ritenere che il problema Fiat sia un problema di tutto il movimento sindacale e di tutta la Cgil, non per ragioni di solidarietà, ma perché quello partito a Pomigliano con l’attacco ai diritti dei lavoratori è un contagio che non può essere fermato senza sconfiggere l’opera di chi l’ha lanciato e continua a lanciarlo. Nella sostanza occorre far diventare la vertenza Fiat una vertenza confederale, di lotta di tutti i lavoratori italiani, costruendo le mobilitazioni, le iniziative, le solidarietà, i boicottaggi necessari a far sì che la Fiat sia sconfitta. Se questa scelta così netta non viene presa, e non è stata presa, l’accordo Fiat si consolida e con esso il contagio in tutto il mondo del lavoro. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4. Unità sindacale e democrazia. Nelle conclusioni al Direttivo della Cgil, Susanna Camusso ha sottolineato la necessità dell’unità sindacale, sia a livello confederale, sia nei metalmeccanici, per poter reggere la fase. Non siamo d’accordo e non perché non riteniamo necessaria l’unità sindacale, ma perché l’unità che si vuole realizzare qui ed ora è su un piano e con sindacati in continuità con le politiche del recente passato. Non basta dire di no assieme all’articolo 18, per reggere la portata di un attacco che, nella sostanza, vede Marchionne e Monti sullo stesso fronte, anche se ovviamente con accentuazioni e ruoli diversi. L’unità confederale che si vuole costruire, così come la richiesta alla Fiom di arrivare rapidamente a una piattaforma unitaria con Fim e Uilm per il rinnovo del contratto, o è un’ipotesi irrealizzabile o, se la si persegue a breve, comporta inevitabilmente compromessi rilevanti e per noi inaccettabili proprio sui contenuti di fondo che hanno visto la Fiom e la Cgil lottare in questi anni. Anche sul piano della chiarezza e del rapporto con i lavoratori un puro ritorno all’unità con Cisl e Uil per reggere, rischia di essere controproducente. Basta vedere i risultati delle mobilitazioni. Il 6 settembre, lo sciopero Cgil è stato fatto anche da tanti iscritti Cisl e Uil, mentre lo sciopero unitario del 12 dicembre non è stato fatto anche da tanti iscritti alla Cgil. Non è con il ritorno a una linea moderata, unitaria e concertativa, che si supera l’attacco che abbiamo di fronte. Questo è ancora più vero sul terreno della democrazia sindacale, sul quale non c’è alcun passo avanti e – anzi – si registra il totale fallimento dei buoni propositi dell’accordo del 28 giugno. I lavoratori continuano a non votare e si riduce la libertà di scelta dei sindacati. Per questo la risposta alla Fiat non può essere la modifica dell’articolo 19 per tornare al puro concetto della rappresentatività confederale. Occorre invece una legge sulla democrazia sindacale che garantisca la libertà di scelta per tutti i lavoratori rispetto alla rappresentanza sindacale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;5. Il referendum in Fiat. Per quanto riguarda la gestione della vertenza Fiat, abbiamo riconfermato il nostro disaccordo con la scelta di fare propria la richiesta del referendum, assolutamente legittima come richiesto dai lavoratori, da parte di Fiom e Cgil. E’ evidente, infatti che, come ha detto Susanna Camusso nelle conclusioni, se un’organizzazione fa proprio un referendum deve inevitabilmente accettarne i risultati. Mentre, per quanto ci riguarda la decisione di non firmare in ogni caso gli accordi Fiat non è modificabile in nessun modo. Considerato che il referendum molto probabilmente verrà rifiutato, questa scelta rischia di non portare da nessuna parte e di indebolire la nettezza del nostro no all’accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Quanto è avvenuto in questi tre giorni di discussione ha chiaramente segnato cambiamenti nel confronto politico nella Cgil e nella Fiom. Riteniamo che sia necessario affrontarli serenamente, ma con rigore. In particolare è evidente che la dialettica congressuale è stata chiaramente messa in discussione e che nella stessa area “La Cgil che vogliamo”, da lungo tempo in evidente crisi, ci sono scelte non più rinviabili da compiere.&lt;br /&gt;Per tutte queste ragioni, fermo restando il nostro impegno militante a sostegno dei lavoratori Fiat e del rientro della Fiom in fabbrica e di tutte le mobilitazioni in atto, riteniamo necessario che si apra una discussione di fondo su come fronteggiare il più grave attacco ai diritti e alle libertà dei lavoratori dal ’45 ad oggi.&lt;br /&gt;Per questo nei prossimi giorni produrremo un documento da confrontare con altre prese di posizione che sono state annunciate.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1460014871509044685?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1460014871509044685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1460014871509044685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1460014871509044685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1460014871509044685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2012/01/i-nostri-disaccordi-con-landini-e.html' title='I nostri disaccordi con Landini e Camusso'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_l_tLecYuJI/TxPTs6xN3yI/AAAAAAAAA6c/ZHjxZtSwEf8/s72-c/camusso-landini.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-3289399062947898253</id><published>2011-12-25T01:26:00.000-08:00</published><updated>2011-12-25T01:41:54.902-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>LICENZIATI AD ALTA VELOCITA’…</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-XTFXxD3Gr3w/TvbtBPO30kI/AAAAAAAAA6Q/FJXgTig-Er8/s1600/wagon-300x204.jpg"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 300px; FLOAT: left; HEIGHT: 204px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5689995784753762882" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-XTFXxD3Gr3w/TvbtBPO30kI/AAAAAAAAA6Q/FJXgTig-Er8/s320/wagon-300x204.jpg" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Licenziati ad alta velocità…&lt;br /&gt;tra tutti coloro a cui va il nostri auguri per l’Anno 2012&lt;br /&gt;un augurio speciale vogliamo farlo a Emanuela e a tutte e tutti i lavoratori che a Torino e a Milano sono stati licenziati ad alta velocità……..centinaia di posti di lavoro e insieme un servizio per migliaia di famiglie cancellato.&lt;br /&gt;Il collettivo di Medea ha raccolto la loro voce e vi&lt;br /&gt;segnaliamo testo e intervista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dopo aver accompagnato i viaggiatori di tutta Italia, dal nord al sud, la Wagon Lits chiude dopo 135 anni e licenzia più di 800 lavoratori e lavoratrici. 65 di loro lavoravano a Torino e dall’11 dicembre sono senza lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Spariscono centinaia di posti di lavoro e insieme un servizio popolare ed utile a migliaia di famiglie e persone residenti al nord che fino a ieri potevano raggiungere il sud a costi contenuti. Un servizio cosiddetto “universale”, pagato dallo Stato e quindi dalle tasse di tutte e tutti che dovrebbe essere garantito al di là dei profitti e dei guadagni che procura all’azienda Trenitalia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per le tratte di lunga percorrenza resta quasi esclusivamente l’alta velocità, imposta a prezzi salatissimi per chi viaggia con la scomodità di dover effettuare, per arrivare per esempio da Torino o Milano fino in Calabria, ad almeno tre trasbordi e cambi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo intervistato Emanuela in presidio alla stazione di Porta Nuova, lavoratrice licenziata che passerà le feste accampata in tenda con gli altri colleghi e colleghe.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-3289399062947898253?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://medea.noblogs.org/2011/12/23/wagon-lits-licenziatei-ad-alta-velocita/' title='LICENZIATI AD ALTA VELOCITA’…'/><link rel='enclosure' type='' href='http://medea.noblogs.org/2011/12/23/wagon-lits-licenziatei-ad-alta-velocita/' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/3289399062947898253/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=3289399062947898253' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3289399062947898253'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3289399062947898253'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/12/licenziati-ad-alta-velocita.html' title='LICENZIATI AD ALTA VELOCITA’…'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-XTFXxD3Gr3w/TvbtBPO30kI/AAAAAAAAA6Q/FJXgTig-Er8/s72-c/wagon-300x204.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8201448865846761276</id><published>2011-12-19T14:52:00.000-08:00</published><updated>2011-12-19T14:53:41.417-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Articolo 18, dieci anni di attacchi</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-0twiWAmR-x8/Tu_AZHmXhcI/AAAAAAAAA6E/k2lT1Ln9JNw/s1600/cofferati-circom.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 233px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-0twiWAmR-x8/Tu_AZHmXhcI/AAAAAAAAA6E/k2lT1Ln9JNw/s320/cofferati-circom.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5687976392161461698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La prima offensiva contro lo Statuto inizia nel 2001 con il "patto di Parma" tra Berlusconi e Confindustria. Ma la Cgil resiste. Dove non è riuscito il Cavaliere riusciranno i Professori?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;da Il Fatto quotidiano &lt;br /&gt;La bestia nera della destra italiana, e della Confindustria, resta l’articolo 18. La disposizione contenuta nello Statuto dei lavoratori risale al 1970 e la sua incubazione risente del clima del ’68 e del ’69, il vero “autunno caldo” italiano che produsse una corposa legislazione sociale. Curioso che a cercare di scardinare la norma voluta da un socialista riformista come Giacomo Brodolini – ministro del Lavoro nel 1969 ispiratore dello Statuto scritto poi da un altro socialista, Gino Giugni – sia stato sempre un altro sedicente socialista come Maurizio Sacconi, legato a Gianni De Michelis e vicecapogruppo del partito di Craxi a metà degli anni 80. Da ministro del Lavoro nell’ultimo governo Berlusconi, e da sottosegretario allo stesso dicastero nel governo del 2001-2006, Sacconi si è speso a fondo contro quella legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’offensiva contro l’articolo 18 inizia già nel 2001 quando il governo Berlusconi decide di onorare il “patto di Parma” siglato con la Confindustria di Antonio D’Amato, nel marzo del 2001, quando il leader degli industriali chiedeva maggiore “libertà di licenziare”. La protesta sindacale, a eccezione di Cisl e Uil, e immediata e il 23 marzo 2002 la Cgil, guidata dall’allora segretario Sergio Cofferati, promuove in solitaria la più grande manifestazione sindacale della storia italiana con circa 3 milioni di persone al Circo Massimo di Roma.&lt;br /&gt;Quell’articolo, che “ordina al datore di lavoro di reintegrare il lavoratore” licenziato “senza giusta causa” e che resta una garanzia rispetto a discriminazioni di qualsiasi tipo, viene accusato di irrigidire il mercato del lavoro e di impedire alle imprese di evolvere e crescere. A cercare di smussarlo, limitarlo o imbalsamarlo ci provano anche esponenti del Pd, come il senatore Ichino che vuole sterilizzato in cambio di una maggiore garanzia nelle assunzioni per nuovi lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Eppure, quel diritto, riesce a riscuotere un consenso di massa. Nel 2002-2003 Rifondazione comunista si impegna addirittura in un referendum per l’estensione dell’articolo 18 anche alle imprese con meno di 15 dipendenti. L’operazione non riesce, anche per la scelta degli allora Ds, e dello stesso Cofferati, di non partecipare al voto: si recherà alle urne solo il 25 per cento dell’elettorato e il quorum sarà mancato.&lt;br /&gt;L’intera vicenda produce un ripensamento in Confindustria. La linea “dura” di D’Amato viene sconfitta nel 2004 dall’ascesa di Luca Cordero di Montezemolo alla guida degli industriali con il rilancio di una posizione di dialogo con il sindacato e quindi di concertazione. Per lungo tempo di articolo 18 non si parla più.&lt;br /&gt;Ci pensa però Sacconi a riproporre il tema. Il primo tentativo si svolge con il cosiddetto Collegato lavoro, un disegno di legge nel quale viene introdotto l’arbitrato, al posto del processo, per la risoluzione delle cause relative al licenziamento ingiustificato. Sarà il presidente della Repubblica a invitare il Parlamento, che aveva già approvato la norma, a rivederla e prevedere l’arbitrato solo in presenza di una scelta effettiva da parte dei lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intanto, la Confindustria, dopo l’accordo separato del 2009 con Cisl e Uil sulle deroghe contrattuali e gli accordi di secondo livello e dopo lo scontro furibondo che vede opposti la Fiat e la Fiom-Cgil, inizia a tessere un nuovo dialogo con la Cgil di Epifani prima e di Camusso poi. E’ in questa chiave che il 28 giugno 2011 Confindustria, Cgil, Cisl e Uil, siglano un accordo che affronta i temi della contrattazione e della rappresentanza. Nessun riferimento, però, viene fatto all’articolo 18.&lt;br /&gt;Ci pensa per ancora Sacconi a smuovere le acque inserendo nella manovra estiva –in piena bufera finanziaria con il rischio del “default” che incombe sull’Italia – quell’articolo 8, con il quale si stabilisce che i contratti di lavoro siglati in azienda o a livello territoriale, possono derogare ai contratti nazionali e “alle disposizioni di legge”, quindi anche allo Statuto dei lavoratori. L’unico limite è dato dalla necessità di un accordo con i sindacati “maggioritari” in azienda. Cgil, Cisl e Uil decidono di firmare un’intesa in cui si impegnano a non utilizzare quella norma che, per quanto sterilizzata, verrà approvata dal Parlamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ora si passa all’ultima fase. Il governo ha già detto che dopo la manovra intende porre mano alla “riforma del mercato del lavoro”. Dove non è riuscito compiutamente Berlusconi riuscirà il governo Monti? Nel suo discorso di insediamento l’ex Commissario europeo ha scelto un approccio cauto. Ma ai sindacati non è piaciuta la mancanza di consultazione con cui è stata varata la manovra. Interpellati sull’articolo 18 sono quasi tutti d’accordo nel dire che non si siederanno a un tavolo “per facilitare i licenziamenti”.Non è chiaro, però, cosa succederà se il governo presenterà, come sembra, una riforma complessiva che tenga conto degli ammortizzatori sociali, del welfare, della rappresentanza sindacale (vedi Fiat) e, anche dell’articolo 18. La Fiom, che chiede una modifica dell’articolo 19 dello Statuto, per garantirsi la rappresentanza nelle aziende Fiat, non intende allargare il confronto. La Cgil nemmeno. Certamente, però, la prossima volta non ci saranno i sotterfugi di Sacconi. La prossima volta si discuterà alla luce del sole.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8201448865846761276?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8201448865846761276/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8201448865846761276' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8201448865846761276'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8201448865846761276'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/12/articolo-18-dieci-anni-di-attacchi.html' title='Articolo 18, dieci anni di attacchi'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-0twiWAmR-x8/Tu_AZHmXhcI/AAAAAAAAA6E/k2lT1Ln9JNw/s72-c/cofferati-circom.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1964956206248276895</id><published>2011-12-13T23:34:00.000-08:00</published><updated>2011-12-13T23:36:43.967-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>La svolta della Fiat</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-cVm6vsGINVA/TuhSBIcUloI/AAAAAAAAA54/GHyXyPuZbxU/s1600/Marchionne-Confindustria.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 218px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-cVm6vsGINVA/TuhSBIcUloI/AAAAAAAAA54/GHyXyPuZbxU/s320/Marchionne-Confindustria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685884708954871426" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il contratto siglato nel gruppo della famiglia Agnelli segna un passaggio di fase e apre la strada a una nuova struttura del mercato del lavoro&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;da ilfattoquotidiano.it &lt;br /&gt;Per Sergio Marchionne l’accordo del gruppo Fiat rappresenta “una svolta storica”. Su questo punto ha ragione perché l’intesa conclude quel percorso avviato con il piano Fabbrica Italia e passato attraverso le “battaglie” di Pomigliano, prima e di Mirafiori, poi. Marchionne ottiene l’obiettivo che si era dato quando impose l’accordo separato di Pomigliano e il relativo referendum: avere un contratto speciale, valido solo per i propri stabilimenti, privo delle strettoie che impongono le regole di concertazione a cui è ancora sottoposta la Confindustria dalla quale, non a caso, la Fiat è uscita. Nelle aziende della famiglia Agnelli, il sindacato ha ormai come controparte un industria che ha sedi in tutto il mondo che, come dice il presidente John Elkann, conserva il suo cuore in Italia ma che sempre più ha spostato il cervello negli Stati Uniti. L’intesa siglata, con la collaborazione decisiva dei sindacati, è cucita addosso alle caratteristiche globali dell’azienda Fiat ma soprattutto alla sua politica di sviluppo ed espansione che poggia non tanto sulla capacità di innovazione dei prodotti quanto sulla maggiore flessibilità del lavoro. Nel gruppo Fiat, da gennaio 2012, saranno ridotte le pause, gli straordinari saranno portati da 40 a 120 ore annue, i turni a 18 su sei giorni ma soprattutto saranno introdotte limitazioni per le assenze malattia e sanzioni per chi viola l’accordo stesso. Difficile capire quanto tutto questo possa aiutare a vendere più auto. Il progetto Fabbrica Italia, del resto, è stato messo nel cassetto dopo che la Consob si è azzardata a chiedere maggiori chiarimenti e le prospettive industriali dell’azienda restano nere. Marchionne ha puntato alla produzione di 6 milioni di autovetture nel 2014 ma al momento il gruppo Fiat-Chrysler è fermo a 4 milioni e la recessione deve ancora venire. Nuovi modelli non se ne vedono e gli stabilimenti sono falcidiati dalla cassa integrazione. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marchionne ottiene, per il momento, soprattutto un risultato politico, l’estromissione della Fiom dalle sue fabbriche. Con il nuovo contratto, che il sindacato di Landini non ha firmato, la Fiom non avrà infatti diritto alle prerogative sindacali stabilite dallo Statuto dei lavoratori: delegati, distacchi, permessi, assemblee, spazio nelle bacheche aziendali e nemmeno la trattenuta sindacale in busta paga. Il sindacato più rappresentativo del gruppo viene di fatto cancellato da un giorno all’altro. Logico, quindi, che Maurizio Landini perli di lesione democratica oltre che di peggioramento delle condizioni dei lavoratori.&lt;br /&gt;La “questione democratica” in effetti si pone in forma evidente. Come è possibile che a Somigliano, Mirafiori e Grugliasco si siano svolti dei referendum e invece gli oltre 80 mila lavoratori del gruppo non possa esprimersi sul contratto? Perché privarli di un voto di ratifica? &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’accordo apre poi un’altra partita nel campo delle relazioni sindacali. Per evitare di essere esclusa dagli stabilimenti Fiat, la Fiom chiede al governo una riforma dell’articolo 19 dello Statuto dei lavoratori che regola la rappresentanza sindacale. Secondo tale norma, hanno accesso alla rappresentanza solo i sindacati che siglano gli accordi aziendali nonostante la loro rappresentatività. La Fiom chiede di ripristinare questo aspetto ma la sua richiesta ha già prodotto una ferma reazione della Fiat che non accetterebbe mai una tale riforma. Solo che, allo stesso tempo, il governo vuole rivedere l’intero pacchetto del mercato del lavoro con riforme dell’articolo 18 dello Statuto, una maggiore flessibilità in uscita con la probabile introduzione di un contratto unico di inserimento, un reddito garantito con la riforma degli ammortizzatori sociali. Tutto questo si tiene e la modifica dell’articolo 19 si inserirebbe in questo contesto. La Confindustria sarebbe d'accordo e non è detto che la Cgil e la stessa Fiom non siano disponibili a una discussione complessiva. Da qualsiasi punto lo si guardi, il contratto Fiat apre una nuova stagione di relazioni sindacali e sarà propedeutico a modifiche strutturali del mercato del lavoro.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1964956206248276895?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1964956206248276895/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1964956206248276895' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1964956206248276895'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1964956206248276895'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/12/la-svolta-della-fiat.html' title='La svolta della Fiat'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-cVm6vsGINVA/TuhSBIcUloI/AAAAAAAAA54/GHyXyPuZbxU/s72-c/Marchionne-Confindustria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2662587228030228795</id><published>2011-12-13T05:27:00.000-08:00</published><updated>2011-12-13T05:29:46.720-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>Siria, la solidarietà e il no alla guerra</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-i76PAqqPjzE/TudTJCqGpsI/AAAAAAAAA5s/AiRPO2Ak22o/s1600/siriva-rivolta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 221px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-i76PAqqPjzE/TudTJCqGpsI/AAAAAAAAA5s/AiRPO2Ak22o/s320/siriva-rivolta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5685604469375936194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una lettera aperta di Sinistra Critica alla campagna promossa da Peacelink "Siria no war": "L'opposizione all'intervento straniero non può tacere il sostegno alla rivolta siriana"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Pubblichiamo una lettera aperta invata da Sinistra critica alle/ai promotori della petizione “Siria No war”. Ci sembra un dibattito importante per capire meglio comportamenti e responsabilità del movimento contro la guerra rispetto a quanto sta accadendo, da diverso tempo orami, nel mondo arabo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carissime/i amiche e amici di Peacelink,&lt;br /&gt;abbiamo ricevuto da diverse persone che stimiamo la richiesta di firmare l’appello da voi proposto contro qualsiasi intervento militare in Siria. Abbiamo deciso – singolarmente e come organizzazione politica – di non aderire al vostro appello e vogliamo brevemente spiegarvene i motivi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Naturalmente siamo contrari a qualsiasi intervento straniero in Siria, così come lo eravamo contro quello in Libia (lo dimostrano i nostri comunicati già dallo scorso febbraio e marzo e le manifestazioni che abbiamo contribuito a organizzare il 20 marzo a Milano e il 2 aprile in diverse città), pur condividendo le ragioni di chi nel febbraio si era ribellato al regime di Gheddafi.&lt;br /&gt;Non condividiamo invece in alcun modo le motivazioni che sostenete nella petizione e soprattutto riteniamo sbagliato e inefficace rispetto lo stesso obiettivo che si prefigge l’appello tacere della repressione che il regime siriano compie da sempre e in particolare in questi ultimi mesi contro la rivolta popolare. E questo è il secondo motivo di disaccordo: il vostro appello sottolinea decisamente il carattere “etrerodiretto” e “autoproclamato” della rivolta siriana: non siamo assolutamente d’accordo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La rivolta popolare in Siria è iniziata mesi fa in molte città siriane con la richiesta di libertà, dignità e democrazia. A queste richieste – giuste e condivisibili – il regime di Bashar El Assad ha risposto con la repressione violenta: non ci interessa il conteggio dei morti, ma questi ci sono stati come dimostrano migliaia di filmati autoprodotti (per questo dimostrazione del “complotto”?); così come sono certi gli arresti – ammessi poi dallo stesso regime quando ha scarcerato migliaia di prigionieri che negava di avere; così come sicuri sono gli omicidi, i pestaggi, gli arresti di giornalisti, vignettisti, oppositori....&lt;br /&gt;Le ragioni della rivolta non possono essere nascoste dagli obiettivi di alcuni soggetti politici – interni ed esterni – che vogliono approfittarne per una loro propria agenda.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non vogliamo farla lunga. Pensiamo che un appello contro qualsiasi intervento straniero in Siria che non parta dalla solidarietà – umana, politica e attiva – alla rivolta siriana e che non veda nella caduta del regime di Assad e in una maggiore partecipazione popolare alla vita politica siriana l’obiettivo di una sinistra pacifista degna di questo nome non sia capace nemmeno di opporsi all’intervento straniero.&lt;br /&gt;Non possono essere considerazioni “geopolitiche” a guidare la nostra opposizione alla guerra – come se il popolo siriano dovesse essere la vittima sacrificale delle alleanze regionali e dello scontro (reale) tra il protagonismo filoimperialista dei paesi reazionari arabi (Arabia Saudita, Qatar ecc...) e l’alleanza intorno all’Iran, vero obiettivo dello scontro.&lt;br /&gt;Per difendere le popolazioni della regione dalle politiche imperialiste non possiamo in alcun modo diminuire la nostra solidarietà a chi si oppone, in Iran, Siria – come in Palestina, in Egitto, in Bahrein.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saremo comunque vigili e attenti di fronte a qualsiasi escalation voluto dalla Nato e dai suoi alleati nella regione e non mancheremo di manifestare con voi contro la minaccia o la prospettiva di interventi militari esterni.&lt;br /&gt;Vorremmo che anche voi foste con noi insieme alle comunità siriane che manifestano anche in Italia – spesso sole, come avviene per le altre comunità arabe in questi mesi in Italia – per la libertà del popolo siriano.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Flavia D’Angeli, Piero Maestri e Franco Turigliatto – portavoce Sinistra Critica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2662587228030228795?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.peacelink.it/campagne/index.php?id=91&amp;id_topic=4' title='Siria, la solidarietà e il no alla guerra'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2662587228030228795/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2662587228030228795' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2662587228030228795'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2662587228030228795'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/12/siria-la-solidarieta-e-il-no-alla.html' title='Siria, la solidarietà e il no alla guerra'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-i76PAqqPjzE/TudTJCqGpsI/AAAAAAAAA5s/AiRPO2Ak22o/s72-c/siriva-rivolta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2609918833833709211</id><published>2011-12-06T23:06:00.000-08:00</published><updated>2011-12-06T23:11:13.635-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>DAL CAIMANO AI COCCODRILLI....</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-YwAEes97CFI/Tt8RgsCjqqI/AAAAAAAAA5g/iZdsqmxN2MY/s1600/index_preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 173px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-YwAEes97CFI/Tt8RgsCjqqI/AAAAAAAAA5g/iZdsqmxN2MY/s320/index_preview.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5683280508040227490" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;L’annunciata manovra “salva Italia”è arrivata e rappresenta una violenta stangata antipopolare che ha lavoratrici e lavoratori e pensionate/i come bersaglio principale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una manovra all’insegna del “rigore” e dell'attacco ai più deboli, nella quale l’ipocrita retorica dell'equità si è tradotta in una gigantesca truffa ai danni di lavoratori, lavoratrici e pensionate/i – senza alcun vantaggio per le giovani generazioni, che saranno ancor più allontanate dal mondo del lavoro o utilizzate come concorrenza con la prossima creazione di una contrattazione duale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Così il governo “tecnico” presenta la manovra più politica che si ricordi – con l’obiettivo di dare un preciso segnale ai "mercati": questo paese punta a spremere tutto quello che è spremibile dai soggetti più deboli e non toccherà in nessun modo le rendite, i profitti, gli interessi che quei mercati presidiano e difendono.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I provvedimenti racchiusi nella manovra vanno tutti in questa stessa direzione: aumento dell’età per andare in pensione e peggioramento degli assegni pensionistici; riproposizione dell’Ici e aumento delle rendite catastali; taglio delle imposte sulle imprese; liberalizzazione di interi settori dei servizi (quindi nuovo attacco all'acqua pubblica ma anche ai trasporti locali); rilancio delle grandi opere come la Tav.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In questo modo il governo mette in luce la sua natura politica, che ha il volto delle banche e della finanza che hanno festeggiato il suo insediamento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’appoggio unanime di centrodestra e centrosinistra (a parte l’ipocrita “opposizione” della Lega Nord che cerca di approfittare di questa “intesa nazionale” per rifarsi il trucco...) rende ancora più pericolosa l’operazione politica di Monti-Napolitano, perché cerca di affermare l’esigenza dell’“unità nazionale” di fronte alla crisi e del carattere “necessario e indifferibile” dei sacrifici.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La scelta del PD di schierarsi in prima fila in questa operazione è altrettanto significativa della natura di questo “partito naturale di governo”, avversario degli interessi delle classi più deboli e di una qualsiasi alternativa politica di sinistra.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le prevedibili (e previste) scelte del governo Monti-Napolitano richiedono un impegno forte di tutta l’opposizione politica e sociale per rilanciare un’iniziativa unitaria e di massa contro il governo e contro le politiche di austerità. Unità dal basso, senza scorciatoie politiciste, ma capace di coinvolgere milioni di lavoratrici e lavoratori, pensionate/i, giovani precari/e e studenti – quelle donne e uomini che avevano riempito le strade di Roma il 15 ottobre - vittime sacrificali dei coccodrilli di governo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unità dell’opposizione politica e sociale capace di affermare il rifiuto delle politiche di austerità e delle nuove liberalizzazioni, per ribadire la scelta del non pagamento del debito illegittimo e del recupero delle risorse necessarie ad un nuovo welfare e alla difesa degli interessi delle classi deboli (in particolare per garantire diritti e reddito a tutte/i) con il taglio delle spese militari, la cancellazione delle grandi opere inutili e dannose, il recupero dell’immensa evasione fiscale....&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unità dell’opposizione che può e deve partire da un vero sciopero generale e generalizzato capace di dare una risposta ferma e forte alla manovra del governo e alla sua stessa natura politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica è impegnata nella costruzione di questa larga opposizione sociale e politica:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;* saremo in tutte le piazze degli scioperi contro la manovra – il 12 dicembre e soprattutto il 16 con la Fiom e lavoratrici e lavoratori della Fiat (dove si sperimentano le nuove forme di sfruttamento e cancellazione dei diritti dei lavoratori).&lt;br /&gt;Serve uno sciopero generale vero ed efficace e un'unità sindacale (a partire da quella dei sindacati di base) basato sulla difesa di diritti fondamentali non più negoziabili sull'altare della concertazione;&lt;br /&gt;* il 17 dicembre a Roma nell’assemblea del “Comitato No debito” che vogliamo diventi un appuntamento aperto e unitario organizzato da tutto il fronte di opposizione politica e sociale – anche per organizzare insieme a tutte le forze che si oppongono al governo Monti, una grande manifestazione nazionale;&lt;br /&gt;* nella partecipazione alla campagna “Rivolta il debito” e per una Audit pubblico sul debito illegittimo – con iniziative nelle diverse città italiane nella settimana tra il 10 e il 17 dicembre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ESECUTIVO NAZIONALE SINISTRA CRITICA&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2609918833833709211?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2609918833833709211/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2609918833833709211' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2609918833833709211'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2609918833833709211'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/12/dal-caimano-ai-coccodrilli.html' title='DAL CAIMANO AI COCCODRILLI....'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-YwAEes97CFI/Tt8RgsCjqqI/AAAAAAAAA5g/iZdsqmxN2MY/s72-c/index_preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-9101719221026028306</id><published>2011-11-24T01:38:00.000-08:00</published><updated>2011-11-24T01:41:36.691-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Noi, il loro debito non lo paghiamo .Difendiamo lavoro, diritti e stato sociale</title><content type='html'>Il governo unico delle banche e della finanza, in tutta&lt;br /&gt;Europa, attraverso organismi e poteri che nessuno ha&lt;br /&gt;eletto, nessuno ha potuto giudicare e grazie a governi&lt;br /&gt;complici, impone a tutti gli stati la stessa politica&lt;br /&gt;antisociale:&lt;br /&gt;· tagli all'istruzione pubblica, alla sanità,&lt;br /&gt;· alle pensioni,&lt;br /&gt;· ai servizi pubblici,&lt;br /&gt;contemporaneamente sviluppa un pesante attacco ai salari ai diritti dei lavoratori ed al loro&lt;br /&gt;potere di contrattazione e all'occupazione.&lt;br /&gt;Questa impostazione ben si sposa con la rottamazione dei diritti e del potere&lt;br /&gt;di contrattazione collettiva, a partire dai contratti, voluta da Marchionne.&lt;br /&gt;Il neonato governo Monti, espressione diretta dei poteri forti e del padronato, lascia pochi dubbi&lt;br /&gt;sui provvedimenti che intende varare in coerenza con i dettati della Bce e con le richieste della&lt;br /&gt;finanza internazionale.&lt;br /&gt;Noi, il loro debito non lo paghiamo&lt;br /&gt;Difendiamo lavoro, diritti e stato sociale&lt;br /&gt;Introduce Delia Fratucelli (comitato 1° Ottobre Torino). Intervengono:&lt;br /&gt;Giorgio Cremaschi Fiom-Cgil&lt;br /&gt;Gianni Vattimo europarlamentare&lt;br /&gt;Assemblea pubblica&lt;br /&gt;Venerdì 25 Novembre, alle ore 21 presso la Sala&lt;br /&gt;della Circoscrizione di Corso Belgio 91 (tram 15, 68)&lt;br /&gt;promossa dal Comitato primo Ottobre di Torino (promotori appello No debito)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-9101719221026028306?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/appellodobbiamofermarli/' title='Noi, il loro debito non lo paghiamo .Difendiamo lavoro, diritti e stato sociale'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/9101719221026028306/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=9101719221026028306' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9101719221026028306'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9101719221026028306'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/11/noi-il-loro-debito-non-lo-paghiamo.html' title='Noi, il loro debito non lo paghiamo .Difendiamo lavoro, diritti e stato sociale'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5337583307478318308</id><published>2011-11-16T15:12:00.000-08:00</published><updated>2011-11-16T15:27:23.897-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><title type='text'>Sebben che siamo donne</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-PT19d6d1-pM/TsRGKphDswI/AAAAAAAAA5U/Ti3e9NrF3II/s1600/sebben-che-siamo-donne-defanche-4-quad-viola-grassetto-723x1024.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 282px; height: 400px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-PT19d6d1-pM/TsRGKphDswI/AAAAAAAAA5U/Ti3e9NrF3II/s400/sebben-che-siamo-donne-defanche-4-quad-viola-grassetto-723x1024.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5675738579150811906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;venerdì 18 novembre ore 20.30, &lt;br /&gt;presso l' Unione Culturale Franco Antonicelli, &lt;br /&gt;via Battisti 4b: &lt;br /&gt;Sebben che siamo donne. "Femminismo e lotte sindacali nella crisi". Libro curato dai Quaderni Viola. &lt;br /&gt;le curatrici Lidia Cirillo e Giovanna Vertova incontreranno e dialogheranno insieme a Liliana Ellena, storica dell'università di Torino; &lt;br /&gt;Cristiana Albino del Collettivo Me-Dea, &lt;br /&gt;Maria Chiara Martinatto Maritano, lavoratrice di un call center; &lt;br /&gt;Chiara Carratù, docente precaria. &lt;br /&gt;L'incontro è organizzato dai Quaderni Viola.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5337583307478318308?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://quaderniviola.blogspot.com/' title='Sebben che siamo donne'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5337583307478318308/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5337583307478318308' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5337583307478318308'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5337583307478318308'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/11/sebben-che-siamo-donne.html' title='Sebben che siamo donne'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-PT19d6d1-pM/TsRGKphDswI/AAAAAAAAA5U/Ti3e9NrF3II/s72-c/sebben-che-siamo-donne-defanche-4-quad-viola-grassetto-723x1024.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-6765439676924166338</id><published>2011-11-13T23:51:00.000-08:00</published><updated>2011-11-13T23:57:44.411-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>PRESENTAZIONE DEI LIBRI:FINANZCAPITALISMO E CAPITALISMO TOSSICO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9VEn93r5-OY/TsDJ68aM3TI/AAAAAAAAA48/NDHLdPhTor0/s1600/Alegre_capitalismo-tossico_cover_def.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9VEn93r5-OY/TsDJ68aM3TI/AAAAAAAAA48/NDHLdPhTor0/s320/Alegre_capitalismo-tossico_cover_def.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674757544972442930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-S5G2WRFp6bs/TsDJ6l9_DNI/AAAAAAAAA4w/XVfvacO4IHs/s1600/finanzcapitalismo.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 112px; height: 174px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-S5G2WRFp6bs/TsDJ6l9_DNI/AAAAAAAAA4w/XVfvacO4IHs/s320/finanzcapitalismo.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674757538948517074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Mercoledì 16 novembre ore 17, 30 &lt;br /&gt;Sala della circoscrizione di Corso Belgio 91 &lt;br /&gt;presentazione dei libri: &lt;br /&gt;Finanzcapitalismo di Luciano Gallino &lt;br /&gt;e &lt;br /&gt;Capitalismo tossico di Marco Bertorello, &lt;br /&gt;parteciperanno gli autori .&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-6765439676924166338?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/6765439676924166338/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=6765439676924166338' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6765439676924166338'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6765439676924166338'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/11/presentazione-dei-librifinanzcapitalism.html' title='PRESENTAZIONE DEI LIBRI:FINANZCAPITALISMO E CAPITALISMO TOSSICO'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9VEn93r5-OY/TsDJ68aM3TI/AAAAAAAAA48/NDHLdPhTor0/s72-c/Alegre_capitalismo-tossico_cover_def.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2904929189528714132</id><published>2011-11-13T23:48:00.000-08:00</published><updated>2011-11-13T23:51:04.508-08:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>ADDIO A BERLUSCONI E AL SUO GOVERNO ADESSO OPPOSIZIONE AL GOVERNO DELLE BANCHE E DELLA FINANZA EUROPEA</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-gubfH0OCOzY/TsDIX0_B_RI/AAAAAAAAA4k/6KEcS4cp9TQ/s1600/Monti-Napolitano2_preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 195px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-gubfH0OCOzY/TsDIX0_B_RI/AAAAAAAAA4k/6KEcS4cp9TQ/s320/Monti-Napolitano2_preview.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5674755842172386578" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Le migliaia di donne e uomini nelle piazze in tante città italiane giustamente festeggiano le dimissioni di un personaggio che troppi danni ha fatto negli anni in cui è stato presidente del consiglio – e anche in quelli in cui è stato all’opposizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non condividiamo di questi festeggiamenti la disattenzione per come è avvenuta la caduta di Berlusconi e per quello che succedera da questo momento.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nemmeno condividiamo la gioia verso il presidente Napolitano, che è stato protagonista di questa caduta per rispondere alle esigenze del capitale e della leadership politica europea, che consideravano Berlusconi e il suo governo inadatti a portare a termine le politiche di austerità e di distruzione dello stato sociale che in tutta Europa sono l’unica “risposta” alla crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tantomeno possiamo dimenticare che la cronaca di un’austerità annunciata porta il nome di Mario Monti, commissario integerrimo che vietava qualsiasi aiuto di Stato, per favorire gli interessi delle grandi banche e per garantire la deregulation del sistema finanziario. Lo stesso Mario Monti che sul “Corriere della sera” esaltava le “riforme” di Gelmini e Marchionne. Può seriamente qualcuno a sinistra pensare che sia l’uomo giusto, che possa rappresentare qualcosa di “meglio”?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non c’è un “dopo”, quindi, c’è invece un presente rappresentato da un governo pericoloso per gli interessi delle classi popolari e che ha come suo unico programma nuove e più pesanti manovre economico-finanziarie contro lavoratrici e lavoratori, per maggiori privatizzazioni dei beni comuni, per asservire ancora maggiormente le scelte interne alle esigenze del capitale europeo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un governo che vuole vendere la vecchia ideologia secondo la quale dalla crisi si può uscire solamente con ulteriori sacrifici dopo che il welfare, i salari, le pensioni fanno sacrifici da più di vent'anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per lavoratrici e lavoratori, precari/e, giovani, migranti c’è solo una strada possibile: l’opposizione immediata e ferma al governo Monti-Napolitano – ricostruendo dal basso le ragioni e l’organizzazione necessarie per resistere a nuove manovre contro di loro e per costruire una rete che ponga le questioni dell’alternativa sociale e politica, facendo pagare la crisi a chi l’ha provocata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci sono scorciatoie istituzionali: l’unica via democratica non può che venire da elezioni immediate e da un confronto sulla politica e sui programmi che provi a far tesoro di quanto accaduto negli ultimi quattro anni – con una sinistra anticapitalista che rifiuti qualsiasi compromesso di “unità nazionale” o “tecnico” e organizzi l’opposizione sociale e politica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Invitiamo tutte/i a costruire la più ampia unità delle forze che rifiutano il governo Monti per un’uscita da sinistra alla crisi. Noi ci saremo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Esecutivo nazionale Sinistra Critica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2904929189528714132?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2904929189528714132/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2904929189528714132' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2904929189528714132'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2904929189528714132'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/11/addio-berlusconi-e-al-suo-governo.html' title='ADDIO A BERLUSCONI E AL SUO GOVERNO ADESSO OPPOSIZIONE AL GOVERNO DELLE BANCHE E DELLA FINANZA EUROPEA'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-gubfH0OCOzY/TsDIX0_B_RI/AAAAAAAAA4k/6KEcS4cp9TQ/s72-c/Monti-Napolitano2_preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1801273496521963004</id><published>2011-10-27T13:06:00.000-07:00</published><updated>2011-10-27T13:16:37.319-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Tav'/><title type='text'>diamoci un taglio 23 10 11</title><content type='html'>&lt;iframe width="420" height="315" src="http://www.youtube.com/embed/V2rEgo8w7OA" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1801273496521963004?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1801273496521963004/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1801273496521963004' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1801273496521963004'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1801273496521963004'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/10/diamoci-un-taglio-23-10-11.html' title='diamoci un taglio 23 10 11'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/V2rEgo8w7OA/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2619377800606461487</id><published>2011-10-08T06:09:00.001-07:00</published><updated>2011-10-08T06:10:27.005-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Movimenti'/><title type='text'>Gli studenti svegliano l'Italia</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-H3K0aP7HEkk/TpBLtsstKSI/AAAAAAAAA4c/ytzVTkxNdm4/s1600/scuola-7ottobre.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-H3K0aP7HEkk/TpBLtsstKSI/AAAAAAAAA4c/ytzVTkxNdm4/s320/scuola-7ottobre.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661107980069579042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Decine di manifestazioni contro Gelmini, il governo ma anche contro le banche e il debito. Prossimo appuntamento, l'assedio a Banca d'Italia del 12 ottobre&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Studenti medi e universitari tornano in piazza in tutta Italia. Manifestazioni in oltre 90 città con una partecipazione complessiva straordinaria, decine di migliaia di studenti in corteo a Roma, Milano, Torino, Bologna e Palermo. "Is not our debt" si legge sullo striscione di apertura del corteo di Roma che prosegue con "One Solution, Global Revulution". "Noi il debito non lo paghiamo" lo slogan che attraversa tutte le manifestazioni.&lt;br /&gt;La risposta degli studenti agli ultimi attacchi del governo e della BCE non si fa dunque attendere. Da troppi anni le scuole e le università pubbliche vedono ridotti i loro finanziamenti, il diritto allo studio viene smantellato e le tasse universitarie sono in continuo aumento. Ma le rivendicazioni degli studenti scesi in piazza vanno bel oltre la scuola e l'università. I giovani oggi si ribellano ad una condizione di precarietà alla quale vorrebbero condannarli, il rifiuto del pagamento del debito è il rifiuto a mantenere in vita un sistema economico che ha fallito, che ha prodotto disuguaglianza, illusioni, guerre, devastazione sociale.&lt;br /&gt;Le manifestazioni di oggi sono solo il punto d'inizio di un autunno che si preannuncia rovente. L'obiettivo è quello di mettere il campo una mobilitazione permanente, duratura, radicale, in grado di contrastare il governo Berlusconi ma anche il cosiddetto Governo Unico delle Banche.&lt;br /&gt;I prossimi appuntamenti sono già alle porte: il 12 ottobre alle 16 saremo sotto la Banca d'Italia, in via Nazionale a Roma, per rispedire al mittente la lettera firmata da Draghi e Trichet.&lt;br /&gt;Il 15 ottobre ci saranno manifestazioni in tutto il mondo e saremo in piazza per la manifestazione nazionale a Roma. Con un solo obiettivo: scendere in piazza per rimanerci, fino a quando questo governo non se ne sarà andato!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AteneinRivolta - Coordinamento Nazionale dei Collettivi&lt;br /&gt;.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2619377800606461487?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2619377800606461487/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2619377800606461487' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2619377800606461487'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2619377800606461487'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/10/gli-studenti-svegliano-litalia.html' title='Gli studenti svegliano l&apos;Italia'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-H3K0aP7HEkk/TpBLtsstKSI/AAAAAAAAA4c/ytzVTkxNdm4/s72-c/scuola-7ottobre.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8333201809591823655</id><published>2011-10-08T05:36:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T06:02:36.674-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>Il gigante si sta svegliando</title><content type='html'>&lt;div id="emvideo-youtube-flash-wrapper-2"&gt;&lt;object type="application/x-shockwave-flash" height="350" width="645" data="http://www.youtube.com/v/FVJX5nwgKgk&amp;amp;rel=0&amp;color1=0x7F7F7F&amp;color2=0x7F7F7F&amp;showinfo=0&amp;amp;fs=1" id="emvideo-youtube-flash-2" allowFullScreen="true"&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="movie" value="http://www.youtube.com/v/FVJX5nwgKgk&amp;amp;rel=0&amp;color1=0x7F7F7F&amp;color2=0x7F7F7F&amp;showinfo=0&amp;amp;fs=1" /&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="allowScriptAcess" value="sameDomain"/&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="quality" value="best"/&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="allowFullScreen" value="true"/&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="bgcolor" value="#FFFFFF"/&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="scale" value="noScale"/&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="salign" value="TL"/&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="FlashVars" value="playerMode=embedded" /&gt;&lt;br /&gt;          &lt;param name="wmode" value="transparent" /&gt;&lt;br /&gt;        &lt;/object&gt;&lt;/div&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-7R7GcG3o3Fo/TpBEMx1QLNI/AAAAAAAAA4U/unuTOEYy770/s1600/usa-occupy.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-7R7GcG3o3Fo/TpBEMx1QLNI/AAAAAAAAA4U/unuTOEYy770/s320/usa-occupy.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661099717930527954" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Con le cariche del 1 ottobre la polizia di New York ha commesso uno sbaglio: gli indignati si stanno moltiplicando e scendono in piazza anche i sindacati. Il movimento si allarga nelle università&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cinzia Arruzza &lt;br /&gt;da New York &lt;br /&gt;Già nelle giornate tra gli arresti di massa di sabato e mercoledì 5 ottobre si respirava una strana aria in giro per la città e nei campus. Un’aria ancora più frizzante del solito ritmo frenetico di Manhattan. A quanto pare l’arresto di 700 manifestanti sabato 1 ottobre è stato il peggiore errore che la polizia newyorkese potesse commettere. È servito solo a fare indignare ulteriormente tutti coloro che già guardavano con indignazione alle misure neoliberiste con cui i governi di tutto il mondo stanno cercando di far pagare la crisi a chi la crisi non l’ha creata. Per esempio, ha spinto quasi 200 professori universitari della New School, la quarta università newyorkese per numero di iscritti e con una lunga tradizione progressista, a firmare e far girare un appello di condanna della repressione poliziesca e di sostegno a Occupy Wall Street e al corteo organizzato dagli studenti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione di ieri è stata organizzata dai sindacati più potenti di New York, tra cui Seiu 1199 (sindacato dei lavoratori della sanità), Afl-Cio, Cwa 1109 (sindacato dei lavoratori delle telecomunicazioni), Rwdsu (sindacato dei lavoratori commercio), Transport Workers Unions (che organizzai lavoratori della metropolitana) e da una rete di comunità di base, tra cui Alliance for Quality Education New York Communities for Change, Coalition for the Homeless, NYC Coalition for Educational Justice e molti altri. Con la manifestazione di ieri questa rete di sindacati e organizzazioni locali intendeva esprimere la propria solidarietà con Occupy Wall Street. A loro si sono aggiunti gli studenti di tre università newyorkesi, Cuny (università pubblica con un’alta percentuale di studenti afro-americani e latinos), The New School e NYU, che hanno organizzato il proprio corteo dai rispettivi campus alla piazza di partenza della manifestazione, Foley Square. Gli studenti sono partiti in una manifestazione non autorizzata dalla sede della New School, hanno bloccato la Quinta Avenue e si sono uniti in Washington Square agli studenti della NYU e di CUNY, per poi continuare verso il concentramento dei sindacati. Oltre 2000 studenti universitari hanno invaso le strade della città dietro gli striscioni “Arabian Spring, European Summer, American Fall...” (“fall” in americano vuol dire sia autunno che caduta, o declino) e “Occupy America”. E molti altri erano già nella piazza, mescolati ai vari spezzoni di sindacati, organizzazioni locali e comunità di base. A mobilitare gli studenti, oltre all’indignazione per gli arresti di sabato, la preoccupazione per gli effetti della crisi economica. Solo tra 2001 e 2006 le tasse universitarie sono aumentate del 56%. Ogni studente universitario americano ha un debito medio di 24 mila dollari: una cifra che, con gli effetti della crisi sul mercato occupazionale, in molti impiegheranno decenni a pagare. Peraltro, il totale del debito studentesco statunitense è di 805 miliardi dollari: somma sufficiente a fare scoppiare un’altra bolla finanziaria, in caso di insolvenza.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Foley Square era così affollata che il corteo ha impiegato più di un’ora per riuscire a defluire dalla piazza. I sindacati e le comunità di base hanno mantenuto la promessa. La manifestazione di oggi è stata imponente e ha visto una partecipazione massiccia di lavoratori afro-americani, latinos e migranti. Per tutto il corteo risuonava lo slogan “Lavoratori e studenti uniti: blocchiamo la città!” Decine di migliaia di persone hanno sfilato per ore fino ad arrivare al Financial District e al Zuccotti Park, in cui da venti giorni centinaia di persone organizzano assemblee generali, workshop, gruppi di lavoro e sfidano l’autunno newyorkese dormendo all’adiaccio.&lt;br /&gt;Nel frattempo Occupy Wall Street si sta trasformando in Occupy America. Sempre in questi giorni si stanno moltiplicando le occupazioni e le manifestazioni in tutti gli Stati Uniti: da Austin, in Texas, a Boston,Chicago, Denver, Los Angeles e decine di altre città in California e Florida. I commentatori di diverse testate americane, dal New York Times, a Democracy Now and The Nation, si iniziano a chiedere se la solidarietà tra sindacati, studenti e la protesta Occupy Wall Street, che ha dato vita alla straordinaria giornata di mobilitazione di oggi, non segni l’inizio di un nuovo movimento. A giudicare dall’aria che si respirava a New York oggi pomeriggio, sembrerebbe che il gigante America si stia finalmente svegliando.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;140 professori della New School a sostegno dei manifestanti&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;The New School faculty in support of Occupy Wall Street&lt;br /&gt;We faculty members of The New School would like to express our solidarity with the Occupy Wall Street protest. We support its demand for real democracy and its denunciation of the effects of the economic crisis on the conditions of life for millions of people around the world. We strongly disagree with political and economic measures against the crisis based on the reduction of public spending and cuts to public services. We condemn the exclusive and unnecessary use of force by the NYPD that resulted in the arrests of 700 hundred people marching in a peaceful and non-violent demonstration on Saturday October 1st. It is inconceivable that New York, the city known for a tradition of free and independent thinking, should be governed like a police state.&lt;br /&gt;This crisis and the measures adopted by governments will affect the future of young people, and among them, our student body. We all know that our students made a commitment to higher education that forces them into debt. The current economic situation is such that our students will probably carry these debts for decades to come. This is why we support the walk out organized by our students on Wednesday October 5th at 3:30pm.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Signatures&lt;br /&gt;Elaine Abelson (Associate Professor of History and Urban Studies)&lt;br /&gt;Barbara Adams (PT faculty at Parsons and NSGS)&lt;br /&gt;Zed Adams (Assistant Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Andrew Arato (Dorothy Hart Hirshon Professor of Political and Social Theory)&lt;br /&gt;Cinzia Arruzza (Assistant Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Peter Asaro (Assistant Professor, The New School for Public Engagement)&lt;br /&gt;Jonathan Bach (Associate Professor of International Affairs)&lt;br /&gt;Lopamudra Banerjee (Assistant Professor of Economics)&lt;br /&gt;Stefani Bardin (Adjunct Assistant Professor, Parsons) &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Banu Bargu (Assistant Professor of Political Science)&lt;br /&gt;David Barker (Adjunct Faculty, Lang College)&lt;br /&gt;Fabiola Berdiel (Professor of International Affairs)&lt;br /&gt;Jay Bernstein (University Distinguished Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Richard Bernstein (Vera List Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Omri Boehm (Assistant Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Chiara Bottici (Assistant Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Jackie Brookner (Associate Teaching Professor, Parsons Fine Arts)&lt;br /&gt;Colette Brooks (Arts in Context Program Coordinator, Lang College)&lt;br /&gt;Ted Byfield (Assistant Professor Art, Media, and Technology)&lt;br /&gt;Chris Christian (Assistant Professor, Psychology Department)&lt;br /&gt;Laurie Halsey Brown (Associate Professor, Department of Film and Media)&lt;br /&gt;Paolo Carpignano (Associate Professor of Media Studies)&lt;br /&gt;Emanuele Castano (Associate Professor of Psychology)&lt;br /&gt;Benoit Challand (Visiting Associate Professor of Political Science)&lt;br /&gt;Katayoun Chamany (Associate Professor of Biology, Lang College)&lt;br /&gt;Doris F. Chang (Assistant Professor of Psychology)&lt;br /&gt;Juliana Cope (Part-time Faculty, Parsons)&lt;br /&gt;Alice Crary (Associate Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Simon Critchley (Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Juan E De Castro (Associate Professor, Literary Studies)&lt;br /&gt;Alexandra Délano (Assistant Professor of Global Studies)&lt;br /&gt;Shari Diamond (Assistant Professor of Fine Arts)&lt;br /&gt;James Dodd (Philosophy Department Chair)&lt;br /&gt;Patrick Dodd (Adjunct Faculty, French Department)&lt;br /&gt;Kate Eichhorn (Assistant Professor Culture and Media Studies)&lt;br /&gt;Nadia Elrokhsy (Assistant Professor Sustainable Design)&lt;br /&gt;Ernesto Fedukovitch (Part Time Faculty, Foreign Languages)&lt;br /&gt;Federico Finchelstein (Associate Professor of Historical Studies)&lt;br /&gt;Duncan Foley (Leo Model Professor of Economics)&lt;br /&gt;Carlos Forment (Associate Professor of Sociology)&lt;br /&gt;Oz Frankel (Associate Professor of History)&lt;br /&gt;Nancy Fraser (Henry A. and Louise Loeb Professor of Politics and Philosophy)&lt;br /&gt;Jeffrey G. Goldfarb (Michael E. Gellert Professor of Sociology)&lt;br /&gt;Deborah Gordillo (Assistant Professor of Music)&lt;br /&gt;Neil Greenberg (Professor, The Arts)&lt;br /&gt;Mark Greif (Assistant Professor of Literary Studies)&lt;br /&gt;Pamila Gupta (Visiting Assistant Professor, Anthropology)&lt;br /&gt;Luis Guzman (Humanities, New School for Public Engagement)&lt;br /&gt;Tilmann Habermas (Visiting Heuss Professor)&lt;br /&gt;Orit Halpern (Assistant Professor of History)&lt;br /&gt;Peter Haratonik (Associate Professor of Media Studies)&lt;br /&gt;Rachel Heiman (Associate Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Daniel G. Hill (Assistant Professor of Fine Arts)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lawrence A. Hirschfeld (Professor of Anthropology and Psychology)&lt;br /&gt;David Huyssen (Postdoctoral Faculty, Lang College)&lt;br /&gt;Jessica Irish (Assistant Professor of Design &amp; Technology)&lt;br /&gt;Noah Isenberg (Director of Screen Studies)&lt;br /&gt;Andreas Kalyvas (Associate Professor of Political Science)&lt;br /&gt;Jesal Kapadia (Part-time Faculty, Media Studies)&lt;br /&gt;Elizabeth Kendall (Part-Time Faculty)&lt;br /&gt;Paul Kottman (Associate Professor of Comparative Literature)&lt;br /&gt;Nicolas Langlitz (Assistant Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Cynthia Lawson (Assistant Professor of Integrated Design)&lt;br /&gt;Benjamin Lee (Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Deborah Levitt (Assistant Professor, Department of Culture and Media Studies)&lt;br /&gt;Margrit Lewczuk (Faculty, Visual Arts)&lt;br /&gt;Gina Luria Walker (Associate Professor of Women's Studies)&lt;br /&gt;Arien Mack (Alfred J. and Monette C. Marrow Professor of Psychology)&lt;br /&gt;Lenore Malen (Faculty Member, The New School for General Studies)&lt;br /&gt;Victoria Marshall (Assistant Professor of Urban Design)&lt;br /&gt;Peter Matthiessen Wheelwright (Associate Professor, School of Constructed Environments)&lt;br /&gt;Elzbieta Matynia (Associate Professor of Liberal Studies and Sociology)&lt;br /&gt;Conor McGrady (Adjunct Faculty, Lang College)&lt;br /&gt;Jack McGrath (Adjunct Faculty, MFA program)&lt;br /&gt;P. Timon McPhearson (Assistant Professor of Urban Ecology)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Inessa Medzhibovskaya (Associate Professor and Co-Chair of Literary Studies)&lt;br /&gt;Carlos Motta (Adjunct Faculty, Parsons)&lt;br /&gt;Edward Nell (Malcolm B. Smith Professor of Economics)&lt;br /&gt;Vladan Nikolic (Associate Professor, Film and Media Studies)&lt;br /&gt;Dmitri Nikulin (Pofessor of Philosophy and Director of Undergraduate Studies)&lt;br /&gt;Julia Ott (Assistant Professor of History)&lt;br /&gt;Leslie Painter-Farrell (Associate Director MATESOL, School of Languages)&lt;br /&gt;Dominic Pettman (Chair and Associate Professor, Culture and Media)&lt;br /&gt;Robert Polito (Professor of Writing)&lt;br /&gt;Ross Poole (Adjunct Professor of Political Science and Philosophy)&lt;br /&gt;Christian Proaño (Assistant Professor of Economics)&lt;br /&gt;Timothy R. Quigley (Associate Professor of Philosophy)&lt;br /&gt;Robert Rabinovitz (Associate Professor)&lt;br /&gt;Hugh Raffles (Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Rachelle Rahme (Senior Secretary of Culture &amp; Media Studies, Interdisciplinary&lt;br /&gt;Science, and First Year Programs)&lt;br /&gt;Vyjayanthi Rao (Assistant Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Jasmine Rault (Assistant Professor Culture and Media)&lt;br /&gt;Janet Roitman (Associate Professor of Anthropology and International Affairs)&lt;br /&gt;Lisa Rubin (Assistant Professor of Psychology)&lt;br /&gt;Sanjay Ruparelia (Assistant Professor of Political Science)&lt;br /&gt;Jeremy Safran (Professor of Psychology)&lt;br /&gt;Scott Salmon (Associate Professor of Geography &amp; Urban Studies)&lt;br /&gt;Elaine Savory (Associate Professor Literature)&lt;br /&gt;Trebor Scholz (Assistant Professor, Department of Culture and Media)&lt;br /&gt;Mira Schor (Associate Teaching Professor, Parsons Fine Arts)&lt;br /&gt;Anezka Sebek (Associate Professor of Media Design)&lt;br /&gt;Willi Semmler (Professor of Economics)&lt;br /&gt;Anwar Shaikh (Professor of Economics)&lt;br /&gt;Ann-Louise Shapiro (Professor of History)&lt;br /&gt;Henry Shapiro (Part-time Lang faculty since 1989)&lt;br /&gt;Rachel Sherman (Associate Professor of Sociology)&lt;br /&gt;Trebor Scholz (Assistant Professor, Department of Culture and Media)&lt;br /&gt;Mira Schor (Associate Teaching Professor, Parsons)&lt;br /&gt;Kathryn Simon (Faculty, Parsons School of Design)&lt;br /&gt;Ann Snitow (Associate Professor, Literature and Gender Studies)&lt;br /&gt;Nidhi Srinivas (Associate Professor of Nonprofit Management)&lt;br /&gt;Miriam Steele (Professor of Psychology)&lt;br /&gt;Radhika Subramaniam (Asst. Professor, Art &amp; Design History &amp; Theory, Parsons)&lt;br /&gt;Karam Tannous (Faculty, Dept. of Foreign Languages)&lt;br /&gt;Sharika Thiranagama (Assistant Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Iddo Tavory (Assistant Professor of Sociology)&lt;br /&gt;Nadine Teuber (Visiting Heuss Lecturer)&lt;br /&gt;Eugene Thacker (Associate Professor, Media Studies)&lt;br /&gt;Miriam Ticktin (Assistant Professor of Anthropology)&lt;br /&gt;Lynne Tillman (Part-time Faculty)&lt;br /&gt;Cameron Tonkinwise (Associate Dean for Sustainability)&lt;br /&gt;John VanderLippe (Associate Dean for Faculty &amp; Curriculum, NSSR)&lt;br /&gt;Jeremy Varon (Associate Professor of History)&lt;br /&gt;Silvia Vega-LLona (Associate Teaching Professor Culture and Media)&lt;br /&gt;Aleksandra Wagner (Assistant Professor of Sociology)&lt;br /&gt;Robin Wagner Pacifici (Professor of Sociology)&lt;br /&gt;Louise Walker (Assistant Professor of Historical Studies)&lt;br /&gt;McKenzie Wark (Professor of Liberal Studies)&lt;br /&gt;Jamieson Webster (Psychology Department)&lt;br /&gt;Leah Weich (Director of Academic Advising, Lang College)&lt;br /&gt;Tony Whitfield (Associate Dean for Civic Engagement, Parsons)&lt;br /&gt;Deva Woodly (Assistant Professor of Political Science)&lt;br /&gt;Susan Yelavich (Assistant Professor, School of Art and Design History)&lt;br /&gt;Rafi Youatt (Assistant Professor of Political Science)&lt;br /&gt;Caveh Zahedi (Assistant Professor of Screen Studies)&lt;br /&gt;José DeJesús Zamora (Assistant Professor, School of Design Strategies)&lt;br /&gt;Eli Zaretsky (Professor of History)&lt;br /&gt;Aristide Zolberg (Walter P. Eberstadt Professor of Political Science)&lt;br /&gt;Vera Zolberg (Professor of Sociology)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8333201809591823655?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8333201809591823655/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8333201809591823655' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8333201809591823655'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8333201809591823655'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/10/il-gigante-si-sta-svegliando.html' title='Il gigante si sta svegliando'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-7R7GcG3o3Fo/TpBEMx1QLNI/AAAAAAAAA4U/unuTOEYy770/s72-c/usa-occupy.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5873974871806481631</id><published>2011-10-08T05:33:00.000-07:00</published><updated>2011-10-08T05:35:46.638-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>Indignados a New York</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-L51-k13uwEY/TpBDios345I/AAAAAAAAA4M/uMHpwz98Ngs/s1600/new%252520york_0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 213px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-L51-k13uwEY/TpBDios345I/AAAAAAAAA4M/uMHpwz98Ngs/s320/new%252520york_0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5661098993924957074" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La manifestazione "Occupy Wall Street" è cresciuta nel corso delle ultime settimane fino alla manifestazione del 1 ottobre sul ponte di Brooklyn. La polizia ha fatto 700 arresti ma il movimento non si ferma&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Cinzia Arruzza &lt;br /&gt;da New York &lt;br /&gt;Il ponte di Brooklyn è lungo quasi due chilometri. Due chilometri sospesi tra cavi di acciaio sull’acqua dell’East River, che il 1 ottobre si sono riempiti di una folla diversa da quella dei soliti turisti a caccia di un tramonto romantico sullo sfondo dello skyline di Manhattan: una folla composta da migliaia di persone, rumorose e gioiose, in una manifestazione non autorizzata partita da Zuccotti Park e destinata a terminare a Brooklyn, dall’altro lato dell’East River. Il 1ottobre è il quindicesimo giorno dall’inizio di Occupy Wall Street, un’occupazione permanente del Zuccotti Park, rinominato Liberty Plaza, vicinissimo a Wall Street, iniziata il 17 settembre scorso. Promossa da vari gruppi e individui di orientamento prevalentemente anarchico (per quanto “anarchico” negli Stati Uniti sia una sorta di etichetta ombrello piuttosto vaga), la prima manifestazione e occupazione non contava più di qualche centinaio di persone. Ispirandosi esplicitamente all’esperienza di piazza Tahrir e delle acampadas spagnole, l’accampamento newyorkese si è dato da subito due parole d’ordine fondamentali: democrazia e condanna della corruzione degli speculatori finanziari. Il primo documento ufficiale dell’occupazione è stato approvato dall’assemblea generale del 29 settembre. Si tratta di un atto di accusa senza mezzi termini, rivolto ai governi, alle banche, alle multinazionali, a tutti responsabili dell’attuale crisi economica ed ecologica. Il documento non si conclude con una lista di rivendicazioni, forse a sottolineare che i manifestanti non riconoscono nessuna legittimità a governi e capitalisti, e anche che l’unica rivendicazione condivisa è un cambiamento radicale del sistema. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel corso delle scorse settimane l’occupazione ha iniziato ad organizzarsi, dando vita a decine di gruppi di discussione, assemblee generali, iniziative, allestendo una biblioteca e garantendo la distribuzione di cibo. Il metodo usato per le comunicazioni durante l’assemblea generale (che si riunisce ogni giorni e prende le decisioni) e in situazioni di piazza è singolare: al posto di megafoni e microfoni, un gigantesco megafono umano. Le frasi di chi parla vengono ripetute in coro da tutti coloro che riescono a sentirle e in questo modo vengono amplificate. Per quanto strano possa sembrare, questo metodo ha il merito di ridurre di parecchio retorica e leaderismo, e funziona perfettamente anche in caso di emergenza, ad esempio quando si è trattato di comunicare con i manifestanti arrestati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fino a questo momento la composizione della protesta è stata prevalentemente giovanile. Tuttavia, oggi una rete di sindacati radicali e organizzazioni di lavoratori, tra cui New York Communities for Change, ha deciso di aderire alla protesta e di dar vita a una manifestazione il prossimo mercoledì pomeriggio.&lt;br /&gt;Il momento di svolta decisivo nella dinamica della protesta si è avuto la settimana scorsa, quando la polizia ha brutalmente caricato e malmenato senza motivo una manifestazione non autorizzata di qualche centinaio di occupanti diretta a Union Square. A partire da quel momento la voce dell’occupazione del Zuccotti Park e l’indignazione per l’arroganza e la violenza delle forze dell’ordine, hanno iniziato a diffondersi attraverso internet e nei campus universitari newyorkesi. Risultato: le occupazioni si sono estese ad altre città statunitensi, da Boston a Los Angeles, e centinaia di newyorkesi hanno iniziato ad affollare le numerose iniziative che riempiono le giornate di Occupy Wall Street. Alla manifestazione non autorizzata del 1, convocata alle 15 per marciare verso Brooklyn, hanno partecipato poco meno di 10.000 persone, per lo più giovani, in stragrande maggioranza bianchi. Anche questa volta la polizia di New York ha deciso di andarci con la mano pesante. Arrivati al ponte, una parte della manifestazione ha iniziato a marciare senza problemi nell’area pedonale; un’altra parte, invece, è caduta nel vero e proprio trappolone escogitato dalla polizia e ha imboccato il percorso stradale del ponte, bloccando il traffico. Come testimoniato da molti manifestanti, la polizia non soltanto non ha dato nessun segno che il blocco del traffico fosse proibito, ma ha anzi fatto credere ai manifestanti che non ci fosse nessun problema. Invece, giunti all’incirca a metà del ponte i manifestanti sono stati circondati dalla polizia, e dunque bloccati senza nessuna via di fuga. A quel punto sono iniziati gli arresti di massa: oltre 700 persone sono state ammanettate, caricate sui pullman, e portate al posto di polizia. Al momento si attendono notizie delle accuse che verranno loro mosse e del loro rilascio. Nonostante gli arresti di massa, tuttavia, il movimento non ha dato nessun segno di voler retrocedere. Al contrario, centinaia di manifestanti hanno cercato di marciare in direzione della centrale di polizia, in solidarietà con i compagni arrestati. Se la polizia voleva spaventare la manifestazione, di certo non ci è riuscita, al contrario, sembra che gli occupanti di Wall Street non abbiano proprio nessuna paura. Finita la manifestazione, duemila persone si sono dirette verso Liberty Plaza, dove hanno continuato a ballare e festeggiare per ore, nonostante la pioggia. E domani si ricomincia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per chi non ha familiarità con la politica americana questa giornata potrebbe sembrare una delle tante giornate di protesta. Non lo è. Se si prendono in considerazione lo stato di sfacelo della sinistra americana, il livello di repressione poliziesca e controllo sociale, difficilmente paragonabili a quello di un qualsiasi paese europeo, la durezza del capitalismo americano, l’assenza sostanziale di diritti del lavoro e di diritti civili che non siano quelli meramente individuali, quello che sta accadendo in questi giorni a New York ha dello straordinario. Occupy Wall Street ha tutte le potenzialità per crescere e allargarsi. Naturalmente ci sono delle incognite e alcuni problemi di fondo. In primo luogo bisognerà verificare la capacità del movimento di estendersi ai campus newyorkesi e di includere almeno parte della comunità afro-americana e latina. In secondo luogo, bisognerà che la lista di accuse si trasformi anche in una lista di rivendicazioni, attorno a cui attrarre e organizzare il movimento. Infine, bisognerà vedere se il supporto dei sindacati si rivelerà qualcosa in più di una mera formalità. A partire da mercoledì prossimo.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5873974871806481631?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.flickr.com/photos/66868293@N04/sets/72157627673202423/with/6202574616/' title='Indignados a New York'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5873974871806481631/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5873974871806481631' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5873974871806481631'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5873974871806481631'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/10/indignados-new-york.html' title='Indignados a New York'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-L51-k13uwEY/TpBDios345I/AAAAAAAAA4M/uMHpwz98Ngs/s72-c/new%252520york_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-6604110814167377417</id><published>2011-10-04T14:08:00.000-07:00</published><updated>2011-10-04T14:29:20.633-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>“NOI IL LORO DEBITO NON LO PAGHIAMO”</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-dh3o08we8cU/Tot6rKiUxSI/AAAAAAAAA4E/cIgFGxNoBKM/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 127px; height: 115px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-dh3o08we8cU/Tot6rKiUxSI/AAAAAAAAA4E/cIgFGxNoBKM/s320/untitled.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5659752238702445858" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Vuoi un Paese senza scuola pubblica, servizi sociali e sanità?&lt;br /&gt;Vuoi un Paese che demolisca diritti di lavoratori e lavoratrici?&lt;br /&gt;Vuoi un Paese che finanzia guerre in Afganistan e Libia?&lt;br /&gt;Vuoi vivere in un Paese che respinge alle proprie frontiere&lt;br /&gt;chi viene in cerca di una vita migliore?&lt;br /&gt;Questo è il disegno tracciato dalle Istituzioni, dalla Banca Centrale Europea,&lt;br /&gt;dai singoli governi, per mettere in salvo i profitti dei grandi operatori finanziari.&lt;br /&gt;Per fare ciò hanno una sola ricetta: far pagare lavoratori e lavoratrici,&lt;br /&gt;studenti e studentesse, immigrati e immigrate, giovani “mai più pensionati”.&lt;br /&gt;Se vuoi dire no&lt;br /&gt;“NOI IL LORO DEBITO NON LO PAGHIAMO”&lt;br /&gt;Sabato 15 Ottobre sarà una giornata europea ed internazionale di mobilitazione.&lt;br /&gt;L’appuntamento nazionale di Roma deve rappresentare un punto di partenza per avviare un percorso&lt;br /&gt;capace di porre un’alternativa reale a questo disegno.&lt;br /&gt;Cominciamo da subito sul nostro territorio a costruire una mobilitazione cittadina su questi temi. L’appello&lt;br /&gt;“DOBBIAMO FERMARLI” propone 5 punti di politica economica sociale e democratica:&lt;br /&gt;1. Non pagare il debito. Bisogna colpire a fondo la speculazione finanziaria e il potere bancario.&lt;br /&gt;2. Taglio alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra. Dalla Libia all’Afghanistan.&lt;br /&gt;3. Giustizia e diritti per tutto il mondo del lavoro. Abolizione di tutte le leggi sul precariato, riaffermazione al&lt;br /&gt;contratto a tempo indeterminato e della tutela universale garantita da un contratto nazionale inderogabile.&lt;br /&gt;4. I beni comuni per un nuovo modello di sviluppo. Occorre partire dai beni comuni per costruire un diverso&lt;br /&gt;modello di sviluppo, ecologicamente compatibile.&lt;br /&gt;5. Una rivoluzione per la democrazia. Bisogna partire dalla lotta a fondo alla corruzione e a tutti i privilegi di&lt;br /&gt;casta, per riconquistare il diritto a decidere e a partecipare affermando ed estendendo i diritti garantiti dalla&lt;br /&gt;Costituzione.&lt;br /&gt;PRESIDIO RUMOROSO PROMOSSO DAI FIRMATARI DELL’APPELLO&lt;br /&gt;DOBBIAMO FERMARLI&lt;br /&gt;VENERDI’ 7 OTTOBRE 2011 ORE 21.30&lt;br /&gt;IN PIAZZA CASTELLO ANGOLO VIA GARIBALDI&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-6604110814167377417?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/appellodobbiamofermarli' title='“NOI IL LORO DEBITO NON LO PAGHIAMO”'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/6604110814167377417/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=6604110814167377417' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6604110814167377417'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6604110814167377417'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/10/noi-il-loro-debito-non-lo-paghiamo.html' title='“NOI IL LORO DEBITO NON LO PAGHIAMO”'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-dh3o08we8cU/Tot6rKiUxSI/AAAAAAAAA4E/cIgFGxNoBKM/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5870025773776077118</id><published>2011-09-20T23:24:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T23:27:18.392-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>"Non paghiamo il loro debito", l'assemblea del 1 ottobre</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-mnZgfvqy30A/TnmDqV9BXPI/AAAAAAAAA38/6O2NgXVSc2U/s1600/manifesto1ottobre.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 138px; height: 197px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-mnZgfvqy30A/TnmDqV9BXPI/AAAAAAAAA38/6O2NgXVSc2U/s320/manifesto1ottobre.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654695570611199218" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;E’ da più di un anno che in Italia cresce un movimento di lotta diffuso. Dagli operai di Pomigliano e Mirafiori agli studenti, ai precari della conoscenza, a coloro che lottano per la casa, alla mobilitazione delle donne, al popolo dell’acqua bene comune, ai movimenti civili e democratici contro la corruzione e il berlusconismo, una vasta e convinta mobilitazione ha cominciato a cambiare le cose. E’ andato in crisi totalmente il blocco sociale e politico e l’egemonia culturale che ha sostenuto i governi di destra e di Berlusconi. La schiacciante vittoria del sì ai referendum è stata la sanzione di questo processo e ha mostrato che la domanda di cambiamento sociale, democrazia e di un nuovo modello di sviluppo economico, ha raggiunto la maggioranza del Paese.&lt;br /&gt;A questo punto la risposta del palazzo è stata di chiusura totale. Mentre si aggrava e si attorciglia su se stessa la crisi della destra e del suo governo, il centrosinistra non propone reali alternative e così le risposte date ai movimenti sono tutte di segno negativo e restauratore. In Val Susa un’occupazione militare senza precedenti, sostenuta da gran parte del centrodestra come del centrosinistra, ha risposto alle legittime rivendicazioni democratiche delle popolazioni. Le principali confederazioni sindacali e la Confindustria hanno sottoscritto un accordo che riduce drasticamente i diritti e le libertà dei lavoratori, colpisce il contratto nazionale, rappresenta un’esplicita sconfessione delle lotte di questi mesi e in particolare di quelle della Fiom e dei sindacati di base. Infine le cosiddette “parti sociali” chiedono un patto per la crescita, che riproponga la stangata del 1992. Si riducono sempre di più gli spazi democratici e così la devastante manovra economica decisa dal governo sull’onda della speculazione internazionale, è stata imposta e votata come uno stato di necessità.&lt;br /&gt;Siamo quindi di fronte a un passaggio drammatico della vita sociale e politica del nostro Paese. Le grandi domande e le grandi speranze delle lotte e dei movimenti di questi ultimi tempi rischiano di infrangersi non solo per il permanere del governo della destra, ma anche di fronte al muro del potere economico e finanziario che, magari cambiando cavallo e affidando al centrosinistra la difesa dei suoi interessi, intende far pagare a noi tutti i costi della crisi.&lt;br /&gt;Nell’Unione europea la costruzione dell’euro e i patti di stabilità ad esso collegati, hanno prodotto una dittatura di banche e finanza che sta distruggendo ogni diritto sociale e civile. La democrazia viene cancellata da questa dittatura perché tutti i governi, quale che sia la loro collocazione politica, devono obbedire ai suoi dettati. La punizione dei popoli e dei lavoratori europei si è scatenata in Grecia e poi sta dilagando ovunque. La più importante conquista del continente, frutto della sconfitta del fascismo e della dura lotta per la democrazia e i diritti sociali del lavoro, lo stato sociale, oggi viene venduta all’incanto per pagare gli interessi del debito pubblico che, a loro volta, servono a pagare i profitti delle banche. Di quelle banche che hanno ricevuto aiuti e finanziamenti pubblici dieci volte superiori a quelli che oggi si discutono per la Grecia.&lt;br /&gt;Questo massacro viene condotto in nome di una crescita e di una ripresa che non ci sono e non ci saranno. Intanto si proclamano come vangelo assurdità mostruose: si impone la pensione a 70 anni, quando a 50 si viene cacciati dalle aziende, mentre i giovani diventano sempre più precari. Chi lavora deve lavorare per due e chi non ha il lavoro deve sottomettersi alle più offensive e umilianti aggressioni alla propria dignità. Le donne pagano un prezzo doppio alla crisi, sommando il persistere delle discriminazioni patriarcali con le aggressioni delle ristrutturazioni e del mercato. Tutto il mondo del lavoro, pubblico e privato, è sottoposto a una brutale aggressione che mette in discussione contratti a partire da quello nazionale, diritti e libertà, mentre ovunque si diffondono autoritarismo padronale e manageriale. L’ambiente, la natura, la salute sono sacrificate sull’altare della competitività e della produttività, ogni paese si pone l’obiettivo di importare di meno ed esportare di più, in un gioco stupido che alla fine sta lasciando come vittime intere popolazioni, interi stati. L’Europa reagisce alla crisi anche costruendo un apartheid per i migranti e alimentando razzismo e xenofobia tra i poveri, avendo dimenticato la vergogna di essere stato il continente in cui si è affermato il nazifascismo, che oggi si ripresenta nella forma terribile della strage norvegese.&lt;br /&gt;Il ceto politico, quello italiano in particolare coperto di piccoli e grandi privilegi di casta, pensa di proteggere se stesso facendosi legittimare dai poteri del mercato. Per questo parla di rigore e sacrifici mentre pensa solo a salvare se stesso. Centrodestra e centrosinistra appaiono in radicale conflitto fra loro, ma condividono le scelte di fondo, dalla guerra, alla politica economica liberista, alla flessibilità del lavoro, alle grandi opere.&lt;br /&gt;La coesione nazionale voluta dal Presidente della Repubblica è per noi inaccettabile, non siamo nella stessa barca, c’è chi guadagna ancora oggi dalla crisi e chi viene condannato a una drammatica povertà ed emarginazione sociale.&lt;br /&gt;Per questo è decisivo un autunno di lotte e mobilitazioni. Per il mondo del lavoro questo significa in primo luogo mettere in discussione la politica di patto sociale, nelle sue versioni del 28 giugno e del patto per la crescita. Vanno sostenute tutte le piattaforme e le vertenze incompatibili con quella politica, a partire da quelle per contratti nazionali degni di questo nome e inderogabili, nel privato come nel pubblico.&lt;br /&gt;Tutte e tutti coloro che in questi mesi hanno lottato per un cambiamento sociale, civile e democratico, per difendere l’ambiente e la salute devono trovare la forza di unirsi per costruire un’alternativa fondata sull’indipendenza politica e su un programma chiaramente alternativo a quanto sostenuto oggi sia dal centrodestra, sia dal centrosinistra. Le giornate del decennale del G8 a Genova, hanno di nuovo mostrato che esistono domande e disponibilità per un movimento di lotta unificato.&lt;br /&gt;Per questo vogliamo unirci a tutte e a tutti coloro che oggi, in Italia e in Europa, dicono no al governo unico delle banche e della finanza, alle sue scelte politiche, al massacro sociale e alla devastazione ambientale.&lt;br /&gt;Per questo proponiamo 5 punti prioritari, partendo dai quali costruire l’alternativa e le lotte necessarie a sostenerla:&lt;br /&gt;1. Non pagare il debito. Bisogna colpire a fondo la speculazione finanziaria e il potere bancario. Occorre fermare la voragine degli interessi sul debito con una vera e propria moratoria. Vanno nazionalizzate le principali banche, senza costi per i cittadini, vanno imposte tassazioni sui grandi patrimoni e sulle transazioni finanziarie. La società va liberata dalla dittatura del mercato finanziario e delle sue leggi, per questo il patto di stabilità e l’accordo di Maastricht vanno messi in discussione ora. Bisogna lottare a fondo contro l’evasione fiscale, colpendo ogni tabù, a partire dall’eliminazione dei paradisi fiscali, da Montecarlo a San Marino. Rigorosi vincoli pubblici devono essere posti alle scelte e alle strategie delle multinazionali.&lt;br /&gt;2. Drastico taglio alle spese militari e cessazione di ogni missione di guerra. Dalla Libia all’Afghanistan. Tutta la spesa pubblica risparmiata nelle spese militari va rivolta a finanziare l’istruzione pubblica ai vari livelli. Politica di pace e di accoglienza, apertura a tutti i paesi del Mediterraneo, sostegno politico ed economico alle rivoluzioni del Nord Africa e alla lotta del popolo palestinese per l’indipendenza, contro l’occupazione. Una nuova politica estera che favorisca democrazia e sviluppo civile e sociale.&lt;br /&gt;3. Giustizia e diritti per tutto il mondo del lavoro. Abolizione di tutte le leggi sul precariato, riaffermazione al contratto a tempo indeterminato e della tutela universale garantita da un contratto nazionale inderogabile. Parità di diritti completa per il lavoro migrante, che dovrà ottenere il diritto di voto e alla cittadinanza. Blocco delle delocalizzazioni e dei licenziamenti, intervento pubblico nelle aziende in crisi, anche per favorire esperienze di autogestione dei lavoratori. Eguaglianza retributiva, diamo un drastico taglio ai superstipendi e ai bonus milionari dei manager, alle pensioni d’oro. I compensi dei manager non potranno essere più di dieci volte la retribuzione minima. Indicizzazione dei salari. Riduzione generalizzata dell’orario di lavoro, istituzione di un reddito sociale finanziato con una quota della tassa patrimoniale e con la lotta all’evasione fiscale. Ricostruzione di un sistema pensionistico pubblico che copra tutto il mondo del lavoro con pensioni adeguate.&lt;br /&gt;4. I beni comuni per un nuovo modello di sviluppo. Occorre partire dai beni comuni per costruire un diverso modello di sviluppo, ecologicamente compatibile. Occorre un piano per il lavoro basato su migliaia di piccole opere, in alternativa alle grandi opere, che dovranno essere, dalla Val di Susa al ponte sullo Stretto, cancellate. Le principali infrastrutture e i principali beni dovranno essere sottratti al mercato e tornare in mano pubblica. Non solo l’acqua, dunque, ma anche l’energia, la rete, i servizi e i beni essenziali. Piano straordinario di finanziamenti per lo stato sociale, per garantire a tutti i cittadini la casa, la sanità, la pensione, l’istruzione.&lt;br /&gt;5. Una rivoluzione per la democrazia. Bisogna partire dalla lotta a fondo alla corruzione e a tutti i privilegi di casta, per riconquistare il diritto a decidere e a partecipare affermando ed estendendo i diritti garantiti dalla Costituzione. Tutti i beni provenienti dalla corruzione e dalla malavita dovranno essere incamerati dallo Stato e gestiti socialmente. Dovranno essere abbattuti drasticamente i costi del sistema politico: dal finanziamento ai partiti, al funzionariato diffuso, agli stipendi dei parlamentari e degli alti burocrati. Tutti i soldi risparmiati dovranno essere devoluti al finanziamento della pubblica istruzione e della ricerca. Si dovrà tornare a un sistema democratico proporzionale per l’elezione delle rappresentanze con la riduzione del numero dei parlamentari. E’ indispensabile una legge sulla democrazia sindacale, in alternativa al modello prefigurato dall’accordo del 28 giugno, che garantisca ai lavoratori il diritto a una libera rappresentanza nei luoghi di lavoro e al voto sui contratti e sugli accordi. Sviluppo dell’autorganizzazione democratica e popolare in ogni ambito della vita pubblica.&lt;br /&gt;Questi 5 punti non sono per noi conclusivi od esclusivi, ma sono discriminanti. Altri se ne possono aggiungere, ma riteniamo che questi debbano costituire la base per una piattaforma alternativa ai governi liberali e liberisti, di destra e di sinistra, che finora si sono succeduti in Italia e in Europa variando di pochissimo le scelte di fondo.&lt;br /&gt;Vogliamo trasformare la nostra indignazione, la nostra rabbia, la nostra mobilitazione, in un progetto sociale e politico che colpisca il potere, gli faccia paura, modifichi i rapporti di forza per strappare risultati e conquiste e costruire una reale alternativa.&lt;br /&gt;Aderiamo sin d’ora, su queste concrete basi programmatiche, alla mobilitazione europea lanciata per il 15 ottobre dal movimento degli “indignados” in Spagna. La solidarietà con quel movimento si esercita lottando qui e ora, da noi, contro il comune avversario.&lt;br /&gt;Per queste ragioni proponiamo a tutte e a tutti coloro che vogliono lottare per cambiare davvero, di incontrarci. Non intendiamo mettere in discussione appartenenze di movimento, di organizzazione, di militanza sociale, civile o politica. Riteniamo però che occorra a tutti noi fare uno sforzo per mettere assieme le nostre forze e per costruire un fronte comune, sociale e politico che sia alternativo al governo unico delle banche.&lt;br /&gt;Per questo proponiamo di incontrarci il 1° ottobre, a Roma, per un primo appuntamento che dia il via alla discussione, al confronto e alla mobilitazione, per rendere permanente e organizzato questo nostro punto di vista.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5870025773776077118?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://sites.google.com/site/appellodobbiamofermarli/' title='&quot;Non paghiamo il loro debito&quot;, l&apos;assemblea del 1 ottobre'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5870025773776077118/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5870025773776077118' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5870025773776077118'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5870025773776077118'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/09/non-paghiamo-il-loro-debito-lassemblea.html' title='&quot;Non paghiamo il loro debito&quot;, l&apos;assemblea del 1 ottobre'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-mnZgfvqy30A/TnmDqV9BXPI/AAAAAAAAA38/6O2NgXVSc2U/s72-c/manifesto1ottobre.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8015074806625861510</id><published>2011-09-20T23:21:00.000-07:00</published><updated>2011-09-20T23:23:30.623-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>"Questa crisi durerà uno o due decenni"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-BJxfEuPwh-s/TnmC3XkezFI/AAAAAAAAA30/WsqjiMh3y48/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 176px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-BJxfEuPwh-s/TnmC3XkezFI/AAAAAAAAA30/WsqjiMh3y48/s320/untitled.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654694694871813202" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Intervista a Eric Toussaint, presidente del Cadtm, il comitato per l'annullamento del debito al terzo mondo che oggi opera molto attivamente anche in Europa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;da comedonchichiotte.org &lt;br /&gt;“I direttori delle banche centrali ci hanno detto che la crisi era sotto controllo, ma mentivano. Questa crisi durerà uno o due decenni”, ha affermato Éric Toussaint. La previsione può sembrare azzardata, ma fu lui lo scorso anno fa ad affermare a questo giornale che nel Vecchio Continente era presente una “situazione esplosiva” e che la profondità delle trasformazioni economiche sarebbe stata pari alla grandezza di queste esplosioni. Anche se sono comparsi gli “indignati” in Spagna e in Grecia, le vacanze estive hanno svolto la funzione di valvola di sicurezza, e grazie a questa la mobilitazione in Europa non ha raggiunto il livello di quella del dicembre 2001 in Argentina.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Qual è il livello di gravità di questa crisi?&lt;br /&gt;R. Altissimo. È chiaro che i commentatori, i governi e i media più diffusi, i direttori delle banche centrali, che hanno sostenuto che la situazione era sotto controllo, mentivano pleatealmente. Siamo più o meno nella situazione degli anni ’30: il crac c’era stato nell’ottobre del ’29, ma i crolli delle banche si produssero nel ’33, e tra il ’29 e il ’33 i dirigenti degli Stati Uniti assicuravano che tutto era sotto controllo. Siamo entrati in una crisi che durerà un decennio o due.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Quali sono le cause?&lt;br /&gt;R. Le misure economiche prese dai governi europei e dagli Stati Uniti negli ultimi quattro anni. La crisi è cominciata nel giugno-luglio del 2007 e ha avuto il suo apice nel 2008 con Lehman Brothers, ma il colpo forte è arrivato in Europa nell’ottobre di quell’anno. Subito dopo gli anelli più deboli della zona euro hanno ceduto, iniziando dalla Grecia, poi l’Irlanda, e qualche mese fa il Portogallo. Ora sta arrivando l'Italia e la Spagna e ritorna con forza negli Stati Uniti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Si tratta di una crisi sistemica?&lt;br /&gt;R. È sistemica, ma non definitiva. Non c’è una crisi terminale del capitalismo in sé. Il capitalismo ha sempre attraversato delle crisi che fanno parte del suo metabolismo, ma la sua fine sarà il risultato dell’azione cosciente dei popoli e dei governi. Passeremo attraverso periodi di recessione, depressione, una qualche crescita e una nuova caduta.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Perché si insiste con le tradizionali ricette di aggiustamento che non hanno dato risultati nel 2008?&lt;br /&gt;R. Perché la resistenza a queste politiche è stata insufficiente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. C’è la possibilità di uscire da questa crisi con un altro tipo di politica?&lt;br /&gt;R. Potrebbe esserci un’uscita alla Roosevelt con un maggior controllo del credito e più severe misure di disciplina finanziaria per costringere le banche a separarsi tra quelle di investimento e quelle di risparmio, e anche con un’imposizione fiscale più forte sui redditi più alti, con un conseguente miglioramento delle finanze pubbliche e la riduzione delle disuguaglianze. Ma potrebbe esserci anche una politica più radicale come la nazionalizzazione del settore bancario e la rinazionalizzazione dei settori economici che sono stati privatizzati in Europa e negli Stati Uniti negli ultimi trent’anni. Insieme all’annullamento del debito di Grecia, Portogallo, Irlanda, Italia e Spagna. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D. Crede possibile una di queste due vie di uscita?&lt;br /&gt;R. Tutto dipende dalle mobilitazioni sociali, che in Europa non hanno raggiunto il livello di quelle che ci sono state del dicembre 2001 in Argentina. Per non parlare degli Stati Uniti, dove non ci sono grandi raduni di massa, quanto un attivismo dell’estrema destra con i Tea Party. Ma mi sembra difficile pensare che negli Stati Uniti la popolazione possa accettare che venga affondato il neoliberismo: per questo bisogna capire come si sviluppò la crisi del ’30, quando le mobilitazioni giunsero tra il ’35 e il ’36.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8015074806625861510?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8015074806625861510/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8015074806625861510' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8015074806625861510'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8015074806625861510'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/09/questa-crisi-durera-uno-o-due-decenni.html' title='&quot;Questa crisi durerà uno o due decenni&quot;'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-BJxfEuPwh-s/TnmC3XkezFI/AAAAAAAAA30/WsqjiMh3y48/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-71127140547318171</id><published>2011-09-19T21:57:00.000-07:00</published><updated>2011-09-19T21:59:47.158-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>L'autunno del debito</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-LhYFu3YLAQs/TngdvmolpOI/AAAAAAAAA3s/WmGqrCSAJww/s1600/debito_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-LhYFu3YLAQs/TngdvmolpOI/AAAAAAAAA3s/WmGqrCSAJww/s320/debito_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654302035825501410" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si è chiuso a Foligno il seminario di Sinistra Critica. Duecento partecipanti per tre giorni di workshop, assemblee, incontri, festa. Obiettivi: costruire un movimento per annullare il debito e rilanciare il progetto della sinistra anticapitalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;imq &lt;br /&gt;Si è chiuso il seminario nazionale di Sinistra Critica che si è svolto dal 15 al 18 settembre. Circa duecento i partecipanti, tutti autopaganti, che per tre giorni hanno affollato – insieme alla federazione degli arbitri – l’hotel Della Torre di Trevi, a pochi chilometri da Foligno; una ventina di workshop e quattro assemblee plenarie due delle quali dedicate all'approfondimento di due temi di grande attualità: l’analisi dei movimenti sociali in Italia e in Europa con la partecipazione di Miguel Romero, direttore della rivista spagnola Viento Sur nonché membro di Izquierda Anticapitalista e attivista nel movimento dei cosiddetti indignados. La seconda assemblea tematica è stata dedicata al debito e al suo annullamento. Eric Toussaint, presidente del Cadtm – una Ong internazionale presente ormai in 30 paesi che si occupa da decenni dell’annullamento del debito al terzo mondo e che ormai si sta occupando a tempo pieno dell’Euoropa – ha fatto una “lezione” sulla crisi attuale del capitalismo, su come i debiti privati siano diventati pubblici e scaricati direttamente nelle tasche di milioni di lavoratori e lavoratrici. Un debito “illegittimo” che si può ridurre e non pagare come propone il Cadtm e ormai buona parte della sinistra anticapitalista in Europa.&lt;br /&gt;Venerdì sera si è svolta invece l’assemblea femminista che per un’organizzazione “ecologista, comunista e femminista” è ormai un passaggio obbligato mentre domenica la plenaria con le conclusioni.&lt;br /&gt;Oltre ad aver discusso di un nuovo progetto di informazione, dell'ipotesi di un'associazione di sostegno alle rivolte arabe e dell'ipotesi di costituire, nel movimento in forma aperta, dei Collettivi precari, nelle conslusioni del seminario è stato rilanciato l’appello promosso dal cartello “Dobbiamo fermarli!” e che vedrà una assemblea nazionale a Roma (Teatro Ambra Jovinelli) il 1 ottobre. L’indicazione emersa dal dibattito è che il 1 ottobre ci sia una grande partecipazione per costruire al meglio la manifestazione del 15 ottobre a Roma. E che quella dell’Ambra Jovinellli sia in particolare un’assemblea vera, con interventi dai territori, dai luoghi del conflitto e non una semplice autorappresentazione di soggetti politici o sindacali. Sinistra Critica proporrà agli aderenti all’appello “Dobbiamo fermarli” che in quella manifestazione viva uno spezzone dedicato proprio alla parola d’ordine “Non paghiamo il loro debito” per far vivere non solo uno schieramento unitario ma anche un contenuto forte rispetto alla gravità della crisi.&lt;br /&gt;La tematica del debito è quindi il nodo centrale dell’autunno e Sinistra Critica proporrà ai suoi interlocutori, l’avvio di una campagna di massa che faccia discutere nei luoghi di lavoro, di studio, promuova iniziative dirette e manifestazioni visibili. Una campagna nazionale e internazionale in grado di invertire la logica, imposta da Bce, Unione europea ma anche dal Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, dei sacrifici a ogni costo.&lt;br /&gt;Dopo il 15 ottobre e dopo aver ribadito la volontà di farne una scadenza non rituale, l’attenzione si sposterà a Nizza, il 1 novembre, quando si terrà la manifestazione europea contro il vertice dei G20. Anche in quella occasione l’ipotesi è di promuovere, attorno alla parola d’ordine dell’annullamento del debito, uno spezzone il più grande possibile e in grado di unire forze tra loro diverse.&lt;br /&gt;Il seminario di Sinistra Critica ha rappresentato l’occasione per avviare un primo dibattito in vista della scadenza congressuale di questa organizzazione che si terrà probabilmente in primavera 2012. Un dibattito che ha messo al centro dell’attenzione la necessità di relazionarsi ai nuovi processi di radicalizzazione politica, di rilanciare l’ispirazione originale di Sinistra Critica, vale a dire la costruzione di un nuovo soggetto della sinistra anticapitalista ma anche di affrontare con più determinazione il tema dell’identità politica e programmatica. Se ne discuterà già a partire dall’autunno.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-71127140547318171?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/71127140547318171/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=71127140547318171' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/71127140547318171'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/71127140547318171'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/09/lautunno-del-debito.html' title='L&apos;autunno del debito'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-LhYFu3YLAQs/TngdvmolpOI/AAAAAAAAA3s/WmGqrCSAJww/s72-c/debito_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1283905252909551400</id><published>2011-09-19T21:48:00.000-07:00</published><updated>2011-09-19T21:57:46.794-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>C'è sinistra in Danimarca</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-75nnc2eePe4/TngdMsLEWlI/AAAAAAAAA3k/Rms2mkIJQfU/s1600/rosso-verde.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 154px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-75nnc2eePe4/TngdMsLEWlI/AAAAAAAAA3k/Rms2mkIJQfU/s320/rosso-verde.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5654301436016876114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Alle elezioni danesi sconfitta della destra, compresa quella xenofoba, e balzo dell'Alleanza rosso-verde (sinistra anticapitalista) che triplica voti e seggi. La formazione guidata da una ragazza di 27 anni farà nascere il governo ma non ne appoggerà la linea politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;La Danimarca mette fine a 10 anni di governo di centrodestra dopo le elezioni politiche del 15 settembre. Nascerà infatto un nuovo governo sotto la leadership di Helle Thorning-Schmidt, leader del Partito socialdemocratico e prima donna a capo di un governo danese. Il suo governo vedrà l’appoggio del Partito socialista popolare (Sf), la formazione della sinistra "radicale" che ha avuto un calo nei voti ma che per la prima volta accede al governo. Che però non si annuncia particolarmente stabile.&lt;br /&gt;La coalizione vincente, infatti, raggiunge 89 seggi contro gli 86 dei partiti di destra. Ci sono poi 4 seggi che saranno destinati alle regioni autonome di Groenlandia e Isole Faroe. Inoltre, i due principali partiti della nuova coalizione di governo perdono entrambi dei seggi: scendono da 45 a 44 seggi i Socialdemocratici, con il 24,9 per cento, il peggior risultato negli ultimi 100 anni; Si ferma a 16 seggi il Sf, perdendone 7, con il 9,2 per cento dei voti rispetto al 13 per cento precedente. Il governo avrà dunque bisogno del sostegno dei Liberaldemocratici (Rv) che sono tra i vincitori di queste elezioni guadagnando 17 seggi (un aumento di 8) e passando dal 5,1 al 9,5 per cento. Ma ancora non basterà, la coalizione avrà bisogno anche del sostegno del partito della sinistra anticapitalista Alleanza rosso-verde (Arv) che è uno dei principali vincitori della competizione. Sale dal 2,2 al 6,7 per cento e triplica i seggi passando da 4 a 12. L’Arv ha già dichiarato che farà nascere il governo “anche se non ne condivide le linee politiche” e quindi manterrà una sua autonomia. L’Arv ha posizioni molto nette: difesa dei diritti sociali, opposizione alla riduzione delle pensioni e dei sussidi per i disoccupati, piano per il lavoro in progetti ecologisti, diritto all’asilo per gli immigrati. Anche i Liberaldemocratici hanno idee progressiste su immigrati e rifugiati –il Danish People’s Party, il partito dei estrema destra xenofoba perde tre seggi e scende al 12,3 per cento dimostrando che con la crisi la questione “immigrati” perde di peso – ma in politica economica non si discostano dal centrodestra.&lt;br /&gt;Il cambio politico è certamente frutto della crisi e mostra una tendenza in corso in Europa: Angela Merkel perde qualsiasi elezione locale in Germania – a Berlino ha rivinto la Spd ma è impressionante il successo del “Piratenpartei” il partito dei Pirati mentre la sinistra di Die Linke paga la gestione governativa nella capitale tedesca scendendo dal 13 all'11 per cento – i socialisti francesi si preparano alla vittoria in Francia e qualcuno inizia a sperare anche in Italia. La crisi mette in difficoltà i governi – non a caso si profila la debacle anche del partito socialista di Spagna – e genera nuove aspettative che rischiano di essere ancora disilluse.&lt;br /&gt;L’Alleanza rosso-verde danese che è stata guidata in questa campagna da una ragazza di 27 anni, Johannne Schmidt-Nielsen (nella foto), grande rivelazione della politica danese, ha deciso di tenere un atteggiamento equilibrato sapendo che una parte del successo dipende non solo dalla radicalità delle proposte ma anche dalla subordinazione del Sf – lo storico partito della sinistra radicale danese – ai socialdemocratici. Dopo dieci anni di destra al potere la scelta di far nascere il governo socialdemocratico è probabilmente obbligata ma se i suoi voti dovessero essere decisivi per appoggiare misure impopolari si tratterebbe della riedizione di un film che abbiamo già visto.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1283905252909551400?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1283905252909551400/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1283905252909551400' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1283905252909551400'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1283905252909551400'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/09/ce-sinistra-in-danimarca.html' title='C&apos;è sinistra in Danimarca'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-75nnc2eePe4/TngdMsLEWlI/AAAAAAAAA3k/Rms2mkIJQfU/s72-c/rosso-verde.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-934818392163876048</id><published>2011-09-12T14:44:00.000-07:00</published><updated>2011-09-12T14:47:26.310-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Le bugie di Sacconi sull'art. 18. Una storia operaia</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-QMFsI_-BmkA/Tm595O2yJDI/AAAAAAAAA3c/sdRKJ8NUUm4/s1600/sacconi.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 234px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-QMFsI_-BmkA/Tm595O2yJDI/AAAAAAAAA3c/sdRKJ8NUUm4/s320/sacconi.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5651593004590441522" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il racconto di un licenziamento "politico", avallato dalle Rsu e protetto proprio dallo Statuto dei lavoratori che il governo vuole cancellare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gigi Malabarba &lt;br /&gt;Licenziato dalla Fiat. Una decina di anni fa, nel corso di un lunghissimo conflitto sindacale nello stabilimento Alfa Romeo di Arese, venni licenziato per motivi politici (così sarà riconosciuto) dalla direzione Fiat, che aveva acquisito il noto marchio del 'biscione' con tutti i suoi dipendenti. Allora ero operaio alla catena di montaggio e da oltre vent'anni delegato sindacale, anche con ruoli dirigenti, prima nella Fiom-Cgil e poi nel sindacalismo di base. Si dà il caso che, grazie ai meccanismi perversi di rappresentanza che dalla metà degli anni '90 conferiscono rappresentatività ai firmatari di contratti e non in misura proporzionale al voto dei lavoratori e delle lavoratrici, la maggioranza formale delle Rsu era costituita da organizzazioni che mal sopportavano la mia presenza in azienda tanto quanto la direzione Fiat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Accordo sindacati-azienda. Per cui, dopo anni costellati da provvedimenti di espulsione attraverso liste pilotate di cassintegrati da collocare a 'zero ore' e di successive vertenze che riuscivano a vanificarne i propositi (stiamo parlando di decine di espulsioni e di reintegri.), una parte dei sindacati insieme all'azienda definisce accordi che consentono di concentrare alcuni dei lavoratori più sindacalizzati - e quindi scomodi - e alcuni invalidi in reparti destinati alla chiusura: tutti in mobilità, quindi nessuna discriminazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Reintegrato grazie all'articolo 18. E' attraverso il combinato disposto dell'azione dell'articolo 28 dello Statuto dei lavoratori (condanna dell'azienda per attività antisindacale) e dell'articolo 18 della medesima legge (obbligo di reintegro del lavoratore licenziato senza giusta causa) che ottengo il diritto a rientrare nel mio posto di lavoro. Il giudice del lavoro in prima istanza e la Corte d'Appello successivamente riconoscono l'esplicita volontà persecutoria della Fiat, a cui viene imposto di cancellare il provvedimento 'politico'.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attacco all'articolo 18. Confindustria e governo Berlusconi, con l'appoggio di alcuni sindacati complici (la definizione è del ministro Sacconi) e di insigni giuristi democratici come il professor Pietro Ichino, decidono di sferrare un attacco aperto all'articolo 18, ricevendo una straordinaria risposta di massa: chi può dimenticare le centinaia di migliaia di lavoratori e lavoratrici che invasero Roma il 23 marzo 2002, forse la più grande manifestazione del dopoguerra?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fine della persecuzione. La Fiat, che sperava di beneficiare dei favori del governo amico, era ricorsa in Cassazione contro il mio reintegro. Ma, a pochi giorni dalla convocazione delle parti al Palazzaccio e di fronte all'assenza delle modifiche di legge sperate; anzi, alla vigilia di un referendum che chiedeva persino l'estensione dello Statuto alle aziende con meno di 16 dipendenti, per la prima volta nella storia - a quanto risulta per casi analoghi - rinuncia alla Cassazione e pone fine alla persecuzione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sacconi e Maroni a favore dei licenziamenti facili. Da allora il ministro Sacconi, così come il ministro Maroni, ma non solamente loro, si affannano a studiare le strade per imporre la libertà di licenziamento attraverso operazioni di aggiramento dello Statuto, legate all'introduzione di nuove norme contrattuali, cosiddette flessibili. Non contento, nell'attuale manovra finanziaria Sacconi ha inserito il famigerato articolo 8, che consente a una rappresentanza sindacale aziendale di poter derogare con un accordo alle leggi nazionali, ivi compreso ovviamente il noto articolo 18 dello Statuto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ministro bugiardo. Non ho bisogno di aggiungere argomenti per definire bugiardo il ministro che nega tutto ciò, ma non certo per ignoranza, dato che per i suoi trascorsi di dirigente sindacale della componente socialista della Cgil ben conosce la materia. Oggi sarebbe sufficiente non la maggioranza delle Rsu, terminali aziendali di sindacati comparativamente rappresentativi, ma un semplice sindacato di comodo (come il padano Sin.pa) che sottoscrivesse un accordo con l'impresa per cancellare con una firma leggi e contratti. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un attentato alla Costituzione, senza ombra di dubbio. E sarebbe giusto, oltre agli scioperi e alle iniziative legali e istituzionali di ogni tipo evocate dai palchi dello sciopero generale del 6 settembre, provare anche ad agire con forme di insubordinazione non convenzionali, quando in pericolo è la democrazia. E cancellare per decreto le organizzazioni sindacali non complici è questo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma come la mettiamo con l'accordo del 28 giugno sottoscritto dalle parti sociali, Cgil compresa, che consente le stesse identiche deroghe, anche quella sui licenziamenti, purchè si tratti di accordi aziendali sottoscritti dalla maggioranza delle Rsu dei sindacati firmatari di quel 'patto sociale'? In tutto il gruppo Fiat la Fiom e i sindacati di base non firmatari dei diktat di Marchionne sarebbero cacciati dalle fabbriche perché 'minoranza'! L'operaio e delegato sindacale Malabarba sarebbe stato licenziato e mai più reintegrato e tutta quella sollevazione popolare del 2002-2003 buttata al vento. Sacconi è un bugiardo, ma Susanna Camusso per poter contrastare la liquidazione dello Statuto dei diritti dei lavoratori deve ritirare quella firma di giugno, che ha aperto la strada al decreto governativo, come le chiedono la Fiom e tutte le forze sindacali non complici.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-934818392163876048?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/934818392163876048/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=934818392163876048' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/934818392163876048'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/934818392163876048'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/09/le-bugie-di-sacconi-sullart-18-una.html' title='Le bugie di Sacconi sull&apos;art. 18. Una storia operaia'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-QMFsI_-BmkA/Tm595O2yJDI/AAAAAAAAA3c/sdRKJ8NUUm4/s72-c/sacconi.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-7047467490240006273</id><published>2011-08-29T22:21:00.000-07:00</published><updated>2011-08-29T22:24:57.522-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>CI VOGLIONO MORTI, DOBBIAMO FERMARLI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-o6DKn6tEoJk/Tlx0Iw4nHGI/AAAAAAAAA3U/FNQej2c63VE/s1600/I-gesti-di-Berlusconi-e-Tremonti.preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 195px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-o6DKn6tEoJk/Tlx0Iw4nHGI/AAAAAAAAA3U/FNQej2c63VE/s320/I-gesti-di-Berlusconi-e-Tremonti.preview.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5646515726725880930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sotto l’auspicio del Presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, con il consenso “bipartisan” della minoranza parlamentare di centrosinistra e con un pressing costante di Marcegaglia, Marchionne, Montezemolo e poteri forti di questo paese,il governo Berlusconi si appresta al dibattito parlamentare per varare la “supermanovra “ di Ferragosto probabilmente modificata, certamente peggiorata.&lt;br /&gt;Quello che tutti vogliono, in nome della “coesione sociale” e praticando di fatto una nuova versione dell’unità nazionale di altri tempi è far pagare il conto della crisi capitalistica alle classi popolari, utilizzando le politiche liberiste di risanamento del debito per spianare quello che resta delle conquiste del movimento dei lavoratori e delle lavoratrici.&lt;br /&gt;La regia dell’operazione è affidata alla Bce e agli esponenti dell’Unione Europea, l’esecuzione ai governi nazionali, siano essi di centrosinistra o di centrodestra.&lt;br /&gt;Di fronte a questa nuova fase dell’austerità in Europa e nel nostro paese, di fronte alla prospettiva di un vero e proprio massacro sociale per le classi subalterne la risposta non può che essere quella della radicalizzazione del conflitto e del coordinamento delle forze che ne vogliono essere protagoniste su scala europea.&lt;br /&gt;In Italia il 6 settembre può diventare la giornata di avvio di un percorso di radicalizzazione della mobilitazione contro la “supermanovra” e le politiche di austerità.&lt;br /&gt;La Cgil, da una parte, ha proclamato lo sciopero generale di 8 ore in tutte le categorie per “modificare una manovra ingiusta e iniqua” in concomitanza con l’arrivo del decreto al Senato; dall’altra Usb e altri sindacati di base lanciano anch’essi otto ore di “sciopero generale e generalizzato” nella stessa giornata contro la “dittatura delle banche e dell’Unione europea”, aggiungendo tra le rivendicazioni della propria piattaforma il rifiuto, sacrosanto, dell’Accordo interconfederale del 28 giugno- che cancella praticamente il contratto nazionale e la possibilità per i lavoratori di scegliersi una rappresentanza sindacale- e la rottura con qualunque ipotesi di “patto sociale”.&lt;br /&gt;La Cgil si trova tra la spada del “patto sociale” di cui si è fatta complice con l’accordo del 28 giugno e poi con la “camera delle corporazioni” insieme alla Confindustria, e la parete della rabbia sorda che cresce contro questa manovra tra i propri iscritti e moltissimi delegati e quadri sindacali .La scelta di una parte importante del sindacalismo di base di convergere sulla scadenza del 6 settembre, mantenendo la propria autonomia di iniziativa, non può che accentuare e rendere più visibile la contraddittorietà dell’orientamento della Cgil, favorendo nello stesso tempo la costruzione di una unità d’azione nei fatti che aiuta la resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici alla manovra “lacrime e sangue”.&lt;br /&gt;Per questo, la giornata del 6 settembre può diventare la prima occasione di una lunga stagione di lotte per mettere insieme il movimento dei lavoratori nelle sue diverse articolazioni con i movimenti sociali che in questi mesi sono stati protagonisti delle battaglie per il cambiamento in questo Paese: dal “popolo dell’acqua”, ai giovani precari, dagli studenti al movimento delle donne.&lt;br /&gt;Dallo sciopero generale, e generalizzato, si può aprire un percorso tratteggiato dalle scadenze già proclamate, che miri alla costituzione di un fronte di tutte le opposizioni politiche e sociali: l’Assemblea nazionale convocata a Roma il 10 settembre da movimenti, forze sociali, sindacali, soggetti politici; ma anche la manifestazione dello stesso 10 settembre con proposta di “accampamento” a piazza San Giovanni. Dall’appuntamento del 1 Ottobre lanciato da quasi 1500 lavoratori, precari, delegati e militanti sindacali che hanno aderito all’appello “Dobbiamo fermarli” fino al 15 ottobre che, sull’onda dell’appello degli “indignados” spagnoli può diventare un grande appuntamento di lotta nazionale a Roma.&lt;br /&gt;Ma il quadro nazionale non basta, occorre coordinare le forze anche sul piano europeo. Per questo diventa molto importante la manifestazione europea prevista per il 1 novembre a Nizza contro il vertice del G20 verso la quale ci impegniamo a costruire un’ampia alleanza sociale e politica.&lt;br /&gt;Il nostro obiettivo, nel difficile contesto di crisi che ci viene scaricata addosso, è quello di allargare e unificare il conflitto sociale,a partire da “Comitati unitari di lotta” contro la “supermanovra” organizzati da forze sociali, sindacali e politiche capaci di coordinarsi tra loro, rendendo durevole nel tempo e socialmente radicato un conflitto che non potrà spegnersi con i primi freddi dell’inverno.&lt;br /&gt;Pensiamo, ancora, che sia giunto il tempo di delineare una via d’uscita alternativa da questa “crisi del debito”, partendo dal rifiuto di riconoscerlo e di pagarlo e indicando una serie di misure che concretizzino due vecchi slogan mai tanto attuali quanto in questo momento: “Noi la crisi non la paghiamo” e “facciamo pagare chi non ha mai pagato”: il grande capitale, la rendita finanziaria e le nomenklature di faccendieri, politicanti e arricchiti al loro servizio. Serve una patrimoniale sulle fortune accumulate nel tempo, serve la nazionalizzazione delle banche, una verifica reale sulla consistenza e la qualità del debito. E poi misure sociali dopo decenni di stangate e manovre: un reddito sociale, l’istituzione del salario minimo, la riduzione dell’orario di lavoro, un piano di servizi sociali pubblici e autogovernati, un piano di risanamento ambientale a partire dai bisogni delle popolazioni e non dal profitto, la drastica riduzione delle spese militari.&lt;br /&gt;Sinistra Critica mette a disposizione di questo progetto le proprie forze e si impegna fin da ora a costruire la massima partecipazione possibile alle diverse manifestazioni di massa che ,sul piano territoriale, concretizzeranno le diverse convocazioni sindacali dello sciopero generale del 6 settembre.&lt;br /&gt;Con la consapevolezza che “ questo non è che l’inizio,bisogna continuare la lotta”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica- Esecutivo nazionale&lt;br /&gt;Roma 26 Agosto 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-7047467490240006273?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/7047467490240006273/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=7047467490240006273' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7047467490240006273'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7047467490240006273'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/08/ci-vogliono-morti-dobbiamo-fermarli.html' title='CI VOGLIONO MORTI, DOBBIAMO FERMARLI'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-o6DKn6tEoJk/Tlx0Iw4nHGI/AAAAAAAAA3U/FNQej2c63VE/s72-c/I-gesti-di-Berlusconi-e-Tremonti.preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1151408730883391677</id><published>2011-08-06T14:13:00.000-07:00</published><updated>2011-08-06T14:16:45.703-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>15-18 Settembre 2011: Seminario Nazionale di Sinistra Critica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-9vicS24Tk4E/Tj2vNYkxRDI/AAAAAAAAA3M/BrrY9PA9giE/s1600/bannerseminario.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 266px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-9vicS24Tk4E/Tj2vNYkxRDI/AAAAAAAAA3M/BrrY9PA9giE/s320/bannerseminario.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5637854953007563826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Seminario nazionale di Sinistra Critica - Foligno, 15-18 settembre 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si svolgerà a Trevi (Foligno)dal 15 al 18 settembre il tradizionale seminario nazionale di Sinistra Critica. Il costo è lo stesso degli altri anni: 120 euro per tutti e quattro i giorni, 90 per tre giorni, 50 per due. Come sempre, sono previsti sconti per studenti e precari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per info e prenotazioni: daniele.dambra@gmail.com&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LA RIVOLUZIONE E' POSSIBILE&lt;br /&gt;Dalle lotte del Maghreb e Mashrek agli "indignados" la speranza del cambiamento&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un vento nuovo soffia nel Mediterraneo, in Nordafrica, in Spagna, in Grecia, in Italia. Dopo le rivoluzioni arabe e l'indignazione spagnola, anche nel nostro paese, il 12 e 13 giugno con la vittoria ai referendum, si è espressa una voglia di partecipazione e di opposizione all'ormai impresentabile governo Berlusconi e alle politiche liberiste. La difesa del pubblico contro il privato conquistata dal "popolo dell'acqua", la supremazia delle nostre vite contro "i loro profitti", dimostrata dal no al nucleare, costituiscono la prima risposta collettiva alla crisi e mostrano la consapevolezza crescente di un sistema alle corde. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Che Berlusconi sia al tramonto lo sanno anche i sassi e il campanello d'allarme era suonato nelle piazze studentesche del 14 dicembre, in quelle delle donne del 13 febbraio. Certo, la destra in questo paese ha un grande spazio soprattutto se il centrosinistra non riesce ad andare oltre la responsabilità finanziaria tanto cara a Mario Draghi o una posizione di "sinistra del centrosinistra" ancella delle sue scelte di fondo. D'ora in avanti, però, non sarà possibile continuare a bluffare. Acqua pubblica o privata? Con Marchionne o gli operai? Pagare il debito o difendere le pensioni e i salari? Con "l'Italia peggiore" o con quella "migliore"? Con i "NoTav o contro di loro"?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Siamo nel tempo in cui bisognerà dare risposte alla domanda di democrazia che ci circonda e che chiede idee forti e rotture radicali con l'esistente. La democrazia che viene rivendicata è l’elemento su cui investire per fondare una stagione dei movimenti assolutamente indipendenti dalla politica istituzionale, esterni a quella, autodeterminati. E' questo che vogliamo dire a Genova per il decennale del G8 del 2001. Saranno i movimenti a rifondare la politica: il movimento dell'acqua e le sue prossime scelte di mobilitazione che vogliamo sostenere; l'onda studentesca che, nonostante le sconfitte, non si arresta; il movimento dei precari e delle precarie che chiede lavoro stabile e un reddito vitale per poter vivere dignitosamente; il movimento operaio, schiacciato ancora una volta dalla morsa delle burocrazie sindacali con la firma del Patto sociale e che chiede nuovi strumenti per esprimere la sua indignazione; il movimento delle donne, instancabile motore di cambiamento; il movimento lgbt che, pure rimosso, riemerge e ricorda sempre di essere un attore imprescindibile.&lt;br /&gt;Ma dal Nordafrica ci viene detto anche che "la rivoluzione è possibile". E' possibile cambiare questo mondo, questo sistema sociale, questa economia. E' possibile lottare insieme, partecipare collettivamente, prendersi le piazze e spazzare via sistemi politici decotti. Ed è possibile, aggiungiamo noi, immaginare un sistema sociale diverso, alternativo al capitalismo, fondato sulla democrazia diretta, i beni comuni, la dignità, l'autogestione, relazioni internazionali che rifiutano la guerra e fondate sulla cooperazione tra i popoli, le nostre vite contro i loro profitti. La rivoluzione è possibile, dunque, e noi pensiamo che serve un nuovo soggetto politico per provare a realizzare questo obiettivo. Ci mettiamo al lavoro in questa direzione.&lt;br /&gt;Ne discuteremo a Genova nel mese di luglio, in occasione del decennnale, e al nostro seminario estivo che si terrà a Foligno dal 15 al 18 settembre. Vi aspettiamo. Perché un altro mondo è possibile. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PROGRAMMA DEL SEMINARIO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VENERDI' 16 SETTEMBRE ore 17,30&lt;br /&gt;Meeting&lt;br /&gt;I movimenti sociali tra crisi e soggettività politica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SABATO 17 SETTEMBRE ore 17,30&lt;br /&gt;Meeting&lt;br /&gt;Il vostro debito non lo paghiamo: La crisi, le politiche europee e le risposte necessarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;DOMENICA 18 SETTEMBRE&lt;br /&gt;Assemblea conclusiva&lt;br /&gt;Il progetto di Sinistra Critica verso il congresso&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Interverranno tra gli altri:&lt;br /&gt;Marco Bersani, Lidia Cirillo, Fabiola Correale, Giorgio Cremaschi, Flavia D'Angeli, Andrea Fioretti, Gigi Malabarba, Felice Mometti, Michela Puritani, Miguel Romero, Giorgio Sestili, Eric Toussaint, Franco Turigliatto, Antonella Vitiello&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;WORKSHOP SU:&lt;br /&gt;Palestina, Comunicazione, G20, Genere, Femminismo, Beni Comuni, Formazione, Rivolte Arabe, Indignados, Lavoro, Precarietà, Crisi, Debito, Movimenti, Soggettività Politiche&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1151408730883391677?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1151408730883391677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1151408730883391677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1151408730883391677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1151408730883391677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/08/15-18-settembre-2011-seminario.html' title='15-18 Settembre 2011: Seminario Nazionale di Sinistra Critica'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-9vicS24Tk4E/Tj2vNYkxRDI/AAAAAAAAA3M/BrrY9PA9giE/s72-c/bannerseminario.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-3613282542490707125</id><published>2011-07-22T03:18:00.000-07:00</published><updated>2011-07-22T03:27:00.564-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><title type='text'>La bolla del carbonio o la vita?</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-sJjDsKGPGXM/TilPTISb14I/AAAAAAAAA3E/rrJa0z4oHyo/s1600/tanuro.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 160px; height: 249px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-sJjDsKGPGXM/TilPTISb14I/AAAAAAAAA3E/rrJa0z4oHyo/s320/tanuro.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632119999064430466" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;[Europe Solidaire sans Frontiéres]&lt;br /&gt;La bolla del carbonio o la vita?&lt;br /&gt;TANURO Daniel&lt;br /&gt;17 luglio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carbon Tracker Initiative è una ONG niente affatto sovversiva e ben conosciuta per i suoi seri lavori sul «bilancio del carbonio»: in altri termini, la quantità di carbonio fossile che l’umanità può ancora immettere nell’atmosfera sotto forma di gas di carbonio da qui al 2050, se si vuole avere una possibilità di non superare (troppo) i 2°C di aumento della temperatura.&lt;br /&gt;Il suo ultimo rapporto non manca di interesse. Basandosi sui lavori del Potsdam Institut, Carbon Tracker mette in fila i seguenti elementi:&lt;br /&gt;► Nel 2011, l’economia mondiale ha già utilizzato un terzo del bilancio del carbonio di 886 gigatonnellate (= miliardi di tonn.) di gas di carbonio (GtCO2), di cui disponeva per il periodo 2000-2050. Il saldo disponibile è solo più di 565 GtCO2.(= miliardi di tonn.).&lt;br /&gt;►  Le riserve provate di combustibili fossili in mano alle compagnie pubbliche private e governative corrispondono all’emissione di 2.795 GtCO2.&lt;br /&gt;►  Le parti di queste riserve in mano alle 100 più grandi compagnie private nel settore del carbone e delle 100 più grandi nei settori del gas e del petrolio corrispondono a 745 GtCO2, il resto è in mano agli Stati, in particolare il regno saudita.&lt;br /&gt;Il fatto che il saldo di carbonio fossile disponibile è solo di 565 GtCO2 su un totale di 2.795 equivale a dire che per non sconvolgere troppo il clima, l’80% delle riserve conosciute di carbone, petrolio, e gas naturale devono restare nel sottosuolo per non essere mai bruciate.&lt;br /&gt;Ora, queste riserve sono evidentemente contabilizzate come degli attivi da parte dei loro proprietari, e contribuiscono di conseguenza a determinare il valore delle azioni (per lo meno quando questi proprietari sono delle imprese; la famiglia reale dell’Arabia saudita non è evidentemente quotata in borsa a Wall Street…)&lt;br /&gt;Queste azioni sono particolarmente apprezzate in borsa. È dunque falso e ipocrita puntare il dito contro «i cinesi» e «gli indiani» che, bruciando carbone a più non posso sarebbero, secondo alcuni, i grandi impedimenti alla saggia regolamentazione del clima: il capitale finanziario globalizzato tira le fila della corsa all’abisso climatico, è prima di tutto lui che deve essere messo sul banco degli accusati. È direttamente responsabile del fatto che l’economia capitalista continua a girare per l’80% sulle energie fossili.&lt;br /&gt;A questo proposito, il rapporto della Carbon Tracker ha prodotto un grafico interessante che mostra la distribuzione delle azioni delle compagnie private del carbone, del gas e del petrolio sulle piazze borsistiche del pianeta. Questo permette di confrontare il bilancio del carbonio di un paese al suo impegno nel proseguimento dello sfruttamento criminale dell’energia fossile. Si constata, ad esempio, che un paese come il Regno Unito, il cui bilancio del carbonio non è che di 10 GtCO2 circa, controlla, tramite la borsa di Londra, riserve fossili corrispondenti a 105,5 GtCO2.&lt;br /&gt;Perché il capitale continua questa politica insensata, quando oggi tutti sanno quanto il riscaldamento costituisce una grave minaccia per l’umanità? La risposta è nota: le rinnovabili costano più care, il costo dei danni del riscaldamento sono talmente elevati che la loro «internalizzazione» è impossibile, le lobby del fossile – o che dipendono dal fossile (automobile, petrolchimico, aeronautica, ecc.) – sono più potenti dei governi.&lt;br /&gt;Il rapporto della Carbon Tracker permette di avere tutta la misura di quest’ultimo fattore. In effetti, se l’80% delle riserve provate di combustibili fossili dovessero restare sotto terra, ne deriverebbe semplicemente che le compagnie interessate dovrebbero accettare l’immediata distruzione dell’80% del loro capitale.&lt;br /&gt;Rispetto a questo, il fallimento di Lehman Brothers sembrerebbe un po’ uno scherzo, dato che le compagnie in questione sono dei giganti, pilastri del capitalismo mondiale – come Shell, BP, Exxon, ad esempio – le cui azioni figurano in buona posizione nei portafogli dei fondi pensione e di altri grandi investitori capitalisti.&lt;br /&gt;Come scrive il Guardian, «Se la maggior parte delle riserve di petrolio, di carbone, di gas naturale non può essere bruciata, i beni primari delle più grandi compagnie energetiche del mondo potrebbero diventare altrettanto tossici degli spinosi debiti ipotecari che hanno portato al crollo finanziario del 2008».[1] Si parla dunque sempre più del rischio di una «bolla finanziaria del carbonio».&lt;br /&gt;Sacrificare quattro quinti dei loro beni per evitare una catastrofe climatica? Inutile dire che le Sette Sorelle che controllano il settore petrolifero non ci sentono da quest’orecchio, non più che i capitalisti del settore del carbone, ad esempio! Lo attestano gli investimenti pianificati da questi vampiri. In  particolare, il gigante multinazionale del carbone Glencore ha realizzato recentemente la più grande raccolta di capitali da parte di una multinazionale sulla piazza di Londra. Quanto alla Shell, nei prossimi quattro anni investirà 62 miliardi di sterline per produrre 3,7 milioni di barili al giorno nel 2014 (un aumento del 12% rispetto al 2010). [2]&lt;br /&gt;Il capitale finanziario è sulla stessa lunghezza d’onda, dato che è lui che presta le enormi masse di denaro necessarie ai grandi investimenti a lungo termine in capitale fisso, particolarmente pesanti nel settore energetico (raffinerie, centrali elettriche, ecc.).&lt;br /&gt;«Ciò illustra fino a che punto i mercati mondiali dei capitali sono scollegati da qualsiasi obiettivo mirante a combattere il cambiamento climatico – si rammarica James Leaton sul sito GreenBiz.[3] Ciò dimostra che l’approccio basato sul profitto a breve termine (che è quello) degli attuali strumenti finanziari non riconosce i segnali dell’azione regolatrice di lungo termine per limitare il cambiamento climatico.&lt;br /&gt;Questo commento non è lontano dalla verità. Salvo che «l’approccio basato sul profitto a breve termine» non è specifico degli «attuali strumenti finanziari »: è semplicemente quello del capitalismo. In effetti, il caso della «bolla del carbonio» mostra fino a che punto la questione dei limiti ecologici è al cuore della crisi capitalista e contribuisce a farne una crisi sistemica, di civiltà&lt;br /&gt;O si arresta questo sistema criminale con misure criminali per fare scoppiare la «bolla del carbonio» senza che la maggioranza della società debba pagare le spese di questo nuovo sperpero – ciò che richiede la doppia nazionalizzazione con esproprio del settore energetico e del settore del credito – oppure si corre spediti verso un riscaldamento di 4°C che farà centinaia di milioni di vittime … tra i poveri dei paesi poveri. La bolla del carbonio o la vita?&lt;br /&gt;Daniel Tanuro&lt;br /&gt;[1] The Guardian, Duncan Clark, 15 July 2011&lt;br /&gt;[2] The Guardian, Ben Caldecott, 12 July 2011&lt;br /&gt;[3] http://www.greenbiz.com/&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-3613282542490707125?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.greenbiz.com/' title='La bolla del carbonio o la vita?'/><link rel='enclosure' type='' href='http://www.greenbiz.com/' length='0'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/3613282542490707125/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=3613282542490707125' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3613282542490707125'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3613282542490707125'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/la-bolla-del-carbonio-o-la-vita.html' title='La bolla del carbonio o la vita?'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-sJjDsKGPGXM/TilPTISb14I/AAAAAAAAA3E/rrJa0z4oHyo/s72-c/tanuro.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8273858686350702504</id><published>2011-07-21T21:41:00.000-07:00</published><updated>2011-07-21T21:48:26.998-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>È l’ora dell’indignazione e della rivolta !</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-RJpOZRcFONs/TikBEnlZuKI/AAAAAAAAA28/mhlQMgDqmWM/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-RJpOZRcFONs/TikBEnlZuKI/AAAAAAAAA28/mhlQMgDqmWM/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5632033987860478114" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il debito pubblico non lo abbiamo fatto noi, non vogliamo pagarlo !&lt;br /&gt;Ribelliamoci alla manovra economica fatta dal governo !&lt;br /&gt;La manovra economica fatta dal governo, voluta dai banchieri e dai padroni, non ostacolata dal centrosinistra e&lt;br /&gt;dai sindacati confederali, benedetta da Napolitano ci deruberà, peggiorerà le nostre condizioni difficili, già&lt;br /&gt;costretti a sopravvivere chiedendo anticipi della liquidazione, a fare prestiti da parenti o dagli strozzini delle&lt;br /&gt;finanziarie.&lt;br /&gt;Da adesso dovremo pagare di più le cure mediche; andremo in pensione ancora più tardi così peggiora la&lt;br /&gt;disoccupazione dei giovani; blocco dei salari e della assunzioni nel pubblico impiego –quindi con i comuni che&lt;br /&gt;non potranno più erogare servizi‐; avremo meno asili per i bambini; se subiamo un’ingiustizia, dovremo pagare&lt;br /&gt;una tassa per fare il ricorso, anche per le cause di lavoro; aumenteranno le tasse sui beni di prima necessità, più&lt;br /&gt;tasse per chi lavora, aumento delle bollette.&lt;br /&gt;Ai ricchi poco o nulla è chiesto. Non dobbiamo pagare noi il debito che è stato causato dalle continue riduzioni&lt;br /&gt;delle tasse ai ricchi, perché i soldi pubblici sono stati regalati agli imprenditori e alle multinazionali senza aver&lt;br /&gt;avuto in cambio garanzie occupazionali e buoni salari.&lt;br /&gt;Le banche si sono arricchite prima con la speculazione finanziaria, poi con i nostri soldi sono state salvate dai&lt;br /&gt;loro debiti, indebitando lo stato. Ora noi dovremmo ripianare il debito !&lt;br /&gt;Se non vogliamo pagare noi, bisogna nazionalizzare le banche e i lavoratori del settore&lt;br /&gt;devono controllarne l’operato !&lt;br /&gt;E i soldi che il governo vuole rubarci, saranno anche usati per finanziare le grandi opere inutili e dannose –come&lt;br /&gt;l’ALTA VELOCITA’‐ : denaro pubblico trasferito ad affaristi e alla criminalità organizzata. Anche per questo, la&lt;br /&gt;lotta dei NO TAV deve essere rafforzata e deve vincere !&lt;br /&gt;Facciamo come gli abitanti della VAL SUSA, facciamo come le popolazioni del Nord‐Africa,&lt;br /&gt;come i lavoratori greci e spagnoli, INDIGNAMOCI E RIBELLIAMOCI !&lt;br /&gt;Non accettiamo l’invito alla pace sociale fatto da Napolitano per convincerci ad accettare il peggioramento della&lt;br /&gt;nostra condizione !&lt;br /&gt;Incazziamoci e respingiamo indignati il patto sociale tra governo, confindustria e sindacati complici, accettato&lt;br /&gt;anche dalla cgil.Con quel patto sociale si da tutto il potere alle aziende,si toglie ai lavoratori lo strumento del&lt;br /&gt;contratto nazionale per abbassare ancora i salari e per farli lavorare di più in condizioni peggiori. E per impedire&lt;br /&gt;che si ribellino, gli si vuole togliere il diritto di eleggere i propri rappresentanti sindacali e rendere impossibile il&lt;br /&gt;ricorso allo sciopero. La sentenza del giudice Ciocchetti sul ricorso della Fiom, che condanna la fiat per attività&lt;br /&gt;antisindacale, è un risultato importante nella difesa del diritto alla rappresentanza sindacale&lt;br /&gt;Con Sinistra critica ricostruiamo l’organizzazione dei lavoratori,&lt;br /&gt;per tornare a far valere i nostri diritti,&lt;br /&gt;primo fra tutti il diritto ad una vita dignitosa&lt;br /&gt;Con SINISTRA CRITICA per far pagare chi si è solo arricchito&lt;br /&gt;e non ha mai pagato&lt;br /&gt;Con SINISTRA CRITICA per creare un grande movimento&lt;br /&gt;di opposizione contro i padroni e i loro governi&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8273858686350702504?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8273858686350702504/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8273858686350702504' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8273858686350702504'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8273858686350702504'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/e-lora-dellindignazione-e-della-rivolta.html' title='È l’ora dell’indignazione e della rivolta !'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-RJpOZRcFONs/TikBEnlZuKI/AAAAAAAAA28/mhlQMgDqmWM/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-6533767678331389410</id><published>2011-07-20T12:38:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T12:39:04.640-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><title type='text'>Chiara Carratù, docente precaria - Intervento alla festa Lune rosse d'estate Torino 2011</title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/2SH7bgBGTpo" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-6533767678331389410?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/6533767678331389410/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=6533767678331389410' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6533767678331389410'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6533767678331389410'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/chiara-carratu-docente-precaria.html' title='Chiara Carratù, docente precaria - Intervento alla festa Lune rosse d&apos;estate Torino 2011'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/2SH7bgBGTpo/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-3406038223651097829</id><published>2011-07-20T12:36:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T12:37:31.581-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><title type='text'>Nina Leone, delegata Fiom CGIL RSU - Intervento alla festa Lune rosse d'estate Torino 2011</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/rvTL_QsWWsc" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-3406038223651097829?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/3406038223651097829/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=3406038223651097829' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3406038223651097829'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3406038223651097829'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/nina-leone-delegata-fiom-cgil-rsu.html' title='Nina Leone, delegata Fiom CGIL RSU - Intervento alla festa Lune rosse d&apos;estate Torino 2011'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/rvTL_QsWWsc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-318520268630660461</id><published>2011-07-20T12:34:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T12:35:47.616-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><title type='text'>Rosanna Fragomeni, esecutivo regionale USB - Intervento alla festa Lune rosse d'estate Torino 2011</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/Kd-CsOz8TAc" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-318520268630660461?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/318520268630660461/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=318520268630660461' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/318520268630660461'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/318520268630660461'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/rosanna-fragomeni-esecutivo-regionale.html' title='Rosanna Fragomeni, esecutivo regionale USB - Intervento alla festa Lune rosse d&apos;estate Torino 2011'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Kd-CsOz8TAc/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1236365829499920649</id><published>2011-07-20T12:32:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T12:34:02.998-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><title type='text'>Carmen Sanfilippo, delegata Filmcams CGIL - Intervento alla festa Lune rosse d'estate Torino 2011</title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/xswFuJysQs4" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1236365829499920649?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1236365829499920649/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1236365829499920649' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1236365829499920649'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1236365829499920649'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/carmen-sanfilippo-delegata-filmcams.html' title='Carmen Sanfilippo, delegata Filmcams CGIL - Intervento alla festa Lune rosse d&apos;estate Torino 2011'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/xswFuJysQs4/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-388443506929500476</id><published>2011-07-19T11:08:00.000-07:00</published><updated>2011-07-19T11:11:43.220-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='femminismo'/><title type='text'>Lune Rosse d'estate - Torino 2011 -Lidia Cirillo</title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/7Zts3HU47RQ" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-388443506929500476?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/388443506929500476/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=388443506929500476' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/388443506929500476'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/388443506929500476'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/lune-rosse-destate-torino-2011-lidia.html' title='Lune Rosse d&apos;estate - Torino 2011 -Lidia Cirillo'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/7Zts3HU47RQ/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-4788905341302712081</id><published>2011-07-19T05:46:00.000-07:00</published><updated>2011-07-19T05:48:17.996-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Movimenti'/><title type='text'>Appello di Sinistra Critica per 'Genova Luglio 2011'</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/Sfw7IR5zNLE" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-4788905341302712081?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/4788905341302712081/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=4788905341302712081' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4788905341302712081'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4788905341302712081'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/appello-di-sinistra-critica-per-genova.html' title='Appello di Sinistra Critica per &apos;Genova Luglio 2011&apos;'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/Sfw7IR5zNLE/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-7155345360728459636</id><published>2011-07-17T04:48:00.000-07:00</published><updated>2011-07-17T04:50:29.643-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='cultura'/><title type='text'>Capitalismo tossico</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-nlrkYaMfRms/TiLMf16BkPI/AAAAAAAAA2s/t38BlkNvPmg/s1600/Alegre_capitalismo-tossico_cover_def.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-nlrkYaMfRms/TiLMf16BkPI/AAAAAAAAA2s/t38BlkNvPmg/s320/Alegre_capitalismo-tossico_cover_def.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5630287331585003762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Crisi della competizione e modelli alternativi  &lt;br /&gt;I “titoli tossici”, alla base dell’esplosione della crisi economica internazionale, sono solo la punta dell’iceberg di un capitalismo malato. Andando oltre le interpretazioni prevalenti, che individuano in fattori superficiali e contingenti le cause della crisi, il libro di Bertorello e Corradi prova a riflettere sulle ragioni strutturali, proponendo una carrellata dei vari tentativi di uscita, rivelatisi inefficaci o controproducenti, messi in atto a livello globale, comprese le proposte neokeynesiane. Consapevoli che la crisi del capitalismo non significa la sua morte, gli autori rovesciano l’idea secondo cui l’economia ha le sue leggi naturali, sottolineando la natura umana di questo sistema sociale, e quindi i soggetti che potrebbero trasformarlo, in primo luogo i lavoratori e le lavoratrici. Di fronte a crisi strutturali e cicliche occorre uscire dal capitalismo ma per farlo bisogna bloccare la progressiva messa in concorrenza di settori crescenti dell’umanità, superando l’idea della propensione del genere umano alla competizione per arrivare alla de-competitività del sistema, reinventando luoghi non privati, de-mercificati.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;AUTORI&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marco Bertorello lavora nel porto di Genova ed è dirigente della Filt-Cgil del capoluogo ligure. Ha pubblicato Il movimento di Solidarnosc. Dalle origini al governo del paese (Lacaita Editore, 1997), Un nuovo movimento operaio. Dal fordismo all'accumulazione flessibile (Edizioni Alegre, 2004). Collabora con la rivista Erre.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Danilo Corradi è dottorando in storia economica all’università di Roma “Sapienza” e insegnante precario di storia e filosofia nei licei. È autore di numerosi articoli sulla crisi e sulle riforme dell’istruzione per la rivista Erre. Per Edizioni Alegre ha curato il volume collettaneo Studiare con lentezza (2006).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riccardo Bellofiore insegna Economia monetaria e Storia del pensiero economico all’Università di Bergamo. Tra le sue pubblicazioni recenti la cura del volume Da Marx a Marx? Un bilancio dei marxismi italiani del Novecento (Manifestolibri, 2007)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-7155345360728459636?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/7155345360728459636/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=7155345360728459636' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7155345360728459636'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7155345360728459636'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/capitalismo-tossico.html' title='Capitalismo tossico'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-nlrkYaMfRms/TiLMf16BkPI/AAAAAAAAA2s/t38BlkNvPmg/s72-c/Alegre_capitalismo-tossico_cover_def.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8716543939315381173</id><published>2011-07-16T04:15:00.000-07:00</published><updated>2011-07-16T04:19:01.160-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>Articolo Nuova Periferia</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-mQhSQQUENU4/TiFznixT4vI/AAAAAAAAA2k/n3MVW0hYJzk/s1600/Articolo%2BNuova%2BPeriferia.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 170px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-mQhSQQUENU4/TiFznixT4vI/AAAAAAAAA2k/n3MVW0hYJzk/s400/Articolo%2BNuova%2BPeriferia.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629908132375552754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8716543939315381173?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8716543939315381173/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8716543939315381173' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8716543939315381173'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8716543939315381173'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/articolo-nuova-periferia.html' title='Articolo Nuova Periferia'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-mQhSQQUENU4/TiFznixT4vI/AAAAAAAAA2k/n3MVW0hYJzk/s72-c/Articolo%2BNuova%2BPeriferia.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5501700773311245152</id><published>2011-07-16T04:05:00.000-07:00</published><updated>2011-07-20T12:29:09.284-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Movimenti'/><title type='text'>sinistra critica a genova</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-pXS-5EMM2Uo/TiFx-JLdwxI/AAAAAAAAA2c/QcftJbKi0Mc/s1600/screenshot.png"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 290px; height: 400px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-pXS-5EMM2Uo/TiFx-JLdwxI/AAAAAAAAA2c/QcftJbKi0Mc/s400/screenshot.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5629906321619665682" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;In occasione delle iniziative di genova 2001-2011 Sinistra Critica organizza &lt;strong&gt;venerdì 22 Luglio a Genova &lt;/strong&gt;(la sera prima della manifestazione),  presso la Sala della rappresentanza- &lt;strong&gt;Palazzo Tursi - via garibaldi 9&lt;/strong&gt;,  un importante incontro pubblico di portata internazionale: LA RIVOLUZIONE E' POSSIBILE, le risposte alternative alla crisi: le resistenze politiche e sociali in Europa e le rivolte Arabe (in allegato la locandina).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Intervengono:&lt;br /&gt;Omar El Shafei - Socialist Renewal, Egitto&lt;br /&gt;Un/a compagno/a della Ligue de la Gauche Ouvrière, Tunisia&lt;br /&gt;Gael Quirante- Nouveau Parti Anticapitaliste, Francia&lt;br /&gt;Josip-Maria Antentas- Revolta Global, Catalunia&lt;br /&gt;Pasquale Loiacono - delegato Fiom Fiat Mirafiori&lt;br /&gt;Enrico Lancerotto - Atenei in Rivolta&lt;br /&gt;Un/una esponente Movimento No Tav&lt;br /&gt;Marco Filipetti - Comitati Acqua Pubblica&lt;br /&gt;Introduce e coordina: Cristina Tuteri - Coord. Nazionale Sinistra Critica&lt;br /&gt;Conclusioni: Piero Maestri - Portavoce Nazionale Sinistra Critica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;strong&gt;La manifestazione nazionale si terrà sabato 23 Luglio con ritrovo alle ore 16.30 in Piazza Montanaro&lt;/strong&gt;. Sinistra Critica sarà presente con un proprio spezzone. &lt;br /&gt;Le compagne e i compagni sono invitati a partecipare.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5501700773311245152?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5501700773311245152/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5501700773311245152' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5501700773311245152'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5501700773311245152'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/sinistra-critica-genova.html' title='sinistra critica a genova'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-pXS-5EMM2Uo/TiFx-JLdwxI/AAAAAAAAA2c/QcftJbKi0Mc/s72-c/screenshot.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-442197056295132017</id><published>2011-07-13T12:15:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T12:20:10.955-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Il loro debito non lo paghiamo!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-On3mojNYqL8/Th3v3wfC-DI/AAAAAAAAA2U/J1LrU-MADOY/s1600/tremonti_preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 251px; height: 320px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-On3mojNYqL8/Th3v3wfC-DI/AAAAAAAAA2U/J1LrU-MADOY/s320/tremonti_preview.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628918850469951538" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Respingiamo la manovra lacrime e sangue del governo: &lt;br /&gt;50 miliardi di euro rubati alle classi popolari &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sapevamo tutti che la crisi del capitalismo non era finita e che ben presto, dopo Grecia e Portogallo e Spagna, anche l’Italia sarebbe finita nella tormenta. Le classi dominanti in Europa, come in Italia non hanno nessun vero progetto per il futuro se non quello di  scaricare sulla classe lavoratrici tutte le contraddizioni sociali, economiche ed ambientali del loro iniquo sistema basato sul profitto, la concorrenza e il mercato. Ora vogliono che l’enorme debito con cui banche e padroni si sono arricchiti nel corso degli anni sia pagato dalle classi popolari. Quando televisioni e giornali di ogni colore dicono “c’è la speculazione, abbiamo il fuoco in casa, dobbiamo fare sacrifici per rassicurare i mercati” vogliono dire che le lavoratrici e i lavoratori dovrebbero lasciarsi spogliare di salari, pensioni, tempo di lavoro e di vita, servizi sociali e sanitari per dare ai capitalisti e alla speculazione finanziaria&lt;br /&gt;Per raggiungere questo obbiettivo è stata già messa insieme una “sacra unione” che unisce partiti di governo e di “opposizione”, la confindustria, le tre confederazioni sindacali (che non a caso hanno firmato un patto sociale per legare le mani ai lavoratori), con a capo il Presidente delle repubblica che svolge il ruolo di supremo rappresentante istituzionale del capitalismo italiano.&lt;br /&gt;Tutti pronti a sostenere e varare rapidamente la paurosa stangata da 40 miliardi del governo Tremonti Bossi Berlusconi, (in realtà l’insieme delle misure nel corso dei prossimi anni vale circa 68 miliardi di euro), cioè una vergognosa aggressione sociale contro tutte le classi popolari.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I contenuti della manovra&lt;br /&gt;La manovra economica è la combinazione di 2 provvedimenti, un decreto legge, in vigore già da lunedì e una legge delega di modifica radicale del sistema fiscale ed assistenziale, da approvare nei prossimi mesi. Uno è peggio dell’altro. Secondo Tremonti il prima rapina vale 25 miliardi di euro, la seconda 15 milioni.&lt;br /&gt;Il primo decreto prevede:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 9, 6 miliardi rubati alle Regioni, alle province e ai comuni. Si aggiungono ai 10 miliardi già rubati l’anno scorso a questi stessi enti locali. Crolleranno i servizi pubblici, i trasporti, l’assistenza, gli asili, le spese più elementari per garantire la qualità di vita dei cittadini, la riparazione delle strade, le lampadine, ecc ecc.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 5 miliardi euro rubati alla sanità; dal prossimo anno viene reintrodotto il ticket di dieci euro su visite specialistiche e analisi che si aggiungono a quelli già introdotti dalle regioni; dal 2014 il governo introdurrà ticket aggiuntivi su qualsiasi prestazione sanitaria. L’obbiettivo è chiaro, distruggere la sanità pubblica a vantaggio di quella privata; peggio per tutti quelli che non hanno i soldi per pagarsi la salute…… &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 2-3 miliardi rubati lavoratrici e lavoratori del pubblico impiego, della scuola, della sanità, i salari di questi dipendenti sono bloccati per 4 anni fino al 2014. Chissà cosa succederà dopo…Blocco totale delle assunzioni e perdita di centinaia di migliaia di posti di lavoro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; 3,8 miliardi di euro rubati alle pensioni; nei prossimi anni: aumento dell’età pensionabile a 65 per le lavoratrici del settore privato (quelle del settore pubbliche già sottostanno a questa norma penalizzante); accelerazione del meccanismo automatico di aumento dell’età della pensione per tutti, uomini e donne anni (anni di lavoro rubati e regalati ai padroni, togliendo occupazione ai giovani); blocco o riduzione per una larghissima fetta di pensionati dei modestissimi aumenti collegati al carovita.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma ci sono anche ulteriori porcherie.&lt;br /&gt; Viene aumentato l’imposta da bollo sul deposito dei titoli. Cosa significa?&lt;br /&gt; Coloro che hanno messo i loro modesti risparmi (la liquidazione per esempio) in banca investendolo in BOT o altri titoli pubblici pagheranno una imposta da bollo molto più cara. Per chi ha un deposito al di sotto dei 10.000 euro, il costo dell’imposta mangerà il modesto rendimento annuale dei risparmi.&lt;br /&gt; Viene completamente liberalizzato il collocamento, che perde sempre di più il suo carattere pubblico, quindi di controllo della società sui meccanismi delle assunzioni al lavoro e diventa sempre più un affare dei privati. Oltre agli enti privati che già lo possono esercitare ad essi vengono aggiunti le scuole medie superiori, le università, i comuni, i patronati, gli enti bilaterali, i gestori dei siti internet. ecc.&lt;br /&gt; Costerà più caro accedere alla giustizia di fronte alle prepotenze di qualche mascalzone o dei padroni. Viene aumentato il contributo unificato, cioè quella tassa che si paga per poter rivendicare giustizia in una causa civile, per esempio in una contenzioso di condominio.&lt;br /&gt; Ma soprattutto viene introdotta questa gabella anche per una serie di cause che finora erano esenti dal pagamento della tassa. Ora pagheremo anche per:&lt;br /&gt; le cause di lavoro&lt;br /&gt; le cause previdenziali&lt;br /&gt; le cause del pubblico impiego&lt;br /&gt; le cause di separazione dei coniugi.&lt;br /&gt; Per un lavoratore licenziato ricorrere alla giustizia costerà subito 37 euro, ma secondo alcune stime il costo reale sarà di 228 euro.&lt;br /&gt; Sarà più difficile chiedere un prestazione di invalidità all’INPS. Prima bisognerà sottoporsi a una speciale visita disposta dal tribunale presso un consulente tecnico d’ufficio.  &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il peggio del peggio&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il peggio del peggio viene con la controriforma del fisco e dell’assistenza&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il disegno di legge collegato alla manovra economica che il governo vuole far approvare prevede una rapina di 15 miliardi così articolata.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Una drastica riduzione della progressività dell’imposta personale sul reddito (IRPEF) riducendo il sistema a tre solo aliquote 20, 30, 40 per cento. Questo significa che i redditi più alti che finora avevano una aliquota al 43% si vedranno drasticamente ridotte le tasse. I ricchi gioiscono.&lt;br /&gt; Contemporaneamente un drastico taglio (almeno 3,5 miliardi) delle agevolazioni fiscali collegate a situazioni che lo stato voleva giustamente tutelare e per i redditi medio bassi. &lt;br /&gt; 6 miliardi di aumento dell’imposizione indiretta, cioè dell’IVA. I prezzi di tutti i generi di consumi aumenteranno e naturalmente ad essere fortemente penalizzate saranno le classe popolari, i pensionati e i giovani.&lt;br /&gt; 5 miliardi di tagli all’assistenza; una vergogna, una infamia; si specula sulla sofferenza e sul disagio delle persone; come rubare il portafoglio a una vecchietta paralitica. Centinaia di migliaia di persone precipitate insieme alle loro famiglie, nella disperazione e nella solitudine. &lt;br /&gt; Stretta sulle pensioni di reversibilità. Se ne vuole concedere meno e di minore importo. A pagare di più saranno ancora e soprattutto le donne (moltissime percepiscono una pensione personale bassissima), che oltre a dover subire la perdita del coniuge, si vedranno anche private di tutta o parte della reversibilità, per cui la morte del marito significherà anche la precipitazione nella miseria.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tremonti dopo aver annunciato una misura draconiana nel caso in cui il parlamento avesse fatto “fatica” ad approvare queste misure, una clausola di salvaguardia da inserire nella legge di stabilità (la vecchia legge finanziaria) per cui tutte le agevolazione fiscali e assistenziali sarebbero state automaticamente tagliate del 10-15% (il cosiddetto taglio lineare) al fine di impadronirsi dei 15 miliardi necessari a tacitare (forse) le borse e i mercati,  con l’apertura del dibattito parlamentare ha proposto che questa norma capestro sia inserita direttamente nel decreto legge e quindi diventi subito operativa.&lt;br /&gt;Inoltre si preannuncia un’altra vergognosa operazione, la svendita dei beni pubblici a partire dalle aziende municipalizzate e in totale spregio al risultato del referendum.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Occorre reagire, dire basta a queste infamie.&lt;br /&gt;E’ necessaria un reazione immediata, una mobilitazione di tutte le lavoratrici, di tutti i lavoratori, giovani,  pensionati, dal basso, per respingere la manovra “lacrime e sangue” del governo italiano che agisce insieme e per conto del governo unico dell’Unione Europea e della Banca europea. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo batterci per la difesa dei diritti, dei salari, dell’occupazione, dei servizi sociali e pubblici, della qualità dell’ambiente; una mobilitazione che unisca tutti i movimenti che si stanno manifestando in questo paese, che riaffermi che:&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;LE NOSTRE VITE VALGONO PIU’ DEI LORO PROFITTI&lt;br /&gt;IL LORO DEBITO NOI NON PAGHIAMO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A pagare devono essere le banche, che vanno nazionalizzate, i capitalisti, le rendite, i ricchi, tutti coloro che hanno speculato impunemente in questi anni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Dobbiamo unire la nostra battaglia a quella che si combatte in tante altre piazze di Europa, dalla Grecia alla Spagna per difendere il nostro futuro e quello delle nostre figlie e figli. Dobbiamo unire le forze e costruire la convergenza di tutte le opposizioni politiche e sociali del paese e in Europa.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-442197056295132017?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/442197056295132017/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=442197056295132017' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/442197056295132017'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/442197056295132017'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/il-loro-debito-non-lo-paghiamo.html' title='Il loro debito non lo paghiamo!'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-On3mojNYqL8/Th3v3wfC-DI/AAAAAAAAA2U/J1LrU-MADOY/s72-c/tremonti_preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1935706865079420046</id><published>2011-07-13T12:07:00.000-07:00</published><updated>2011-07-13T12:14:09.731-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>OPPOSIZIONE ALLO SFRATTO</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6k1Ws0fRYVM/Th3ueiRsg2I/AAAAAAAAA2M/eLaEfS1N1N0/s1600/sfratti.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 276px; height: 172px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6k1Ws0fRYVM/Th3ueiRsg2I/AAAAAAAAA2M/eLaEfS1N1N0/s320/sfratti.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5628917317647500130" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Comunicato Stampa&lt;br /&gt;In data odierna, l'ufficiale giudiziario, accompagnato dalle forze dell'ordine, si presentava a casa di un lavoratore di origine marocchina, dipendente della New Holland di San Mauro ( TO ) e abitante in via Galliari 12 Torino, per dare seguito all'ordinanza del giudice consistente nel fare eseguire lo sfratto intimato dal proprietario dell'appartamento occupato dal lavoratore, sua moglie e il figlio della coppia. Un bimbo di un anno o poco più.&lt;br /&gt;Ad attendere padrone di casa, ufficiale giudiziario e forze dell'ordine, però, c'era anche USB con una folta delegazione.&lt;br /&gt;Già da subito i padroni di casa facevano intendere che non c'erano spazi per alcuna trattativa: il lavoratore e la sua famiglia dovevano andare via! Dopo due ore di trattative e discussioni, in qualche momento anche dai toni accesi e quando un fabbro sorvegliato dagli agenti già si era adoperato a rompere la serratura del cancelletto di ingresso, si riusciva ad ottenere una proroga di 20 giorni per dare il tempo al lavoratore di trovare una sistemazione che non fosse quella di trovarsi di punto in bianco sul marciapiede con moglie e figlio.&lt;br /&gt;A questo punto abbiamo accompagnato Abdelilah, a sollecitare , presso l'ufficio emergenza abitativa del comune di Torino , una soluzione idonea al suo nucleo familiare .&lt;br /&gt;Lo sfratto è stato determinato da morosità incolpevole , in quanto il lavoratore proveniva da oltre due anni e mezzo di salario ridotto perchè in cassa integrazione : sono questi i frutti della crisi voluta dai padroni e che continua a scaricare costi e sacrifici facendo pagare le fasce più deboli del paese.&lt;br /&gt;Come organizzazione sindacale continueremo a sostenere i soggetti più deboli di questa società malata, siano essi lavoratori, disoccupati, precari e migranti. E saremo altresì sempre presenti al fianco di chi è costretto a subire gli effetti di una crisi che non ha certo voluto ne tanto meno creato. &lt;br /&gt;Torino 12 Luglio 2011&lt;br /&gt;AS.I.A.-USB&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1935706865079420046?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1935706865079420046/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1935706865079420046' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1935706865079420046'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1935706865079420046'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/opposizione-allo-sfratto.html' title='OPPOSIZIONE ALLO SFRATTO'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6k1Ws0fRYVM/Th3ueiRsg2I/AAAAAAAAA2M/eLaEfS1N1N0/s72-c/sfratti.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-7928429729104202824</id><published>2011-07-10T03:19:00.000-07:00</published><updated>2011-07-10T03:22:22.064-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Erre'/><title type='text'>Voglia di vincere</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-oHNO-corkDs/Thl9VMBfAII/AAAAAAAAA2E/dlWOsseCuiw/s1600/erre-43-cover%252520%25281%2529_preview.gif"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 317px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-oHNO-corkDs/Thl9VMBfAII/AAAAAAAAA2E/dlWOsseCuiw/s320/erre-43-cover%252520%25281%2529_preview.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5627667012334321794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;LEGGI IL SOMMARIO DEL NUOVO NUMERO DI ERRE E SOTTOSCRIVI SUBITO L'ABBONAMENTO!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;VOGLIA DI VINCERE - ERRE N. 43&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;EDITORIALE&lt;br /&gt;L'unica proposta alternativa&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;PRIMO PIANO&lt;br /&gt;Referendum, la voglia di tornare a vincere (Emiliano Viti)&lt;br /&gt;Puglia, una battaglia controcorrente (Federico Cuscito e Gianni de Giglio)&lt;br /&gt;Il pubblico in comune (Nando Simeone)&lt;br /&gt;Non c'è nucleare senza catastrofe: Fukushima lo dimostra (Daniel Tanuro)&lt;br /&gt;Il nucleare, l'informazione lo può battere (Giorgio Carlin)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;TEMPI MODERNI&lt;br /&gt;I sindacati di base di fronte a un bivio (Roberto Firenze)&lt;br /&gt;Il ritorno degli autoconvocati (Andrea Martini)&lt;br /&gt;Nuove reti femministe (Lidia Cirillo e Flavia D'Angeli)&lt;br /&gt;Organizzare la rivolta (Ateneinrivolta)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FOCUS&lt;br /&gt;La rivoluzione è possibile (Piero Maestri)&lt;br /&gt;I ragazzi che hanno fatto la rivoluzione (Fathi Ghamkhi)&lt;br /&gt;La sollevazione dell'Egitto: non solo una questione di transizione (Adam Hanieh)&lt;br /&gt;Tunisia, Egitto...di nuovo la rivoluzione permanente (Gigi Malabarba)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;IDEEMEMORIE&lt;br /&gt;Keep ya head up (Antonio Ardolino e Dario Firenze)&lt;br /&gt;Le scritture resistenti (Checchino Antonini e Eugenia Foddai)&lt;br /&gt;Libreria&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-7928429729104202824?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/7928429729104202824/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=7928429729104202824' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7928429729104202824'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7928429729104202824'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/voglia-di-vincere.html' title='Voglia di vincere'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-oHNO-corkDs/Thl9VMBfAII/AAAAAAAAA2E/dlWOsseCuiw/s72-c/erre-43-cover%252520%25281%2529_preview.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5448092917247784879</id><published>2011-07-06T22:48:00.000-07:00</published><updated>2011-07-06T22:58:04.497-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Tav'/><title type='text'>Cosa è successo in Val Susa?</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-0QDCt0ohYdg/ThVI-gie9pI/AAAAAAAAA18/czOHoCAcuq8/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="MARGIN: 0px 10px 10px 0px; WIDTH: 320px; FLOAT: left; HEIGHT: 213px; CURSOR: hand" id="BLOGGER_PHOTO_ID_5626483548192962194" border="0" alt="" src="http://4.bp.blogspot.com/-0QDCt0ohYdg/ThVI-gie9pI/AAAAAAAAA18/czOHoCAcuq8/s320/untitled.bmp" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Guardando ciò che in rete è accessibile a tutti si scopre che nella Valle è andata in onda una resistenza popolare come non si vedeva da tempo. Ma l'assalto mediatico e ideologica mostra un'unità nazionale di fatto tra centrodestra e centrosinistra&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;imq&lt;br /&gt;Cos'è successo in Val di Susa? Alcuni siti, informazioni disponibili a tutti e tutte (ad es.&lt;a href="http://www.ateneinrivolta.org/rivolta/diretta-no-tav"&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://www.ateneinrivolta.org/rivolta/diretta-no-tav"&gt;qui&lt;/a&gt;, &lt;a href="http://yfrog.com/h015150887j"&gt;qui&lt;/a&gt;) lo possono rivelare. E guardando quello che è accessibile a tutti si scopre che nella Vale, domenica 3 luglio, è andata in onda una resistenza popolare come non si vedeva da tempo. Frutto di uno dei movimenti popolari più organizzati e duraturi dell0ultimo decennio. Purtroppo, l'informazione, come dire?, "mainstream"?, uniformata, cieca e monodirezionale, preferisce giocare la solita divisione dei "cattivi" che ostacolano i "buoni", dei "violenti" - addirittiura responsabili di "omicidio", come dice oggi Maroni - che fanno ombra ai "pacifici". E tutti a far finta di non vedere l'evidenza: la Tav la Valle non la vuole e se a qualcuno è sfuggita un po' la mano, nessuno può far finta di non vedere l'esercito schierato a protezione di un cantiere, i lacrimogeni sparati ad altezza uomo, i manganelli che roteano per permettere a una classe politica che rappresenta sempre meno di poter portare in bocca ai propri padroni i denari del finanziamento europeo e dei mega-appalti che dovranno sventrare un territorio e rimpinguare profitti già grassi.&lt;br /&gt;Tutto questo Napolitano lo sa ma fa finta che non sia successo. Il problema è che lo sanno bene quelle decine di migliaia di persone che ieri sono scese in strada e che lo faranno ancora, e che i black bloc non li hanno mai visti e non se ne preoccupano più di tanto come spiegano oggi in conferenza stampa i comitati.&lt;br /&gt;La Tav è un'altra metafora del Paese, disegna plasticamente lo scollamento tra "l'alto" e il "basso", tra rappresentanti e rappresentanti e non è un caso che, suo malgrado, sia stato Beppe Grillo a finire stavolta nel frullatore delle polemiche.&lt;br /&gt;L'assalto mediatico e ideologico è già partito e, ancora una volta, si dimostra che sulle cose serie - i conti con l'Europa, le Grandi opere, gli accordi sociali, etc - "l'unità nazionale" esiste di fatto e non a caso è benedetta dal Capo dello Stato. E davvero non si capisce dove vogliano andare a parare quei partiti della sinistra che si immaginano coalizioni vittoriose con quel Pd che oggi richiama il movimento all'ordine e minaccia interventi polizieschi.&lt;br /&gt;L'unica speranza, ancora una volta, è quel movimento: la sua unità, tenuta e determinazione. Al di là degli "eroi", è il movimento che potrà fare la differenza e sconfiggere le cornacchie di regime.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5448092917247784879?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5448092917247784879/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5448092917247784879' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5448092917247784879'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5448092917247784879'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/cosa-e-successo-in-val-susa.html' title='Cosa è successo in Val Susa?'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-0QDCt0ohYdg/ThVI-gie9pI/AAAAAAAAA18/czOHoCAcuq8/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-6429814553251205323</id><published>2011-07-01T11:08:00.000-07:00</published><updated>2011-07-01T11:10:14.597-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Contratti senza conflitto</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-KGf5SUwGs8Q/Tg4NfcQGeXI/AAAAAAAAA1s/XHZGRfd5_go/s1600/fiom-protesta.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-KGf5SUwGs8Q/Tg4NfcQGeXI/AAAAAAAAA1s/XHZGRfd5_go/s320/fiom-protesta.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624447818443159922" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;I punti dell'intesa siglata tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria. Vincolo ai sindacati "ribelli", deroghe e una norma scritta apposta per la Fiat. Una nuova pagina nelle relazioni sindacali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;L’accordo siglato da Cgil, Cisl e Uil con Confindustria regolerà la contrattazione aziendale, quella definita di secondo livello, ed è un testo che mette un punto alla lunga vertenza che ha visto fronteggiare la Fiat di Sergio Marchionne e la Fiom di Maurizio Landini. A una prima lettura del testo la vittoria del primo appare schiacciante anche se dal Lingotto vengono al momento fatte filtrare delle perplessità.&lt;br /&gt;Pur ribadendo in premessa la “Centralità del valore del lavoro e “il ruolo del contratto collettivo nazionale” l’intesa del 28 giugno ha lo scopo di “favorire il ruolo della contrattazione di secondo livello per una maggiore certezza delle scelte operate di intesa tra aziende e rappresentanze sindacali dei lavoratori”. E’ quanto chiedeva Confindustria e la Fiat. L’accordo si basa su otto punti più un nono che regola, anche se non completamente, le modalità di negoziato degli accordi confederali e di categoria. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Fondamentalmente si basa sulla certificazione degli iscritti che vengono ponderati con i consensi elettorali ottenuti dalle Rsu per valicare i contratti aziendali; sul consenso della maggioranza delle Rsu o delle Rsa prevedendo, solo in questo secondo caso, il voto dei lavoratori; apre alle deroghe che però vengono chiamate in modo diverso; apre al salario di produttività tanto caro a Sacconi; vincola in modo rigido l’agibilità dei sindacati di categoria che non potranno obiettare alle intese siglate dalla maggioranza delle Rsu e nemmeno potranno scioperare in caso di “tregua sindacale” (ma dal vincolo sono esclusi i lavoratori, il cui diritto allo sciopero è sancito dalla Costituzione). Stabilisce, infine, una norma redatta sulle specifiche esigenze della Fiat riconoscendo, ex post, la legittimità degli accordi di Pomigliano e Mirafiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I punti&lt;br /&gt;E’ il primo paragrafo a regolare la certificazione degli iscritti prendendo a riferimento i contributi sindacali dei lavoratori trattenuti dall’Inps. I dati vengono trasferiti al Cnel, che opera da ente terzo, e per negoziare occorre godere, all’interno della categoria interessata, almeno del 5% dei consensi mixati tra iscritti e voti alle Rsu.&lt;br /&gt;Si stabilisce poi che il Contratto nazionale continua a regolamentare le retribuzioni e le normative generali mentre quello aziendali si svolge su materie “delegate dal contratto nazionale”.&lt;br /&gt;Al punto 4 si sancisce quella che Giorgio Cremaschi, della minoranza Cgil, chiama “la norma liberticida”: “I contratti aziendali sono “efficaci” (quindi vincolanti, ndr) per tutti i sindacati firmatari del presente accordo, operanti all’interno dell’azienda, “se approvati dalla maggioranza dei componenti delle Rsu elette secondo le regole interconfederali vigenti”. E’ il caso di Pomigliano: di fronte alla firma della maggioranza delle Rsu che la condiziona dal basso, e all’entrata in vigore dell’accordo firmato ieri, che la condiziona dall’alto, la Fiom non può far altro che adeguarsi. Con le clausole definite ieri non ci sarebbe più nemmeno il referendum che pure c’è stato a Pomigliano, Mirafiori e Grugliasco. Il voto dei lavoratori, infatti, non viene contemplato ed è previsto nelle aziende in cui, invece delle Rsu – introdotte con l’accordo del 1993 – esistano solo le Rsa – rappresentanze sindacali aziendali, previste dallo Statuto dei lavoratori del 1970 – che non sono organi eletti ma nominati dai sindacati. In questo caso, quando un sindacato firmatario dell’accordo di ieri o il 30 per cento dei lavoratori, lo richiedono si può andare al voto tra i lavoratori che è valido se partecipa almeno la metà più uno degli aventi diritto.&lt;br /&gt;Il vincolo ai sindacati ribelli può essere ribadito anche con “la tregua sindacale” qualora venga prevista dai contratti aziendali e che si applica sempre ai sindacati firmatari dell’accordo quadro ma non ai singoli lavoratori (cui spetta il diritto sancito dalla Costituzione).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le deroghe&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il punto più corposo è il settimo ed è quello che regolamenta le cosiddette deroghe. Non vengono chiamate così ma l’accordo stabilisce che “i contratti collettivi aziendali possono definire, anche in via sperimentale e temporanea, specifiche intese modificative delle regolamentazioni contenute nei contratti collettivi nazionali di lavoro nei limiti e con le procedure previste dagli stessi contratti collettivi nazionali di lavoro”. Dovrebbe essere quindi il contratto nazionale definire le procedure e i limiti per regole specifiche. Le deroghe appunto. Nel caso della Fiat, però, il contratto nazionale non ha previsto nulla del genere. Ed è qui che scatta la norma cucita addosso alla Fiat: “Ove non previste e in attesa che i rinnovi definiscano la materia nel contratto collettivo nazionale di lavoro applicati nell’azienda, i contratti collettivi aziendali conclusi con le rappresentanze sindacali operanti in azienda d’intesa con le organizzazioni sindacali territoriali firmatarie del presente accordo, al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi per favorire lo sviluppo economico e occupazionale dell’impresa, possono definire intese modificative con riferimento agli istituti del contratto collettivo nazionale che disciplinano la prestazione lavorativa, gli orari e l’organizzazione del lavoro. Le intese modificative così definite esplicano l’efficacia generale come disciplinata nel presente accordo”. Il testo è molto chiaro, quello che è stato fatto negli stabilimenti del Lingotto – “al fine di gestire situazioni di crisi o in presenza di investimenti significativi” – è valido e ha efficacia generale. Resta da vedere se il testo sarà utilizzato in tribunale a favore della Fiat o meno. Camusso ha voluto specificare che la norma non è “retroattiva” ma l’ultima parola spetterà probabilmente al giudice.&lt;br /&gt;L’ottavo punto dell’accordo è un peana per Sacconi. Si riconosce che le misure adottate dal governo in tema di sostegno alla contrattazione aziendale, e cioè la sua detassazione e il supporto ai salari di produttività, “hanno dimostrato reale efficacia” e quindi se ne chiede un rafforzamento “ai fini del miglioramento della competitività nonché ai risultati legati all’andamento economico delle imprese, concordati fra le parti in sede aziendali”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gli accordi confederali e di categoria&lt;br /&gt;L’accordo ha un’appendice che riguarda gli accordi sindacali con valenza generale e quelli di categoria. Un testo che servirebbe a regolare eventuali divergenze. La procedura prevista per gli accordi confederali e di categoria prevede che siano le segreterie a definire le piattaforme, gli organismi dirigenti dei sindacati a discutere e approvarle prevedendo “momenti di verifica con gli iscritti” fino alla “consultazione certificata tra tutti i lavoratori come avvenuto nel 1993 e nel 2007”. Nel caso degli accordi di categoria, si demanda la questione a “specifici regolamenti (…) al fine di coinvolgere sia gli iscritti che tutti i lavoratori e lavoratrici”. Il referendum non viene mai citato ma ci si limita anche qui a “momenti di verifica per l’approvazione degli accordi mediante il coinvolgimento delle lavoratrici e dei lavoratori”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-6429814553251205323?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/6429814553251205323/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=6429814553251205323' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6429814553251205323'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6429814553251205323'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/contratti-senza-conflitto.html' title='Contratti senza conflitto'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-KGf5SUwGs8Q/Tg4NfcQGeXI/AAAAAAAAA1s/XHZGRfd5_go/s72-c/fiom-protesta.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2027386593240067300</id><published>2011-07-01T11:06:00.000-07:00</published><updated>2011-07-01T11:08:27.649-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Cambia il vento, non per la Cgil</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-HMoZC-Zdf_0/Tg4NEQOaY0I/AAAAAAAAA1k/usv3QcKxzAs/s1600/camusso_marchionne-large.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-HMoZC-Zdf_0/Tg4NEQOaY0I/AAAAAAAAA1k/usv3QcKxzAs/s320/camusso_marchionne-large.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5624447351358382914" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Susanna Camusso firma il nuovo patto sociale con Confindustria, Cisl e Uil. Sconfitta la Fiom. Via libera alle deroghe, sotto falso nome, e tregua allo sciopero in caso di accordi aziendali&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Sa.Can. &lt;br /&gt;E’ una svolta delle relazioni sindacali e forse del quadro politico e sociale italiano. L’accordo tra Cgil, Cisl e Uil e Confindustria su contrattazione e rappresentanza è stato firmato nella tarda sera di martedì 28 giugno e questo giorno sarà ricordato a lungo. Si tratta di un testo di 9 punti, articolato in più parti e che tratta la rappresentanza, l'esigibilità dei contratti, cioè la loro efficacia, la contrattazione aziendale.&lt;br /&gt;Le deroghe non vengono citate ma si dice che “si possono attivare strumenti contrattuali mirati a specifici contesti produttivi e specifiche intese modificative delle regolazioni previste dai Ccnl” nei limiti previsti da quest’ultimi. Come dice Marcegaglia "i contratti aziendali sono ora più forti ed esigibili".&lt;br /&gt;Sulla rappresentanza, è definito un criterio basato sul mix tra iscritti certificati e voti nelle Rsu e per approvare un contratto serve il 50 per cento più uno. Dove esistono le Rsa si va al voto dei lavoratori. In caso di accordo valido scatta la “tregua dello sciopero” sul modello dell’accordo raggiunto con i sindacati Usa, cioè nessuna astensione dal lavoro per un certo periodo.&lt;br /&gt;E’ un accordo che segna il rientro della Cgil nella concertazione degli ultimi anni, quella a guida Cisl e che permette a Confindustria di garantirsi un "patto sociale" e una possibile "pace sociale". "Una stagione nuova" dice Susanna Camusso anche se nell'accordo, come sottolinea Emma Marcegaglia, viene recepita la sostanza della vertenza Fiat, cioè la volontà di articolare la contrattazione aziendale e territoriale a seconda delle necessità delle imprese e viene sconfitta la Fiom che, a questo punto, potrebbe anche essere privata delle basi giuridiche che hanno portato al ricorso in tribunale contro la Fiat (l'udienza è prevista il 16 luglio). "È un accordo che estende a tutti i lavoratori il modello Fiat, è un cedimento gravissimo della Cgil che contrasteremo in Cgil, nelle fabbriche e nel Paese" dice Giorgio Cremaschi dell'area "La Cgil che vogliamo" che si riunirà al Roma il prossimo 13 luglio.&lt;br /&gt;La Cgil sottoporrà da mercoledì l'accordo al vaglio dei segretari di categoria e poi chiamerà a esprimersi il direttivo nazionale. In ogni caso la scelta di Camusso è fatta e come dice ancora la presidente di Confindustria "chiude la stagione delle divisioni". Di fatto, chiude la lunga parentesi prodotta dallo scontro tra la Fiat e la Fiom. Ma non si tratta solo di un avvenimento sindacale, perché rientra in pieno nel clima di responsabilità nazionale che si respira in prossimità della manovra finanziaria e delle tagliole europee pronte a scattare. Non a caso il ministro Tremonti ha voluto rivolgere un sentito "grazie" ai leader sindacali e alla presidente di Confindustria "per quello che hanno fatto oggi per il bene del nostro paese". Un accordo su cui potrebbe anche aver influito, a giudicare da certi toni utilizzati nel direttivo nazionale della Cgil, non poco l'autorità e la "moral suasion" del Capo dello Stato.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2027386593240067300?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2027386593240067300/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2027386593240067300' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2027386593240067300'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2027386593240067300'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/07/cambia-il-vento-non-per-la-cgil.html' title='Cambia il vento, non per la Cgil'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-HMoZC-Zdf_0/Tg4NEQOaY0I/AAAAAAAAA1k/usv3QcKxzAs/s72-c/camusso_marchionne-large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5769388801261935715</id><published>2011-06-30T03:07:00.000-07:00</published><updated>2011-06-30T03:19:55.195-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>Torino: Lune Rosse d'Estate 8/9/10 luglio</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-4oNWu9GBmBE/TgxNvxbIxZI/AAAAAAAAA1c/MvaUuuF3xQc/s1600/manifestoTorinoUL_preview.gif"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 368px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-4oNWu9GBmBE/TgxNvxbIxZI/AAAAAAAAA1c/MvaUuuF3xQc/s400/manifestoTorinoUL_preview.gif" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623955517795255698" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica vi invita al 2° revolutionary party,&lt;br /&gt;tre serate per stare insieme, discutere, sentire musica, mangiare e bere. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8. 9. 10 luglio 2011&lt;br /&gt;Sala e giardino della Circoscrizione - Corso Belgio 91 Torino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Venerdì 8 luglio&lt;br /&gt;Ore 19 Presentazione del 28° campeggio della gioventù rivoluzionaria&lt;br /&gt;Ore 19,30 Apericena&lt;br /&gt;Musica jazz del complesso “Trio jazz”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 21 Dibattito su “ La crisi economica e il movimento dei lavoratori”&lt;br /&gt;Partecipano:&lt;br /&gt;Sergio Bellavita segreteria nazionale Fiom&lt;br /&gt;Luigi Casali esecutivo regionale Confederazione USB&lt;br /&gt;Marilde Provera Rifondazione Comunista&lt;br /&gt;Franco Turigliatto Sinistra Critica&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sabato 9 luglio&lt;br /&gt;Ore 17,30:&lt;br /&gt;“Lavorare al femminile” Sguardi di donne sul mercato del lavoro e sulle loro esperienze di protagonismo collettivo&lt;br /&gt;Intervengono:&lt;br /&gt;Chiara Carratù (precaria della scuola), Carmen Sanfilippo (delegata Filcams), Giovanna (lavoratrice migrante), una delegata Fiom, Rosanna Fragomeni (coordinamento Pubblico impiego dell’USB), Lidia Cirillo dei “Quaderni Viola” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;ore 21,30 collettivo musicale Folk “InConTraDa” &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Domenica 10 luglio&lt;br /&gt;Gippo Mukendi coordina:&lt;br /&gt;ore 17,30&lt;br /&gt;Antonella Visintin, ambientalista e Dario Ortolano, Sinistra Critica&lt;br /&gt;presentano il libro “L’impossibile capitalismo verde” di Daniel Tanuro:&lt;br /&gt;una riflessione sui beni comuni, le energie, il cambiamento climatico e l’alternativa al sistema capitalista.&lt;br /&gt;ore 19,30 Le ragioni dei NO TAV&lt;br /&gt;Un esponente del movimento illustra le ragioni e la lotta della Val Susa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ore 21,30 Il duo “Jardin d’hiver” (Costanza Bellugi, voce solista e Luca Cognetti, chitarra) interpretano le canzoni della tradizione popolare toscana ed altre.&lt;br /&gt;Ore 22,30 il cantautore Giovanni Gandino canta De André e le canzoni di lotta&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il sabato e la domenica l’Apericena comincia alle ore 20.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Saranno presenti con i propri stands i comitati dei movimenti di difesa dell’ambiente e dei territori&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5769388801261935715?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5769388801261935715/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5769388801261935715' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5769388801261935715'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5769388801261935715'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/torino-lune-rosse-destate-8910-luglio.html' title='Torino: Lune Rosse d&apos;Estate 8/9/10 luglio'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-4oNWu9GBmBE/TgxNvxbIxZI/AAAAAAAAA1c/MvaUuuF3xQc/s72-c/manifestoTorinoUL_preview.gif' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1073925662750386789</id><published>2011-06-29T05:08:00.000-07:00</published><updated>2011-06-29T05:14:18.187-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>A FIANCO DEI LAVORATORI DELLA BC ELETTROFORNITURE</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-ArEvxqJG7Bw/TgsWsTIGSwI/AAAAAAAAA1U/LaWpQ6RClQE/s1600/imagesCA90UNU3.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 194px; height: 259px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-ArEvxqJG7Bw/TgsWsTIGSwI/AAAAAAAAA1U/LaWpQ6RClQE/s320/imagesCA90UNU3.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623613510006491906" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Da qualche giorno i lavoratori della ditta BC Elettro Forniture (ex Franchetti , ex Elettropal) che operava in un appalto di AEM Distribuzione, sono in presidio presso la sede di St. Pianezza per  denunciare la grave situazione che si è determinata.&lt;br /&gt;Sono lavoratori che operano da anni sulla rete di distribuzione elettrica di AEMD, che hanno maturato perciò un buon profilo professionale ed una buona conoscenza degli impianti, e perdono il lavoro perché subentra un’altra ditta.&lt;br /&gt;La situazione dei lavoratori oggi in lotta per il posto di lavoro è emblematica di un sistema che va cambiato.&lt;br /&gt;E’ sempre più diffusa nelle aziende, pure in quelle ancora a controllo pubblico, l’appalto a ditte esterne anche di attività di esercizio o di manutenzione ordinaria, cioè di attività continuative e non estemporanee. Alcune modifiche di norme legislative consentono alle aziende di appaltare interi rami di produzione, o presunti tali, in modo più che disinvolto, anche senza ragioni logiche dal punto di vista organizzativo o, nel caso di aziende di servizio pubblico, dalla efficienza del servizio reso. &lt;br /&gt;Le ditte esterne impegnate, molte volte non rispondo a particolari specializzazioni professionali o di attrezzature, ma servono semplicemente a impiegare una mano d’opera pagata meno.&lt;br /&gt;Tale mano d’opera, meno costosa perché generalmente sottoinquadrata, è più difficilmente organizzabile sindacalmente e quindi, meno tutelata e più sfruttabile, è sempre a rischio di uso e getta.&lt;br /&gt;Inoltre, il sistema degli appalti e delle esternalizzazioni, produce la divisione dei lavoratori, e con ciò l’indebolimento anche dei lavoratori della Società Appaltante. Ci sono contratti diversi che impediscono di avere tutti assieme più forza per difendersi dai peggioramenti delle proprie condizioni e/o conquistarne di migliori.&lt;br /&gt;Quando nello stesso luogo (e spesso per lo stesso lavoro) vi sono regole e condizioni diverse, è molto più facile per il padrone mettere i lavoratori in concorrenza tra loro. Quelli più deboli, sottoposti ad orari più lunghi, carichi di lavoro più onerosi e paghe più basse spesso non possono che accettare le condizioni imposte. Quelli più tutelati, si vedono erodere man mano la propria forza contrattuale, perché il padrone può, più o meno esplicitamente, mostrar loro che è possibile svolgere le medesime attività a condizioni per lui più vantaggiose. &lt;br /&gt;Non di rado la divisione tra il lavoratori è giocata sulle diverse nazionalità di appartenenza. Anche qui il meccanismo è lo stesso: la non coesione tra i lavoratori produce una competizione che permette al padrone di sfuttare al massimo la manodopera nei momenti buoni, e di liberarsi senza troppi problemi di una parte di essa nei momenti di difficoltà.&lt;br /&gt;Quindi, la solidarietà tra i lavoratori non risponde solo a ragioni di carattere etico o morale (che pure esistono), ma è direttamente funzionale alla salvaguardia degli interessi comuni che può essere efficacemente effettuata solo se si contrastano le divisioni.&lt;br /&gt;Questo modo di appalto facile  espone anche a situazioni di impiego di ditte assai poco trasparenti. Il rischio è che a patirne le conseguenze siano solo i lavoratori. Gli imprenditori lestofanti hanno sempre qualche appiglio legislativo che li salva.&lt;br /&gt;Sinistra Critica è a fianco dei lavoratori che difendono il loro posto di lavoro&lt;br /&gt;Vanno cercate soluzioni che ricollochino tutti a un lavoro certo,  per evitare altre divisioni&lt;br /&gt;Sosteniamo le iniziative sindacali che verranno portate avanti&lt;br /&gt;Sinistra Critica prosegue la denuncia del sistema degli appalti e delle esternalizzazioni che hanno lo scopo di dividere i lavoratori,  per poterli sfruttare meglio e licenziarli più facilmente quando non servono più.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica di Torino, sezione lavoro&lt;br /&gt;Torino, 22 giugno 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1073925662750386789?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1073925662750386789/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1073925662750386789' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1073925662750386789'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1073925662750386789'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/fianco-dei-lavoratori-della-bc.html' title='A FIANCO DEI LAVORATORI DELLA BC ELETTROFORNITURE'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-ArEvxqJG7Bw/TgsWsTIGSwI/AAAAAAAAA1U/LaWpQ6RClQE/s72-c/imagesCA90UNU3.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8504034812887293501</id><published>2011-06-28T07:20:00.000-07:00</published><updated>2011-06-28T07:22:25.654-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Tav'/><title type='text'>L’ordine regna alla Maddalena, ma non in Val di Susa e nel paese</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-cbankr_jBRg/Tgnjl0r7aKI/AAAAAAAAA1M/paReoV4u9Ks/s1600/notav2_preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 164px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-cbankr_jBRg/Tgnjl0r7aKI/AAAAAAAAA1M/paReoV4u9Ks/s320/notav2_preview.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623275848686332066" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La massiccia e violenta operazione delle forze dell’ordine cominciata questa mattina contro il presidio No-Tav alla Maddalena di Chiomonte ha ristabilito l’ordine “manu militari”, consegnando la località nelle mani distruttive dei costruttori delle grandi opere. Circa 2500 agenti hanno assaltato il presidio facendosi largo con ruspe, cingolati e un fitto lancio di gas lacrimogeni. I No Tav sono stati inseguiti fin sopra i sentieri della Maddalena.&lt;br /&gt;Ma l’ordine non regna in val di Susa e nel paese. La reazione del popolo NO Tav non si è fatta attendere. L’indignazione è forte. In queste ore si stanno moltiplicando le iniziative di solidarietà. Sono in corso scioperi spontanei nelle fabbriche della val di Susa; è stata bloccata la statale 25 a Bussoleno. Nel corso della giornata sono previste iniziative di solidarietà nel capoluogo torinese, ma anche nel resto d’Italia.&lt;br /&gt;In Val di Susa si è materializzato nella sua drammaticità il nuovo asse Lega – Pd. Maroni, infatti, non ha fatto altro che eseguire gli ordini impartitigli dal Pd di Chiamparino e Fassino che nei giorni scorsi avevano richiesto al governo persino l’uso dell’esercito per iniziare finalmente i cantieri della Maddalena e ricevere così i finanziamenti europei. Le incertezze e le titubanze di Sel, pronto a discutere sull’opera, hanno del resto rafforzato l’azione del Pd, che dimostra il proprio volto, quello di partito a servizio dei poteri forti e di Confindustria.&lt;br /&gt;Colpendo il movimento No TAV, il governo di Berlusconi e il Pd insieme lanciano anche un attacco generale a tutti i movimenti, a coloro che difendono i beni comuni, l’ambiente, ma anche al movimento delle lavoratrici e dei lavoratori. Si tratta ora di reagire tutti insieme.&lt;br /&gt;Sinistra Critica esprime la totale solidarietà al popolo della val Susa, ai militanti NO TAV; si impegna a costruire attivamente una vasta e capillare azione di solidarietà al movimento No Tav a Torino e in tutto il paese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica Torino&lt;br /&gt;Sinistra Critica - Organizzazione per la Sinistra Anticapitalista&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8504034812887293501?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8504034812887293501/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8504034812887293501' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8504034812887293501'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8504034812887293501'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/lordine-regna-alla-maddalena-ma-non-in.html' title='L’ordine regna alla Maddalena, ma non in Val di Susa e nel paese'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-cbankr_jBRg/Tgnjl0r7aKI/AAAAAAAAA1M/paReoV4u9Ks/s72-c/notav2_preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-4941197674087076209</id><published>2011-06-28T07:16:00.000-07:00</published><updated>2011-06-28T07:19:10.350-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Tav'/><title type='text'>Tav, dieci anni dopo Genova</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-2HscwYPMtKA/Tgni2EMFUVI/AAAAAAAAA1E/BXb__E62Fig/s1600/tav-lacrimogeni.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-2HscwYPMtKA/Tgni2EMFUVI/AAAAAAAAA1E/BXb__E62Fig/s320/tav-lacrimogeni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623275028214010194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Contro i movimenti di massa il riflesso è sempre lo stesso. E il Pd che cerca di intestarsi i referendum e il vento dell'indignazione da che parte sta stavolta?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;Non c’è niente da fare. Certi riflessi non scompaiono mai. A pochi giorni dal decennale del G8 di Genova 2001, quello in cui fu ucciso Carlo Giuliani, le forze di polizia hanno dato oggi un’altra prova della loro potenza manganellando i manifestanti della Val di Susa, attaccandoli con i lacrimogeni, cariche, getti d’acqua. E non è un caso se l’ex capo della Digos di Genova ai tempi del controvertice, Spartaco Mortola, sia stato appenna nominato dirigente del compartimento Polfer di Torino, nonostante una condanna in secondo grado, in particolare tre anni e 8 mesi per l'irruzione alla scuola Diaz e a un anno e due mesi per l'induzione alla falsa testimonianza dell'allora questore di Genova Francesco Colucci. Mortola, del resto, era stato promosso Questore il 2 giugno scorso tra le proteste dei sindacati di polizia che chiedevano di attendere, almeno, l’esito del ricorso in Cassazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, appunto, certi riflessi sono duri a morire. Le cariche di oggi rilegittimano quelle di ieri perché hanno lo stesso impulso. Di fronte a una protesta popolare, massiccia e pacifica che non lascia scampo, non lascia spazio alle falsificazioni – “la Tav è sicura” – e scoperchia gli affari e i profitti che si nascondono dietro l’opera, la risposta è di nuovo il manganello.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;I manifestanti hanno appena detto di aver perso un round “ma non la guerra”. E dovrebbe sconfortare il fatto che siano costretti ad affrontare una “guerra” per difendere le proprie vite, il proprio territorio, il futuro dei propri figli. Una guerra dichiarata da un governo imbelle e inerme, incapace di fare alcunché, per le sue debolezze interne, ma ancora in grado di cercare coesione e compattezza caricando una manifestazione pacifica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma, crediamo, lo sconforto non ci sarà. Gli abitanti della Val di Susa hanno dimostrato da anni di saper resistere e lo faranno ancora e forse li aiuterà il vento nuovo che si respira nel Paese. Resta da vedere, però, che faranno quelle forze politiche, come il Pd, che di questo vento intendono essere i depositari ma che in Piemonte spingono per la repressione. Qui non è più tempo di facile antiberlusconismo: dopo le vittorie alle amministrative, quella sui referendum, è tempo di dire con chi si sta. Con l’acqua pubblica o privata? Con Marchionne o con gli operai? Con i “no Tav” o con la polizia che li manganella? Fassino, Bersani, Veltroni e compagnia cantando questa scelta devono farla, ora.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-4941197674087076209?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/4941197674087076209/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=4941197674087076209' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4941197674087076209'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4941197674087076209'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/tav-dieci-anni-dopo-genova.html' title='Tav, dieci anni dopo Genova'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-2HscwYPMtKA/Tgni2EMFUVI/AAAAAAAAA1E/BXb__E62Fig/s72-c/tav-lacrimogeni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-7390047133443302447</id><published>2011-06-28T07:02:00.000-07:00</published><updated>2011-06-28T07:15:12.116-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Tav'/><title type='text'>Assalto ai No Tav</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/--u8SWuCzllQ/Tgnh6ksRZGI/AAAAAAAAA08/9w-LdqfaILM/s1600/tav-chiomonte.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 240px;" src="http://3.bp.blogspot.com/--u8SWuCzllQ/Tgnh6ksRZGI/AAAAAAAAA08/9w-LdqfaILM/s320/tav-chiomonte.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5623274006146802786" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La polizia carica i manifestanti e rimuove i blocchi a Chiomonte. Scioperi spontanei della Fiom. "Abbiamo perso un round ma non la guerra" dichiarano i No Tav&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;11.30 11.30 Il sito NoTav.eu ringrazia tutti coloro si ritroveranno a manifestare solidarieta al movimento nelle varie piazze italiane, da Torino a Bologna, ma anche a Vicenza e Siena, tutti insieme per urlare NO TAV.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.31 TAV: FIOM, SCIOPERO SPONTANEO IN FABBRICHE METALMECCANICHE VAL SUSA&lt;br /&gt;Scioperi spontanei si sono registrati questa mattina in numerose fabbriche metalmeccaniche della Val Susa a seguito delle tensioni che si stanno verificando nei pressi del presidio della Maddalena, l'area di Chiomonte dove dovrebbero avere inizio i lavori per la realizzazione del tunnel geognostico propedeutico alla Torino-Lione. A darne notizia la Fiom torinese. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.30 ABBIAMO PERSO ROUND, NON LA GUERRA&lt;br /&gt;«Abbiamo perso un round, non la guerra». È il commento a caldo, dopo lo sgombero dell'accampamento dei No Tav a Chiomonte, del leader del movimento, Alberto Perino. «Oggi - dice - è andata come di pensava che andasse. Noi abbiamo resistito poi le forze dell'ordine hanno sparato migliaia di lacrimogeni. Adesso dobbiamo portare via tutti i materiali dalla Maddalena. Poi vedremo il da farsi, di certo non siamo sconfitti». &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;10.07 LA POLIZIA DICHIARA DEI FERITI&lt;br /&gt;Venticinque agenti delle forze dell'ordine sono rimasti feriti nelle operazioni per l'apertura del cantiere della Maddalana di Chiomonte (Torino) per la ferrovia Torino-Lione. Lo si apprende da fonti della Questura di Torino. Cinque agenti sono stati portati in ospedale in ambulanza; venti sono stati medicati sul posto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.52 PUNTO DI RITROVO A BUSSOLENO, SS 25 BLOCCATA&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;9.30 I manifestanti ripiegano per i boschi inseguiti dalle forze dell'ordine, si segnalano due feriti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8.50 RUSPA RIMUOVE BLOCCHI SU PERCORSO VERSO AREA MADDALENA&lt;br /&gt;La pala meccanica che ha sfondato la barricata della Centrale Idroelettrica, sta rimuovendo tutti gli ostacoli e i blocchi creati dai No Tav sulla strada dell'Avanà, che conduce all'area della Maddalena, dove è prevista la realizzazione del cantiere per la linea Torino-Lione. La pala è guidata da un agente di Polizia e finora sono state tolte due cancellate. Durante le operazioni sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. La colonna di poliziotti e carabinieri si è fermata dietro uno sbarramento di balle di paglia sul quale sono state poste bottiglie, che - secondo le Forze dell'ordine - potrebbero probabilmente contenere liquido infiammabile.&lt;br /&gt;Per ritardare l'azione delle forze dell'ordine i manifestanti hanno dato fuoco al penultimo sbarramento prima della sommità della Maddalena. Una densa colonna di fumo nero si è levata dalla strada dell'Avanà. I No Tav hanno tirato anche alcune pietre. Per disperderli le forze dell'ordine hanno lanciato una nuova batteria di lacrimogeni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;8.02 SFONDATA BARRICATA, LANCIATI LACRIMOGENI&lt;br /&gt;Le forze dell'ordine hanno sfondato la barricata eretta dai manifestanti No Tav alla centrale idroelettrica di Chiomonte (Torino). Sono stati lanciati alcuni lacrimogeni. Gli agenti stanno risalendo verso la Maddalena scortando una ruspa. (&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;7.30 ORDINANZA PREFETTURA TORINO PER AREA DELLA MADDALENA&lt;br /&gt;La Prefettura di Torino ha emesso un'ordinanza secondo la quale l'area della Maddalena di Chiomonte (Torino), occupata dagli attivisti che si oppongono alla realizzazione della linea ferroviaria ad alta velocità Torino-Lione, è nella disponibilità delle forze di Polizia. È quanto è stato comunicato agli amministratori locali che, al punto di accesso noto come 'Centrale idroelettricà, dove è stata creata una delle barricate, stanno trattando con le forze dell'ordine. Alla centrale sono accorsi un centinaio di attivisti. L'ordinanza - si è saputo - è stata emessa dal Prefetto di Torino lo scorso 22 giugno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4.50 AL PRESIDIO NO TAV SCATTA L'ALLARME&lt;br /&gt;Alle 4 e 30 è scattato l'allarme alla Maddalena di Chiomonte per l'imminente arrivo delle forze dell'ordine. A richiamare le centinaia di persone del movimento No Tav sono stati i fuochi d'artificio sparati dal piazzale, come era stato stabilito nella serata di ieri. Tutti si sono alzati dalle sedie o dai giacigli di fortuna e si sono diretti verso i punti del presidio dove sono state preparate le barricate. Numerose persone sono nascoste nei boschi nell'oscurità.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-7390047133443302447?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/7390047133443302447/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=7390047133443302447' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7390047133443302447'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7390047133443302447'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/assalto-ai-no-tav.html' title='Assalto ai No Tav'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/--u8SWuCzllQ/Tgnh6ksRZGI/AAAAAAAAA08/9w-LdqfaILM/s72-c/tav-chiomonte.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-9031891398076842500</id><published>2011-06-24T13:19:00.000-07:00</published><updated>2011-06-24T13:21:33.907-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>Egitto 2011 - La rivoluzione è possibile</title><content type='html'>&lt;iframe width="560" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/5FFs50NaY0w" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-9031891398076842500?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/9031891398076842500/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=9031891398076842500' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9031891398076842500'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9031891398076842500'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/egitto-2011-la-rivoluzione-e-possibile.html' title='Egitto 2011 - La rivoluzione è possibile'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/5FFs50NaY0w/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-742121393446115764</id><published>2011-06-24T13:15:00.000-07:00</published><updated>2011-06-24T13:18:48.563-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>DICHIARAZIONE FINALE DEL FORUM DI SOLIDARIETA’ ALLE RIVOLUZIONI ARABE.</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-onKq1mXf5IU/TgTxH0owGgI/AAAAAAAAA00/sJG_9rkB4y8/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 168px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-onKq1mXf5IU/TgTxH0owGgI/AAAAAAAAA00/sJG_9rkB4y8/s320/untitled.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5621883351556168194" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;CAIRO 3/5 GIUGNO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In un periodo storico unico in cui stiamo assistendo alle prime rivoluzioni popolari del 21° secolo e alla loro esplosione in diversi paesi della regione araba, con un enorme impatto regionale ed internazionale, il Cairo ha ospitato il Forum di Solidarietà alle rivoluzioni arabe. Hanno partecipato diverse forze di sinistra, anticapitaliste e persone provenienti dal nord e sud di tutto il mondo.&lt;br /&gt;Le sessioni del Forum sono state ricche di discussioni sulle esperienze delle attuali rivoluzioni e delle sfide da affrontare, così come le prospettive su come continuare ed estendere i processi rivoluzionai in atto. Le discussioni hanno riguardato il rapporto tra le rivoluzioni e la questione democratica, e questa quanto sia legata alla volontà di cambiamento sociale rivendicato dalla maggior parte delle persone anche attraverso forme di autogestione delle propria vita e del proprio destino.&lt;br /&gt;Oltre alle rivoluzioni in Egitto e Tunisia si è discusso anche delle principali questioni delle rivolte popolari in Siria, Yemen, Bahrein, Libia e di altri paesi arabi.&lt;br /&gt;Tra i partecipanti c’è stata condivisione sull’importanza del ruolo avuto dalla sinistra all’interno delle rivoluzioni e il suo impegno per la costruzione di forme organizzative per l’unità delle lotte, per la creazione di alleanze popolari come base per radicalizzare e rendere continuo il processo rivoluzionario e spingerlo in avanti nell’interesse delle classi popolari.&lt;br /&gt;Il Forum ha espresso il proprio sostegno assoluto alle rivoluzioni popolari contro tutti i regimi di tirannia e corrotti, senza alcune eccezione. Si fa carico della costruzione di reti regionali ed internazionali di solidarietà e sostegno alle rivoluzione arabe.&lt;br /&gt;Il Forum ha inoltre espresso la sua convinzione rispetto alla connessione tra lotta democratica dal basso e lotta sociale, e il legame tra l’antimperialismo e l’anticapitalismo.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda la specificità della rivoluzione libica, il Forum ha affermato il suo fermo sostegno al popolo libico, contro il regime criminale di Gheddafi. Condanna inoltre l’intervento militare imperialista in Libia, giustificato dal barbarico attacco di Gheddafi contro le pacifiche proteste popolari, chiedendo l’immediato arresto dell’intervento stesso.&lt;br /&gt;Infine, esprime la sua totale solidarietà alla lotta del popolo palestinese per ottenere i propri legittimi diritti contro lo stato sionista, che rimane la punta di diamante del progetto imperialista nella regione araba e parte integrante della controrivoluzione in atto.&lt;br /&gt;Viva la rivoluzione araba!&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-742121393446115764?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/742121393446115764/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=742121393446115764' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/742121393446115764'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/742121393446115764'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/dichiarazione-finale-del-forum-di.html' title='DICHIARAZIONE FINALE DEL FORUM DI SOLIDARIETA’ ALLE RIVOLUZIONI ARABE.'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-onKq1mXf5IU/TgTxH0owGgI/AAAAAAAAA00/sJG_9rkB4y8/s72-c/untitled.bmp' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8317755032102077484</id><published>2011-06-04T05:36:00.000-07:00</published><updated>2011-06-04T05:43:35.609-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Conferenza europea dei lavoratori dell’automobile</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-izH1dI0zZbE/TeooaHe9RLI/AAAAAAAAA0s/jkWgWTpGZbo/s1600/imagesauto%2B2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 192px; height: 123px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-izH1dI0zZbE/TeooaHe9RLI/AAAAAAAAA0s/jkWgWTpGZbo/s320/imagesauto%2B2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614344314621346994" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;RAPPORTO INTRODUTTIVO&lt;br /&gt;In Europa, ristrutturazioni e soppressioni di posti di lavoro si susseguono nell’industria automobilistica, uno dei settori in cui si combinano più acutamente le crisi economica, sociale ed ecologica del capitalismo. Ciò malgrado, l’industria automobilistica rimane in Europa uno dei settori industriali che impiegano, nelle fabbriche e negli uffici studi, il più grande numero di dipendenti.&lt;br /&gt;La recessione del 2008-2009, che ha causato su scala mondiale, e in particolare in Europa, Nord America e Giappone, cadute storiche della produzione di vetture, è per il momento passata.&lt;br /&gt;Dal 2010, la maggior parte delle multinazionali dell’auto sono tornate ai profitti, al prezzo di colpi portati all’occupazione, alle condizioni di lavoro e ai salari. In Europa, i fattori all’origine della recessione sono tuttora presenti e l’attuale ritorno ai profitti non significa l’uscita dalla crisi, in particolare per i salariati.&lt;br /&gt;L’aggressione costituita dalla soppressione di posti di lavoro non deve mascherare il fatto che l’industria dell’auto europea occupa nelle sue fabbriche e negli uffici studi tre milioni e mezzo di lavoratori, cioè un decimo di tutta l’industria manifatturiera europea. I fatti e i dati sono testardi: l’industria dell’auto in Europa non è un settore in via di estinzione. Livello dell’occupazione, salari, condizioni di lavoro e rapporti di forza con i lavoratori continuano a essere poste in gioco decisive per il padronato.&lt;br /&gt;Gli insediamenti industriali dell’industria dell’auto europea si sono costantemente estesi in senso geografico da cinquant’anni. Dopo i vecchi paesi imperialisti europei, sono stati la Spagna e il Portogallo a costituire negli anni 1970 nuovi territori di insediamento. Dopo gli anni 1990 è stata la volta dei paesi dell’Europa Centrale e dell’Est di essere i luoghi di costruzione delle nuove fabbriche. &lt;br /&gt;Negli anni 1960 e 1970, le principali fabbriche raggruppavano decine di migliaia di operai in Germania, Francia, Italia e Inghilterra. Questa concentrazione ha favorito la creazione di rapporti di forza che facevano del settore l’elemento avanzato delle lotte operaie. Gli scontri sociali continuano, ma all’opposto, con il pretesto della sua crisi, il padronato vuole fare dell’industria dell’auto l’esempio delle sue controriforme reazionarie. Appoggiandosi sulla paura della disoccupazione, il padronato attacca i diritti acquisiti e i contratti collettivi conquistati nei decenni precedenti.&lt;br /&gt;La recessione del 2008-2009 non è un semplice «incidente» dopo il quale tutta l’industria dell’auto riprende lo stesso corso con gli stessi luoghi di produzione e le stesse zone di vendita, gli stessi modi di sfruttamento dei lavoratori e le stesse società che vendono gli stessi prodotti. Bisogna esaminare le condizioni attuali dello sfruttamento dei lavoratori, con le loro forme tradizionali e le forme nuove, nel contesto della crisi che continua a minare tutte le economie capitaliste. Occorre mettere in comune le esperienze concrete nei diversi paesi europei e nelle diverse aziende per cominciare a costruire risposte comuni e coordinate.&lt;br /&gt;I nuovi territori di crescita dell’industria dell’auto sempre controllata dagli stessi gruppi.&lt;br /&gt;La mondializzazione capitalista dell’industria dell’auto è un processo di lungo periodo. Dai suoi inizi industriali le tecniche di produzione e le forme di sfruttamento dei lavoratori sono copiate con più o meno ritardo e con una tendenza all’internazionalizzazione crescente degli scambi. Dagli anni 1960, sono gli stessi gruppi nordamericani, giapponesi ed europei che controllano la produzione mondiale di auto. La mondializzazione non è un processo compiuto. Ogni zona geografica conosce evoluzioni differenziate, anche se le grandi recessioni hanno la tendenza a divenire sempre più sincronizzate. &lt;br /&gt;Il mercato americano è segnato fin dalle origini da forti e frequenti cadute , seguite da riprese spettacolari. Il mercato europeo aveva progredito molto più regolarmente nei decenni passati e le recessioni erano molto meno marcate. Anche il mercato asiatico progredisce. Non c’è alcun precedente storico di un aumento tanto forte della domanda in un continente: un aumento delle immatricolazioni annuali di nuovi veicoli di più di 7 milioni in cinque anni! Nemmeno gli Stati Uniti dell’immediato dopoguerra, nemmeno l’Europa degli anni 1950 avevano conosciuto un simile boom.&lt;br /&gt;Il fatto importante di questo inizio di secolo è proprio la crescita del mercato asiatico. Dal 2008 è il primo mercato mondiale. Il mercato cinese è arrivato in dieci anni al livello raggiunto da quello degli Stati Uniti in 80 anni! Nel 2010 i mercati , indiano, brasiliano e russo erano ancora al livello dei principali mercati europei occidentali, cioè tra 2 e 3 milioni di veicoli [ciascuno]. Conseguenza diretta di questa crescita, questi nuovi luoghi di produzione di massa di auto sono i luoghi dei nuovi scontri sociali. Gli scioperi operai degli ultimi mesi nelle fabbriche di auto cinesi testimoniamo della permanenza della lotta di classe al di là dei periodi e dei continenti. &lt;br /&gt;La recessione del 2008-2009 è cessata ma la crisi è sempre presente&lt;br /&gt;In questo contesto è sopraggiunta la violenta recessione del settore. Il massimo numero di vetture prodotte nel mondo era stato di oltre 73 milioni nel 2007. Il totale nel 2009 è stato di 61 milioni, cioè una riduzione di 12 milioni di veicoli, –17% tra il 2007 e il 2009. È una riduzione notevole, di un’ampiezza come non si era prodotta dopo la seconda guerra mondiale. I due precedenti choc petroliferi avevano avuto conseguenze molto più limitate: meno 5 milioni dal 1973 al 1975, meno 6 milioni dal 1979 al 1982.&lt;br /&gt;Si può veramente parlare, nel 2008-2009, di crollo della produzione negli Stati Uniti, il paese faro dell’auto dagli anni 1930. Il livello della produzione di auto negli Stati Uniti è stato nel 2009 lo stesso di prima del 1950. Nel 2010, l’aumento della produzione ha permesso appena di recuperare i livelli di produzione raggiunti negli anni 1960.&lt;br /&gt;In Europa, l’ampiezza della recessione è stata minore che negli Stati Uniti, e di intensità differente a seconda dei paesi. Nel Regno Unito e in Italia, le diminuzioni della produzione sono state di un’ampiezza uguale al crollo osservato negli Stati Uniti. In Germania e in Francia, gli «incentivi alla rottamazione», cioè sovvenzioni pubbliche all’acquisto di nuovi veicoli, hanno largamente permesso di mantenere il livello delle vendite. &lt;br /&gt;Se il livello delle vendite è stato mantenuto, non è la stessa cosa per i livelli di produzione. La più forte diminuzione della produzione, in confronto all’evoluzione del livello delle vendite, è stata in Francia. Tra i costruttori automobilistici europei, i francesi sono stati i più attivi ad approfittare della crisi per internazionalizzare la loro produzione.&lt;br /&gt;Dalla fine del 2010 è stato recuperato il livello di produzione del 2007, ma la cifra totale su scala mondiale nasconde una grande diversità geografica. Il recupero, ed anche l’aumento, della produzione di auto è stato ottenuto grazie agli aumenti osservati in particolare in Cina, e anche in India, Russia e Brasile. Al contrario, nei «vecchi» paesi automobilistici dell’Europa dell’Ovest, del Giappone e dell’America del Nord l’aumento della produzione osservato a partire dal 2010, non ha ancora compensato le diminuzioni osservate durante la recessione.&lt;br /&gt;La crisi di sovrapproduzione capitalista dell’industria dell’auto continua a infierire in Europa.&lt;br /&gt;La mondializzazione capitalista dell’industria dell’auto dà all’Europa un nuovo posto all’uscita dalla recessione del 2008-2009. La crisi in Europa è sempre presente, con una contraddizione crescente tra gli attacchi portati contro i lavoratori, e i profitti che ritornano verso le sedi sociali dei principali gruppi automobilistici europei, a partire dai guadagni realizzati in tutti i continenti. &lt;br /&gt;In Europa, la crisi dell’industria dell’auto continua ad avere le caratteristiche di una crisi di sovrapproduzione capitalista. L’Europa è la zona geografica del mondo dove la concorrenza è più acuta. Tutti i gruppi mondializzati – nord americani, europei, giapponesi e coreani – vi sono presenti per vendervi e produrre vetture. Al contrario, molte delle società europee sono assenti dall’America del Nord, e la produzione in Giappone è garantita dalle sole imprese nazionali, e il 99% delle vetture vendute in Corea del Sud sono fabbricate nel paese.&lt;br /&gt;In Europa, tutti i costruttori sono dunque presenti in una zona geografica nella quale le vendite di vetture hanno la tendenza a non aumentare più: dalla metà degli anni 1990, le vendite oscillano attorno alla cifra di 20 milioni di vetture. I paesi dell’Europa dell’Ovest conoscono questa fase di stabilizzazione dagli anni 1980 e gli aumenti delle vendite nei paesi dell’Europa centrale e orientale non sono abbastanza importanti da modificare la tendenza alla stabilizzazione. Il capitalismo funziona sotto la dittatura del «sempre di più»: più produzione per più profitti. Basta che la produzione di vetture non aumenti più in misura significativa in Europa perché l’industria dell’auto non abbia altro futuro che la crisi.&lt;br /&gt;La tendenza alla stabilizzazione delle vendite di auto in Europa è strutturale. I tassi di motorizzazione nei paesi dell’Europa dell’Ovest hanno raggiunto livelli che non saranno più superati. L’acquisto di vetture nuove è sempre più riservato alle frazioni più ricche e anziane della popolazione. L’austerità salariale che infierisce ovunque in Europa peserà ancor più sulle possibilità di acquisto dei salariati. E l’uso delle vetture diventa sempre più difficile con il petrolio sempre più raro e caro e l’attenzione portata al riscaldamento del clima, di cui il trasporto individuale in auto è una delle cause principali.&lt;br /&gt;Di fronte a tale situazione, la politica capitalista classica è di ricercare sbocchi altrove. Questa via d’uscita è bloccata per quanto riguarda la produzione materiale delle vetture. Gli stessi gruppi controllano la produzione in Europa e negli altri continenti, e utilizzeranno sempre meno l’Europa come piattaforma per l’esportazione di vetture finite verso altre parti del mondo. &lt;br /&gt;Non aumento della produzione in Europa e presenza di tutti i gruppi automobilistici che si fanno una concorrenza esacerbata: ecco le cause della sovrapproduzione capitalista. Le capacità produttive sono utilizzate solo per i due terzi. Questo indicatore è fornito dagli stessi costruttori automobilistici europei. Anche se questi possono gonfiare le cifre per meglio giustificare le chiusure di fabbriche e le soppressioni di posti di lavoro, questa è la realtà. E la situazione si aggrava poiché i costruttori continuano a investire: è la logica della concorrenza e della maggiore produttività che agisce. Ogni impresa vuole disporre di impianti più produttivi e redditizi di quelli dei concorrenti, e tanto peggio per le capacità di produzione globale non utilizzate. Nuovi impianti e fabbriche trasformate o nuove servono a mettere in funzione macchinari più produttivi e allo stesso tempo a spezzare i collettivi di lavoro. I collettivi di lavoro forniscono la base dei collettivi di resistenza che si sono costituiti attraverso micro resistenze che si costruiscono nel corso della presenza in officina. Una nuova fabbrica e un nuovo impianto: è l’occasione e l’obiettivo per distruggere questi collettivi e imporre condizioni di lavoro più rigorose.&lt;br /&gt;Concorrenza generalizzata e delocalizzazioni&lt;br /&gt;«L’Europa automobile» è immersa nella mondializzazione capitalista. La prima conseguenza è la crescita degli scambi. Contrariamente ai discorsi nazionalistici diffusi in Europa, lo sviluppo degli scambi di automobili si fa in tutti i sensi, dall’Europa verso il resto del mondo e reciprocamente, e anche tra paesi dell’Europa. Ciò che caratterizza tale crescita degli scambi è una concorrenza generalizzata tra imprese, costruttori, componentisti, fabbriche e paesi su scala mondiale. Le delocalizzazioni industriali osservate nei paesi dell’Europa occidentale sono il prodotto di questo fenomeno globale. &lt;br /&gt;L’industria dell’auto non è nella situazione di altri settori industriali , ad esempio del tessile, dove la produzione è stata massicciamente delocalizzata verso paesi a bassi salari. L’Europa continua ad essere un continente da dove vetture prodotte vengono esportate. Le imprese dell’Unione ’Europea hanno tratto profitto dalla mondializzazione capitalista. Mentre il decennio 1990-2000 aveva visto un debole aumento degli scambi, questi si sono moltiplicati per più di tre volte nel decennio 2000-2010&lt;br /&gt;L’Europa è una zona geografica esportatrice e il risultato non è dovuto principalmente ai paesi dell’Europa Centrale e Orientale dove i salari sono effettivamente più bassi: il principale paese esportatore di automobili verso il resto del mondo è la Germania. Al contrario, Francia, Italia e Inghilterra hanno saldi negativi e importano più vetture di quante ne esportino. &lt;br /&gt;Altro dato da tenere presente, ad esempio per la Francia, il deficit più importante in termini di scambi del commercio estero, non è verso i paesi a bassi salari, ma verso la Germania. I fatti sono testardi: è principalmente la concorrenza tra le imprese capitaliste nei paesi più ricchi all’origine degli scambi di automobili tra i paesi e le zone geografiche, e degli squilibri (di che?) crescenti a detrimento dei salari.&lt;br /&gt;Bisogna anche notare che i record di produzione di vetture osservati in Cina sono soprattutto a destinazione di quel paese. Senza giudizi prematuri su quel che avverrà nei prossimi anni, oggi non c’è quasi esportazione di vetture prodotte in Cina a destinazione dell’Europa o dell’America del Nord. I gruppi automobilistici, in prima fila tra i quali il gruppo tedesco Volkswagen, investono in Cina in società con imprese capitaliste cinesi, per produrre a destinazione della Cina e di altri paesi asiatici. Attualmente le vetture cinesi non invadono le strade delle città europee. &lt;br /&gt;In effetti, come gli scambi di automobili sono in tutte le direzioni geografiche, anche le minacce di delocalizzazione non sono a senso unico. I ricatti praticati in Francia o in Italia, sono efficaci anche nei paesi dell’Europa Centrale. In Polonia, Fiat e General Motors Opel mettono in concorrenza le fabbriche polacche con quelle di altri paesi europei.&lt;br /&gt;Il confronto di esperienze è particolarmente indispensabile su questa questione: contro il ripiegamento nazionalistico di ciascuno, la lotta contro le delocalizzazioni impone di rispondere all’internazionalizzazione padronale con atti di solidarietà tra lavoratori.&lt;br /&gt;Strategie padronali europee differenziate&lt;br /&gt;La mondializzazione capitalista si applica a tutti i costruttori di auto. Ma ogni società si internazionalizza secondo modalità che le sono proprie. Tra i gruppi europei si deve constatare che le strategie seguite dai gruppi Renault e Fiat si distinguono da quelle di Volkswagewn o PSA [Peugeot Citroën].&lt;br /&gt;La Renault è stata un’impresa nazionalizzata fino al 1994. La sua privatizzazione è stata attuata dai diversi governi di destra e del partito socialista. Nel 2000, la Renault privatizzata ha stretto un’alleanza capitalistica con il gruppo giapponese Nissan. L’alleanza Renault Nissan tende a prendere le distanze dalla base storica della Renault. La sede finanziaria dell’alleanza è situata nei Paesi Bassi, per ragioni fiscali, ma anche per affrancarsi da un controllo troppo stretto del governo francese, che rimane un azionista con il 15% del capitale della Renault. La conseguenza è un’internazionalizzazione a marce forzate della Renault, tanto dal punto di vista degli azionisti quanto delle attività produttive. L’alleanza Renault Nissan si è squilibrata a vantaggio della Nissan, diventata l’impresa più redditizia. I profitti dichiarati dalla società Renault provengono in gran parte dai dividendi versati dai profitti della società Nissan.&lt;br /&gt;La Fiat [auto], uscita da uno dei più grandi gruppi industriali italiani, ha stretto un’alleanza con la Chrysler ed è in procinto di acquistarne il controllo di maggioranza. Sarà un nuovo gruppo, del quale la vecchia Fiat sarà solo più una componente. La politica dell’attuale AD della Fiat è manifestamente di liberarsi dalla sua base storica italiana per inserirla nella politica di un gruppo mondializzato. Se la sua recente minaccia di non investire in Italia era per molti aspetti solo un ricatto, però traduceva anche questa volontà di costruire un nuovo gruppo sempre meno dipendente dall’Italia.&lt;br /&gt;Gli orientamenti della Renault e della Fiat, che puntano a costruire nuovi gruppi e alleanze autonome in rapporto ai loro paesi e Stati di origine, sono problematici. L’esperienza della recessione di due anni fa ha dimostrato che i governi borghesi erano molto utili, in definitiva, nel comportarsi come “polizze casco” [assicurazioni contro tutti i rischi] per imprese e padroni in fallimento. E la volontà di indipendenza degli attuali dirigenti della Fiat e della Renault si scontra con questa realtà.&lt;br /&gt;I lavoratori della Fiat e della Renault sono i primi a essere colpiti da questa politica, con la diminuzione di posti di lavoro in Europa e in particolare nei loro paesi di origine storica.&lt;br /&gt;Il primo costruttore europeo di auto, Volkswagen VAG, e il gruppo francese PSA, sono anch’essi immersi nella mondializzazione capitalista. Il gruppo VAG è presente in tutti i continenti, produce e vende più vetture in Cina che in Germania. La Volkswagen ha acquistato un notevole numero di altre imprese, soprattutto europee. Ma, contrariamente a Renault e Fiat, non si tratta di alleanze più o meno equilibrate. L’azionariato della Volkswagen ha sempre conservato il suo intero potere di proprietà e di decisione. I marchi acquistati erano tutti più piccoli. E si deve constatare che il legame mantenuto tra il gruppo VAG e il suo Stato di riferimento, la Germania, gli ha permesso di garantire il suo sviluppo mondializzato.&lt;br /&gt;Con una dimensione più ridotta del gruppo VAG, la PSA appartiene da oltre un secolo alla stessa famiglia di capitalisti che ha una parte importante nei dispositivi politici della borghesia francese. La famiglia proprietaria di Peugeot e di PSA si è finora rifiutata di dissolvere i propri diritti di azionariato in conglomerati più ampi. E la PSA mantiene in Francia una parte più importante della sua attività produttiva che quella della sua concorrente privatizzata Renault.&lt;br /&gt;Queste disparità di strategia padronale non sono necessariamente durevoli. Per quanto riguarda la Francia, la Renault, uscita da una nazionalizzazione effettuata dopo la seconda guerra mondiale, era un’impresa nella quale i lavoratori erano meglio organizzati in potenti sindacati. Al contrario, nelle fabbriche Peugeot e Citroën regnavano sindacati «della casa», venduti al padronato. E la Renault è oggi in testa nella diminuzione della produzione di auto in Francia.&lt;br /&gt;Ma per i lavoratori, la questione è di superare ognuna delle esperienze parziali derivanti dallo sfruttamento praticato in ogni società per  costruire un fronte di lotta tutti assieme.&lt;br /&gt;Caduta dell’occupazione e dispersione materiale delle attività produttive&lt;br /&gt;L’industria dell’auto è controllata da solo alcuni gruppi. Ognuna delle crisi che hanno ritmato la storia di questa industria ha comportato nuove fusioni e ristrutturazioni tra società. La concentrazione di capitale del settore aumenterà ancora. Ma, elemento nuovo che crescerà ancora con la crisi, questo fenomeno si accompagna, in particolare in Europa, a uno smembramento dei processi materiali e umani di produzione.&lt;br /&gt;Il tempo delle grandi cittadelle operaie di varie decine di migliaia di operai fa parte del passato in Europa. Solo il sito della Volkswagen, a Wolfsburg, occupa più di 50.000 salariati. La taglia media delle altre fabbriche automobilistiche europee più importanti è attorno ai 10.000. La produzione di auto si disperde sempre più tra fabbriche di assemblaggio, qualche fabbrica meccanica di motori, gli stabilimenti della componentistica e i subappaltatori di diverso rango.&lt;br /&gt;In Europa, la caduta dell’occupazione nell’industria dell’auto non è cominciata con l’ultima recessione. Fiat, Renault e PSA ne sono i campioni. In primo luogo è la conseguenza dei processi di automazione nelle fabbriche e delle ristrutturazioni e concentrazioni che riguardano tutta l’industria dell’auto. Storicamente, l’internazionalizzazione degli scambi e la crisi degli sbocchi sono sopraggiunte solo più tardi. Questo perché una vera soluzione alla soppressione di posti di lavoro non sta in un ipotetico aumento della produzione ma in una riduzione del tempo di lavoro che permetta di suddividere il lavoro disponibile tra tutti. &lt;br /&gt;Meno di un quarto del valore di un’auto è oggi prodotto direttamente dal costruttore che mette la sua etichetta sul prodotto finito, mentre questa proporzione era della metà nel 1990. A lato dei costruttori veri e propri, i produttori di componenti sono in una fase attiva di concentrazione e ristrutturazione.&lt;br /&gt;Il terremoto e lo tsunami che hanno devastato il Giappone hanno messo in evidenza la dipendenza di molto costruttori europei dalle parti elettroniche prodotte in Giappone e installate nelle vetture prodotte nelle fabbriche europee. La conseguenza più visibile è stato il blocco della produzione in numerose fabbriche europee per la mancanza di componenti prodotte a molte migliaia di chilometri di distanza.&lt;br /&gt;I lavoratori delle imprese subappaltatrici, fornitrici dei componentisti o dei costruttori, sono stati i primi colpiti perché è là che era più «facile» chiudere una fabbrica. Il fenomeno delle delocalizzazioni è particolarmente intenso nelle imprese subappaltatrici: i sevizi acquisti dei grandi gruppi dell’auto procedono a delle aste tanto più mondializzate in quanto le parti acquistate sono facilmente trasportabili.&lt;br /&gt;In Francia, l’attualità sociale è ritmata dalle lotte sparse di piccole e medie imprese sotto i colpi di chiusure decretate da stati maggiori lontanissimi. In ogni fabbrica attaccata in questo modo, anche se appartiene alla filiera dell’auto, si è lontani dal prodotto auto finito. L’individuazione dei grandi costruttori come mandanti, cioè come responsabili delle soppressioni di posti di lavoro, è la condizione per allargare il movimento a tutto il settore. Ad esempio, una lunga mobilitazione dei lavoratori a Bordeaux in Francia, ha costretto Ford Europa a reinvestire in una fabbrica che aveva venduto due anni fa e a promettere il mantenimento di 1000 posti di lavoro.&lt;br /&gt;Quale congiunzione tra urgenza climatica e movimento operaio?&lt;br /&gt;La questione della congiunzione in Europa tra il movimento sociale che ha iniziato a emergere sull’urgenza climatica e il movimento operaio del settore auto è una questione che abbiamo di fronte. In questo ambito non si può concepire alcuna priorità. Non è possibile subordinare le resistenze necessarie e urgenti agli attacchi contro l’occupazione, i salari e le condizioni di lavoro, a un accordo e una comprensione condivisa delle dimensioni ecologiche della crisi che colpisce l’industria dell’auto.&lt;br /&gt;È l’interesse finanziario che guida il comportamento dell’industria dell’auto. Poco importa che il trasporto su strada – automobili e mezzi pesanti – sia il settore che da dieci anni ha aumentato di più le emissioni di ossido di carbonio. In compenso, il rincaro irreversibile del prezzo del petrolio e la sua fine come fonte di energia abbondante costringono l’industria dell’auto a elaborare altre soluzioni. Non si tratta del benessere dell’umanità ma di un punto di vista strettamente finanziario. I costruttori, dopo decenni senza investimenti seri in questi campi, cominciano a preparare veicoli a motore ibrido, e veicoli elettrici. Quel che non hanno fatto negli anni della crescita – attenti soprattutto a passare dividendi agli azionisti – pretendono di farlo adesso. Ma la crisi dell’industria dell’auto non sarà risolta con ricette tecnologiche. Nella maggior parte dei paesi europei, l’elettricità è prodotta da centrali termiche che funzionano a petrolio e a carbone e, in Francia, con centrali nucleari rimesse in discussione dalla catastrofe giapponese di Fukushima. Questo tipo di soluzione tecnologica non è una risposta ai fattori strutturali della crisi dell’auto.&lt;br /&gt;Mentre i trasporti collettivi vengono privatizzati e si degradano, la battaglia per la conservazione di un servizio accessibile a tutti fa parte dell’urgenza sociale. Certo, nuovi mezzi di trasporto collettivi e semi-collettivi sono da inventare. Le risorse di questa invenzione sociale esistono prima di tutto tra i lavoratori del settore. Ma come credere che questa creatività possa manifestarsi senza un controllo operaio sulla produzione, e uno scontro con un padronato al quale non interessa l’utilità sociale delle merci che vende sul mercato.&lt;br /&gt;Come nota Lars Henriksson, operaio svedese della fabbrica Volvo, «Se non facciamo niente su questo e aspettiamo soltanto che altri se ne incarichino, ci sono molte probabilità che ci ritroveremo presto tutti senza lavoro. Trasformare la produzione automobilistica può sembrare un compito impossibile per noi che lavoriamo al livello più basso dell’impresa. Ma la verità è piuttosto che noi siamo i soli a poterlo fare! Non possiamo aspettarci nessun aiuto e nessuna soluzione da parte dei padroni.» &lt;br /&gt;Nessuno spazio tra la subordinazione alla crisi e lo scontro con il capitale&lt;br /&gt;Con il pretesto della crisi, ovunque in Europa il padronato è all’offensiva nel settore auto. I periodi precedenti avevano visto la conclusione di contratti collettivi e di accordi di settore. Erano testimonianze del rapporto di forze che il movimento operaio era riuscito a imporre attraverso tutta una storia di lotte operaie e sindacali.&lt;br /&gt;Le presenze e gli orientamenti nelle fabbriche e nelle imprese erano diversi. C’erano semplici officine «della casa», direttamente alla dipendenza del padronato, per controllare i lavoratori dall’officina alla casa passando per il tempo libero. C’erano sindacati che coprivano le politiche padronali ma volevano disporre di un vero potere negoziale con il padronato. E si sono sempre mantenuti orientamenti più combattivi che mantenevano l’indipendenza del movimento operaio, e correnti che si iscrivevano nella prospettiva del’autorganizzazione dei lavoratori e di una lotta di classe senza concessioni.&lt;br /&gt;Tali disparità di posizioni sono sempre meno possibili. Il padronato ha impegnato una lotta aperta per espellere dalle fabbriche tutto ciò che non è subordinazione alla crisi. Tramite nuove forme di organizzazione del lavoro, costrizioni imposte dal “just in time”, c’è una nuova caccia ai tempi morti e alle pause, un’intensificazione e un aggravamento delle condizioni di lavoro.&lt;br /&gt;Perciò c’è sempre meno spazio per le posizioni intermedie del movimento operaio: lo scontro tra il movimento operaio e il padronato non può essere evitato di fronte all’offensiva di quest’ultimo. È quanto rivela l’aggressione portata dalla Fiat Mirafiori a Torino contro la FIOM.&lt;br /&gt;La pratica dei «referendum ricatto» si generalizza: Fiat a Torino, General Motors a Strasburgo, Nissan in Catalogna, Continental in Midi-Pirenei in Francia. È una vera ondata, che ricorre in tutti questi casi alle stesse ricette: aggirare i sindacati rappresentativi per rivolgersi direttamente ai lavoratori condizionati dallo stesso ricatto padronale: o la rimessa in discussione delle conquiste o la chiusura della fabbrica.&lt;br /&gt;È urgente una controffensiva tutti assieme contro le politiche padronali. Ma non si fa per decreto. I grandi gruppi dell’auto sanno come sviluppare la concorrenza tra loro e allo stesso tempo coordinare, su scala nazionale, europea e mondiale, le loro pratiche politiche verso i salariati. Il coordinamento effettivo delle lotte e delle resistenze tra lavoratori dovrebbe essere messo all’ordine del giorno di tutto il movimento operaio in Europa.&lt;br /&gt;Cominciamo con la condivisione e gli scambi di esperienze di lotta, la discussione sulle rivendicazioni, il rifiuto di coprire la crisi dei capitalisti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8317755032102077484?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8317755032102077484/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8317755032102077484' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8317755032102077484'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8317755032102077484'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/conferenza-europea-dei-lavoratori.html' title='Conferenza europea dei lavoratori dell’automobile'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-izH1dI0zZbE/TeooaHe9RLI/AAAAAAAAA0s/jkWgWTpGZbo/s72-c/imagesauto%2B2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-4885114994842020705</id><published>2011-06-04T05:29:00.000-07:00</published><updated>2011-06-04T05:34:38.065-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Dichiarazione della Conferenza europea dei/delle lavoratori/lavoratrici dell’industria automobilistica</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-VVkh1bONgwo/TeomVX-dBNI/AAAAAAAAA0k/5pAEZGGDe9k/s1600/imagesauto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 275px; height: 183px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-VVkh1bONgwo/TeomVX-dBNI/AAAAAAAAA0k/5pAEZGGDe9k/s320/imagesauto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5614342034125817042" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Una conferenza europea dei lavoratori dell’auto, tenuta ad Amsterdam il &lt;br /&gt;28 e 29 maggio 2011, ha riunito militanti venute/i da Polonia, Italia, Spagna Francia, Svezia, Russia e Stati Uniti, occupate/i nelle fabbriche Fiat Italia, Fiat Polonia, Ford Francia, Ford Spagna, Opel Polonia, Renault Francia, Renault Spagna, PSA, Volvo-Trucks, Seat e Volkswagen.&lt;br /&gt;Impegnati/e nelle lotte sindacali e politiche, abbiamo valutato l’ampiezza degli attacchi coordinati condotti dal padronato dell’auto contro i lavoratori e le lavoratrici. Ovunque in Europa, subiamo le stesse offensive contro l’occupazione, le condizioni di lavoro e i salari. La pratica dei referendum-ricatto – che cercano di fare accettare la rimessa in discussione dei contratti collettivi ottenuti nei decenni precedenti – si generalizza.&lt;br /&gt;La politica della Fiat può prefigurare la politica di tutto il padronato dell’auto. In questa volontà di rimessa in discussione dei diritti acquisiti, le offensive padronali riguardano anzitutto i sindacati che si oppongono direttamente alla loro politica, ma si estende oggi all’insieme del diritto del lavoro e delle organizzazioni sindacali.&lt;br /&gt;La mondializzazione capitalista dell’industria dell’auto organizza la produzione di automobili su tutti i continenti in funzione dei soli imperativi della massimizzazione dei profitti. Contro questa politica e il veleno nazionalista che divide i lavoratori mettendoli gli uni contro gli altri, la solidarietà internazionale è più che mai all’ordine del giorno. Il movimento operaio non è oggi all’altezza degli attacchi padronali. L’urgenza è la costruzione di lotte comuni.&lt;br /&gt;Dalle resistenze alle lotte offensive, il cammino passa per l’informazione, gli scambi di esperienze di lotta dei/delle lavoratori/lavoratrici dell’auto e lo sviluppo delle iniziative di solidarietà. Abbiamo deciso di mettere in campo una rete permanente di informazione aperta a tutte le correnti e i/le militanti che rifiutano di subire la crisi del padronato dell’auto. Facciamo appello alla convergenza con le iniziative già esistenti che vanno nello stesso senso.&lt;br /&gt;Questa riunione si è tenuta nel momento in cui i raduni degli “indignati” nelle città dello Stato spagnolo si scontravano con la repressione poliziesca. Affermiamo la nostra totale solidarietà con queste mobilitazioni. La resistenza dei lavoratori e delle lavoratrici dell’auto deve unirsi con tutti i movimenti europei di rimessa in discussione dell’ordine stabilito, della precarietà e della crisi che ci impone il capitalismo.&lt;br /&gt;Amsterdam, 29 maggio 2011&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Firme : Boguslaw Zietek (présidente do WZZ “Sierpien 80“, Sindacato libero “Agosto 80“, Polonia), Franciszek Gierot (WZZ “Sierpien 80“, Fiat Auto Poland, Polonia), Zbigniew Pietras (WZZ „Sierpień 80”, General Motors Manufacturing Poland – Opel, Polonia), Adriano Alessandria (Delegato sindacale FIOM-CGIL Lear Corporation - Grugliasco, Italia), Pasquale Loiacono (Delegato sindacale FIOM-CGIL - carrozzerie Mirafiori, Torino, Italia), Federation de sindicatos de la Industrie métallurgie FESIM-CGT (Spagna), Sindicato de Trabajadores del Metal-Confederacion Intersindical (Sindacato dei metallurgici-Confederazione Intersindacale, Spagna), Gunnar Pettersson (IF Metall Volvo-Trucks, Umea, Svezia), Gilles Cazin (militando CGT Renault Cléon, militando NPA, Francia), Didier Laforêts (Militando CGT Renault Cléon, militando NPA, Francia), Dianne Feeley (Autoworkers Caravan, USA), Olga Masson (Interregional Trade Union of Autoworkers, Russia), Philippe Poutou (militando CGT Ford Blanquefort, militando NPA, Francia).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-4885114994842020705?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/4885114994842020705/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=4885114994842020705' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4885114994842020705'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4885114994842020705'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/06/dichiarazione-della-conferenza-europea.html' title='Dichiarazione della Conferenza europea dei/delle lavoratori/lavoratrici dell’industria automobilistica'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-VVkh1bONgwo/TeomVX-dBNI/AAAAAAAAA0k/5pAEZGGDe9k/s72-c/imagesauto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5902473476930021758</id><published>2011-05-22T14:04:00.000-07:00</published><updated>2011-05-22T14:06:23.830-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><title type='text'>Elio per i referendum per l'acqua pubblica</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/vuOP7H74oHc" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5902473476930021758?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5902473476930021758/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5902473476930021758' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5902473476930021758'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5902473476930021758'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/elio-per-i-referendum-per-lacqua.html' title='Elio per i referendum per l&apos;acqua pubblica'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' 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rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2869760003008874396' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2869760003008874396'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2869760003008874396'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/2-si-per-lacqua-bene-comune-spot.html' title='2 Sì per l&apos;Acqua Bene Comune - Spot referendum'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/B8IittY58_s/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-812907860944535902</id><published>2011-05-20T04:05:00.000-07:00</published><updated>2011-05-20T04:08:40.685-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='No Tav'/><title type='text'>21 MAGGIO 2011 MARCIA NO TAV RIVALTA RIVOLI</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-iRWNt_-_ATY/TdZLZbx1VEI/AAAAAAAAA0Y/Pc5Uul-CZIk/s1600/marcia%25252021_5_11.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 271px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-iRWNt_-_ATY/TdZLZbx1VEI/AAAAAAAAA0Y/Pc5Uul-CZIk/s400/marcia%25252021_5_11.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608753286262117442" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' 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Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-iRWNt_-_ATY/TdZLZbx1VEI/AAAAAAAAA0Y/Pc5Uul-CZIk/s72-c/marcia%25252021_5_11.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5198970842195789601</id><published>2011-05-20T04:01:00.000-07:00</published><updated>2011-05-20T04:04:50.665-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>"Spanish revolution"</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-K7jukRc76l4/TdZKys0gaCI/AAAAAAAAA0Q/7WScUmENZ3s/s1600/indignados.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 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Gli "indignados" occupano il centro di Madrid al grido di "La rivoluzione è possibile". E sperimentano i "campi base"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Carlos Sevilla &lt;br /&gt;Viento Sur &lt;br /&gt;Non è bastata la pioggia, caduta insistente durante la notte, né il divieto di assembramento imposto dalla giunta elettorale provinciale di Madrid, Granada e Siviglia a fermare i giovani indignados del movimento pacifico "Democracia real ya" (Democrazia reale ora). Alla quinta giornata di mobilitazione, a 72 ore dalle elezioni amministrative di domenica 22 maggio, in alcune centinaia continuano ad occupare Puerta del Sol, al km zero di Madrid, il simbolo della protesta, e sit-in sono in corso in alcune piazze di Barcellona, Granada e Siviglia. Le decisione, nell'accampamento di Sol, vengono prese per mezzo di assemblee partecipative, durante il giorno. Ci sono sette commissioni, ognuna incaricata di coprire una necessità o un servizio: commissioni di alimentazione, di comunicazione, di pulizia, di infrastruttura, di estensione, legale e di coordinamento interno; ma anche zone di infermeria, la lista degli oggetti perduti e quella dei prodotti di prima necessità. È soprendente la solidarietà mostrata dagli abitanti della centrale piazza della capitale, che assistono i manifestanti con viveri e acqua. In un'assemblea celebrata oggi, nella quinta giornata della protesta, i manifestanti hanno preparato una bozza di rivendicazioni, articolata su 24 punti, che dovrà essere discussa in una nuova convocazione, fissata alle 18 di oggi. Le richieste vanno dalle liste aperte, alla circoscrizione unica, al numero di scranni proporzionali a quello di voti. (Ansa)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Errore di sistema: "Spanish revolution"&lt;br /&gt;di Carlos Sevilla&lt;br /&gt;Puerta del Sol a Madrid, Plaza del Carmen a Granada, Obradoiro a Santiago, Plaza del Ayuntamiento a Siviglia. Lo spettro delle rivolte arabe "incanta" le piazze della penisola. Nel contesto anodino di una campagna elettoral che molto probabilmente manderà al destra al potere in buona parte dei municipi e delle regioni autonome dalla porta posteriore è sbucato un nuovo movimento sociale che si oppone ai sondaggi elettorali e bipartisan propone la partecipazione diretta in forma di auto-organizzazione, la socialità e il desiderio di vivere insieme contro l'individualismo competitivo e una serie di rivendicazioni che vanno al cuore della crisi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le proteste 15-M hanno creato una dinamica ascendente di mobilitazione in cui insieme ai settori giovanili dell'università, agli "indignados" e agli organizzati in "Giovani senza un futuro", cominciano a unirsi alla protesta altri settori che precedentemente avevano smobilitato, grazie a una "politica comunicativa che deve molto alla proliferazione rizomatica delle rete sociali. L'accampamento a Puerta del Sol, al di là della riappropriazione degli spazi pubblici che sembravano riservati al traffico, al cemento e al commercio, è un evento comunicativo che si è diffuso alla velocità della luce in altri luoghi della penisola e che acquista il rilievo delle proteste europee contro i piani di aggiustamento strutturale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il discorso che nasce dalla protesta comincia ad essere chiarito. Balbetta per generare una propria grammatica. Non si tratta di sottolinearne debolezze o limiti quanto di avvertire della potenza egemonica che, per tutta una generazione, hanno indicazioni semplici ed efficaci, riassumibili in slogan come "casa, concerti, pensioni, democrazia reale". Questi slogan condensano un intero programma di lungo termine di resistenza sociale, contro la dittatura dei mercati intorno a un nuovo soggetto sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ampliare la portata della mobilitazione richiederà più di una buona politica di comunicazione. La sbornia elettorale porrà le basi per allargare le alleanze. Perché lo spettro si estenda occorrono "campi base"come punti di incontro della politica di movimento ma in grado di andare oltre l'evento. Dalla qualità dei "campi base" dipende l'ascesa al vertice di percorsi ancora da mappare. Non c'è un manuale di istruzioni. Il passato non illumina il futuro. Dobbiamo cogliere l'attimo.&lt;br /&gt;Errore di sistema, Esc?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlos Sevilla Alonso membro della redazione VIENTO SUR&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5198970842195789601?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5198970842195789601/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5198970842195789601' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5198970842195789601'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5198970842195789601'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/spanish-revolution.html' title='&quot;Spanish revolution&quot;'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-K7jukRc76l4/TdZKys0gaCI/AAAAAAAAA0Q/7WScUmENZ3s/s72-c/indignados.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-7368316330284558531</id><published>2011-05-18T05:19:00.000-07:00</published><updated>2011-05-18T05:22:21.929-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><title type='text'>COME VOTARE AL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12-13 GIUGNO 2011</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-9TPpLHksn8M/TdO5-FC1XPI/AAAAAAAAA0I/L2_Uu4tOZ4c/s1600/230798_208453475861764_112444315462681_567741_446747_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 320px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-9TPpLHksn8M/TdO5-FC1XPI/AAAAAAAAA0I/L2_Uu4tOZ4c/s320/230798_208453475861764_112444315462681_567741_446747_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608030437163490546" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;COSA SONO I REFERENDUM?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il referendum è uno strumento di esercizio della sovranità popolare, sancita all’articolo 1 della Costituzione della Repubblica Italiana, e l’esito referendario è una fonte primaria del diritto  che vincola i legislatori (chi poi fa le leggi) al rispetto della volontà sovrana del popolo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La nostra Costituzione prevede quattro tipologie di referendum. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il referendum previsto per Domenica 12 e Lunedì 13 Giugno 2001 è di tipo ABROGATIVO e si svilupperà in 4 domande (quesiti) riguardanti 3 diversi temi: &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;■QUESITO N. 1: Legittimo impedimento&lt;br /&gt;■QUESITO N. 2: Energia Nucleare&lt;br /&gt;■QUESITO N. 3: Acqua Pubblica (primo quesito)&lt;br /&gt;■QUESITO N. 4: Acqua Pubblica (secondo quesito)&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come funziona il referendum abrogativo?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il referendum abrogativo di leggi e atti aventi forza di legge (art. 75) permette di abolire una legge (o parte di una legge) già esistente. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; In pratica, ci viene chiesto cosa fare e quello che noi decidiamo diventa insindacabilmente legge.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione! Se non viene raggiunto il quorum del 50% + 1 degli aventi diritto al voto, il referendum abrogativo non sarà ritenuto valido e non verrà data nessuna seconda possibilità.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Come Saranno le domande?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;■QUESITO N. 1: Legittimo impedimento&lt;br /&gt;Volete Voi che siano abrogati l’articolo 1, commi 1, 2, 3, 5, 6 nonché l’articolo 1 della legge 7 aprile 2010 numero 51 recante «disposizioni in materia di impedimento a comparire in udienza?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(come a dire...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; Volete abrogare (abolire, cancellare) la legge che permette alla figura del Presidente del consiglio di evitare di comparire nei processi perché "legittimamente impedito"?... &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Si, lo voglio! &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;■QUESITO N. 2:  Energia Nucleare&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Volete voi che sia abrogato il decreto-legge 25 giugno 2008, n. 112 (convertito con modificazioni dalla legge 6 agosto 2008, n. 133, nel testo risultante per effetto di modificazioni ed integrazioni successive), recante Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria, limitatamente alle seguenti parti: art. 7, comma 1, lettera d: realizzazione nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia nucleare?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(come a dire...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non fatevi fuorviare. Dietro alle parole "sviluppo economico, competitività, stabilizzazione della finanza pubblica" c'è solo una cosa: l'immenso investimento di denaro pubblico per la costruzione di centrali nucleari sul suolo italiano, con tutto quello che ne potrebbe conseguire. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La domanda va quindi letta così: È vero che non vuoi che si costruiscano centrali nucleari sul suolo italiano, come tra l'altro avevi già detto nel 1987?...&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SI, è vero. Non voglio!&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;■QUESITO N. 3: Acqua Pubblica (primo quesito)&lt;br /&gt;“Modalità di affidamento e gestione dei servizi pubblici di rilevanza economica. Abrogazione.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Volete voi che sia abrogato l'art. 23 bis (Servizi pubblici locali di rilevanza economica) del decreto legge 25 giugno 2008 n.112 "Disposizioni urgenti per lo sviluppo economico, la semplificazione, la competitività, la stabilizzazione della finanza pubblica e la perequazione tributaria" convertito, con modificazioni, in legge 6 agosto 2008, n.133, come modificato dall'art.30, comma 26 della legge 23 luglio 2009, n.99 recante "Disposizioni per lo sviluppo e l'internazionalizzazione delle imprese, nonché in materia di energia" e dall'art.15 del decreto legge 25 settembre 2009, n.135, recante "Disposizioni urgenti per l'attuazione di obblighi comunitari e per l'esecuzione di sentenze della corte di giustizia della Comunità europea" convertito, con modificazioni, in legge 20 novembre 2009, n.166, nel testo risultante a seguito della sentenza n.325 del 2010 della Corte costituzionale?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(come a dire...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questa è difficile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In pratica, l'art. 23 bis della Legge 133/2008, prevede l’affidamento del servizio idrico a soggetti privati attraverso gara; oppure l’affidamento a società a capitale misto pubblico-privato, all’interno delle quali il privato sia stato scelto attraverso gara e detenga almeno il 40%.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volete abrogare (abolire, cancellare) questa legge?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Personalmente, io SI. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;■QUESITO N. 4: Acqua Pubblica (secondo quesito)&lt;br /&gt;"Determinazione della tariffa del servizio idrico integrato in base all'adeguata remunerazione del capitale investito. Abrogazione parziale di norma.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;«Volete voi che sia abrogato il comma 1, dell’art. 154 (Tariffa del servizio idrico integrato) del Decreto Legislativo n. 152 del 3 aprile 2006 “Norme in materia ambientale”, limitatamente alla seguente parte: “dell’adeguatezza della remunerazione del capitale investito”?».&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(come a dire...)&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'abrogazione parziale è legata alla parte di normativa che permette al gestore del servizio idrico di ottenere profitti garantiti sulla tariffa, caricando sulla bolletta dei cittadini un 7% a remunerazione del capitale investito, senza alcun collegamento a logiche di reinvestimento per il miglioramento qualitativo del servizio stesso.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Volete abrogare (abolire, cancellare) questa legge?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;SI. L'acqua è un bene di tutti.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-7368316330284558531?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/7368316330284558531/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=7368316330284558531' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7368316330284558531'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/7368316330284558531'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/come-votare-al-referendum-abrogativo.html' title='COME VOTARE AL REFERENDUM ABROGATIVO DEL 12-13 GIUGNO 2011'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-9TPpLHksn8M/TdO5-FC1XPI/AAAAAAAAA0I/L2_Uu4tOZ4c/s72-c/230798_208453475861764_112444315462681_567741_446747_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2439673896594211104</id><published>2011-05-18T05:09:00.000-07:00</published><updated>2011-05-18T05:16:05.228-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><title type='text'>12 e 13 giugno vota SI' ai Referendum: Avranno la lotta fino all'ultima goccia!</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Xmvx8ImFiIs/TdO4CAXS0kI/AAAAAAAAA0A/95pxukhSMjg/s1600/affondiamo_preview.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 260px; height: 184px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Xmvx8ImFiIs/TdO4CAXS0kI/AAAAAAAAA0A/95pxukhSMjg/s320/affondiamo_preview.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608028305603351106" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-hjI71Pria9E/TdO3xcNk60I/AAAAAAAAAz4/Z-HJ6d2ZGok/s1600/acqua.bmp"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-hjI71Pria9E/TdO3xcNk60I/AAAAAAAAAz4/Z-HJ6d2ZGok/s320/acqua.bmp" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5608028021021010754" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le privatizzazioni dei beni comuni, acqua in primis, cosi' come la riforma dell'università e i ricatti di Marchionne, ci dicono a chi vogliono far pagare questa crisi.&lt;br /&gt;Privatizzazioni, precarietà, tagli allo stato sociale, degrado dell'ambiente non sono che diversi aspetti di quelle politiche neoliberiste che hanno imperversato negli anni che hanno preceduto la crisi e che vengono ora riproposte con piu' virulenza. Esse hanno un solo obiettivo: il primato del profitto, di fronte al quale tutto deve essere sacrificato.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Allo stesso tempo lo straordinario risultato raggiunto con 1.400.000 firme a sostegno dei referendum per fermare la privatizzazione dell'acqua e dei servizi pubblici, dimostra che possiamo fermare chi vuole fare profitto sui nostri diritti. Dopo il riconoscimento da parte della Corte Costituzionale, dell'ammissibilità di ben due referendum sull'acqua e un terzo sulla questione nucleare, oggi si riapre la possibilità di discutere un nuovo modello di sviluppo economico capace di costruire processi partecipativi nella gestione dei beni comuni e di promuovere alternative energetiche rispettose della nostra salute.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2439673896594211104?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2439673896594211104/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2439673896594211104' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2439673896594211104'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2439673896594211104'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/12-e-13-giugno-vota-si-ai-referendum.html' title='12 e 13 giugno vota SI&apos; ai Referendum: Avranno la lotta fino all&apos;ultima goccia!'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Xmvx8ImFiIs/TdO4CAXS0kI/AAAAAAAAA0A/95pxukhSMjg/s72-c/affondiamo_preview.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-3468293007267668252</id><published>2011-05-10T22:37:00.000-07:00</published><updated>2011-05-10T22:40:31.207-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>Pasquale Loiacono sulla tribuna elettorale di Rai Tre</title><content type='html'>&lt;iframe width="425" height="349" src="http://www.youtube.com/embed/LGxhBbuoagg" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-3468293007267668252?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/3468293007267668252/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=3468293007267668252' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3468293007267668252'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3468293007267668252'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/pasquale-loiacono-sulla-tribuna.html' title='Pasquale Loiacono sulla tribuna elettorale di Rai Tre'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://img.youtube.com/vi/LGxhBbuoagg/default.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1956850054174153498</id><published>2011-05-10T22:35:00.000-07:00</published><updated>2011-05-10T22:37:16.295-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>Landini chiede fiducia e molla la sinistra</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-jsrsUWsOdrA/TcoghI0KG3I/AAAAAAAAAzw/uE-tKFicnRU/s1600/landini-large_0.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-jsrsUWsOdrA/TcoghI0KG3I/AAAAAAAAAzw/uE-tKFicnRU/s320/landini-large_0.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5605328439890025330" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il segretario della Fiom ottiene il 70 per cento dei voti al Comitato centrale sulla vicenda Bertone. Frattura con la l'area di Cremaschi e Bellavita. La Cgil rilancia le "firme tecniche"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;da Il Fatto quotidiano &lt;br /&gt;Maurizio Landini supera anche la prova della ex Bertone anche se lascia per strada la sinistra interna. La firma dell'accordo da parte delle Rsu Fiom, infatti, aveva provocato le critiche dell'ala sinistra guidata da Giorgio Cremaschi. Ieri Landini, riunendo il Comitato centrale, ha voluto prendere di petto il dissenso svolgendo una relazione “a titolo personale” e decidendo, al termine della stessa, di chiedere un voto di “fiducia” che certificasse bontà delle scelte fatte e forza del segretario. Ha avuto 106 adesioni, il 70 per cento, sul documento che ha presentato mentre 29 voti sono andati al documento alternativo della minoranza di Fausto Durante, vicina al segretario generale della Cgil, e 15 astensioni alla “sinistra” di Cremaschi e Bellavita, il 10 per cento. E' stato quest'ultimo, membro della segreteria nazionale, a fare la dichiarazione di voto di astensione anche se parte delle sue osservazioni, ha spiegato, “sono state raccolte nel documento finale”. Una frattura, dunque, all'interno della maggioranza che secondo Durante rende la Fiom “più debole” e che invece in Fiom considerano come un rafforzamento di una linea “autonoma” e autosufficiente. Landini si dice soddisfatto: “Il voto è un elemento che rafforza le iniziative che la Fiom ha messo in campo sia per contrastare la pratiche della Fiat, sia per riconquistare il contratto nazionale di lavoro, vista la positività dei decreti dei tribunali”. Soddisfatto si dice anche Giorgio Cremaschi di fatto estromesso dalla vera maggioranza che governa la categoria. “Nel testo finale c'è scritto quello che chiedevamo, che anche la Bertone è un accordo separato e che la Fiom lo contesterà. In altre condizioni quel testo lo avrei votato ma oggi c'era da fare un chiarimento interno e registrare un dissenso”.&lt;br /&gt;La discussione in effetti è stata molto tesa. Circa cinquanta interventi in una sala stracolma e gran parte degli interventi a fare quadrato attorno a Landini spiegando che il voto nello stabilimento di Grugliasco è stato un atto di “legittima difesa” che non modifica la linea della Fiom. Sarà lo stesso Landini a dare un nuovo appuntamento cruciale, il 18 giugno, quando si terrà la prima udienza sul ricorso presentato dalla Fiom contro l'accordo di Pomigliano. Qua e là si avvertono segnali di insofferenza per le critiche, specialmente se mosse “a mezzo stampa, con comunicati sui giornali, fuori dalle sedi appropriate”. Bellavita, nel suo intervento, invece, sostiene che la Fiom ha cambiato linea e che “stavolta ha toppato” sottolineando che non si può dare alle Rsu la titolarità su punti decisivi del contratto nazionale. Durante, invece, sottoscrive in pieno quanto fatto alla Bertone e invita ad andare avanti su questa linea. Il segretario nazionale della Cgil, Vincenzo Scudiere, anche lui appoggiando quanto fatto alla Bertone spiega che si possono prendere in considerazione anche “le firme tecniche”.&lt;br /&gt;Landini, nelle conclusioni, risponde colpo su colpo. “Non è vero che la Fiom ha cambiato linea, dice, abbiamo detto chiaramente ai delegati Bertone che non avremmo firmato nazionalmente l'accordo”. “Con la Bertone in amministrazione controllata, aggiunge, le pratiche di licenziamento erano già pronte, con il placet di Cisl e Uil”. Nulla da recriminare, dunque, “era la scelta migliore da fare” che non muta la linea di fondo: si va avanti come prima e “l'accordo la Fiom nazionale non lo firma”. Poi si vota, e per la Fiom inizia una nuova vita interna.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1956850054174153498?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1956850054174153498/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1956850054174153498' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1956850054174153498'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1956850054174153498'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/landini-chiede-fiducia-e-molla-la.html' title='Landini chiede fiducia e molla la sinistra'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-jsrsUWsOdrA/TcoghI0KG3I/AAAAAAAAAzw/uE-tKFicnRU/s72-c/landini-large_0.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5706572810796581471</id><published>2011-05-09T05:43:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T05:45:51.854-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>"Meno conflitti, più servizi" E la Cgil minaccia querela</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-T_eMATvFh04/Tcfh4qJTUrI/AAAAAAAAAzo/z-alP6C2sF8/s1600/camusso_1.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 167px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-T_eMATvFh04/Tcfh4qJTUrI/AAAAAAAAAzo/z-alP6C2sF8/s320/camusso_1.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604696624788099762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Un servizio sull'Espresso spiega tutte le attività "collaterali" di Cgil, Cisl e Uil: dai patronati ai Caaf, dagli Enti bilaterali a banche e fondi pensione. Durissima la lettera del segretario generale che minaccia il ricorso al tribunale&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;da l'Espresso &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;"Perdiamo iscritti, e la Cisl potrebbe diventare nel medio periodo il più grande sindacato italiano". Quando Susanna Camusso ha lanciato questo allarme durante l'ultimo Comitato direttivo, lo scorso 23 febbraio, tra gli uomini della Cgil girava una voce inquietante: in provincia di Milano la Cisl sarebbe già il primo sindacato. A quel punto, le parole del segretario generale hanno messo in chiaro a tutti che non c'è più molto tempo per invertire la tendenza che porterebbe a uno storico sorpasso. Occorre fare in fretta, cambiare pelle, trovare nuovi canali di contatto con i lavoratori, attivarsi su nuovi fronti, proprio come sa fare bene la Cisl. Ed entrare in concorrenza con il sindacato guidato da Raffaele Bonanni soprattutto sul terreno dei nuovi business, quelli che fanno da compensazione alla difficoltà di trovare nuovi iscritti, e da argine alla crisi della contrattazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Lo slogan del futuro potrebbe essere: "meno conflitti e più servizi". In sostanza, premere l'acceleratore sulle attività collaterali: quella dei patronati, ma soprattutto i nuovi filoni come la consulenza fiscale e previdenziale agli iscritti, quella sulle vertenze legali, o attività più propriamente economiche come gli enti bilaterali, fino alla presenza nei consigli di amministrazione di banche, fondi pensione, fondi sanitari. Avendo ben presente un rischio. Diventare un sindacato-gestore, che si fa ente economico e giuridico, comporta la tentazione di trasformarsi in centro di potere, o luogo di smistamento di pratiche clientelari. Come ha dimostrato la "parentopoli" romana, che ha visto dirigenti sindacali più preoccupati di collocare figli e nipoti all'Atac, l'azienda pubblica di trasporto della Capitale, che della bontà del servizio pubblico.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;D'altra parte, è dall'inizio degli anni Novanta, grazie alla concertazione, che il sindacato ha via via dato spazio a comitati paritetici, commissioni congiunte, organismi di vigilanza, tutti luoghi decisionali in cui i rapporti con imprese e governo si confondono. Prendiamo l'Inpdap e l'Inps: l'attività di vigilanza che i sindacati svolgono nella previdenza pubblica si traduce in un "Comitato di indirizzo e vigilanza" che ha ben 24 membri perché deve far posto alle associazioni dei lavoratori dipendenti (una decina), degli autonomi, dei datori di lavoro. Poltrone, e gettoni di presenza per tutti: 810 mila euro i compensi e i rimborsi pagati nel 2009 (sia pure in calo quasi della metà per effetto dei tagli di Tremonti). Senza contare l'ufficio di presidenza del Comitato, per il cui funzionamento l'Inps spende 221 mila euro, e il cui vertice è di pertinenza dei rappresentanti dei lavoratori dipendenti, ed è attualmente affidato a uno storico dirigente della Cgil, Guido Abbadessa (il quale prima ricopriva lo stesso incarico all'Inpdap).&lt;br /&gt;Il nodo, per il sindacato, è quello dei soldi. Dagli oltre 5,7 milioni di tesserati (di cui 3 milioni pensionati) la Cgil ricava una cifra complessiva - stimando 10 euro mensili a testa - di oltre 680 milioni di euro all'anno, che servono a tenere in piedi una struttura poderosa, con 16 mila funzionari e sedi in tutto il paese; con lo stesso criterio di calcolo la Uil (con 2.184.000 tessere, tra cui 575 mila pensionati) incassa 250 milioni e la Cisl (con 4,5 milioni di tesserati di cui 2,2 pensionati) 540. Se declina l'introito delle tessere, per tenere in piedi la baracca occorre dunque trovare nuove entrate. Quali?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il santo patronato&lt;br /&gt;I patronati (l'Inca-Cgil, l'Inas-Cisl, l'Ital-Uil) sono stati il primo business in cui il sindacato si è diversificato. Le entrate complessive di tutti i 27 patronati ammontano a circa 370 milioni di euro (dato 2009 tratto dalla Relazione generale sulla situazione economica del paese) e vengono dal disbrigo delle pratiche su contributi, pensioni, infortuni, immigrazione, ammortizzatori sociali, invalidità civili e previdenza sociale. Chi paga? Il ministero del Welfare, che gira al sindacato un contributo dello 0,226 per cento (ora ridotto da Tremonti allo 0,178) sul monte contributi delle pratiche che si concludono positivamente. L'Inca incassa circa 85 milioni, l'Inas 64 milioni, al terzo posto le Acli, con circa 40 milioni di contributi. Un legame così forte, quello con il ministero del Welfare, che il ministro Maurizio Sacconi sta studiando come compensare il taglio del collega dell'Economia: un'ipotesi è quella di appaltare alle sedi estere del patronato la selezione di badanti e colf da collocare nel mercato del lavoro italiano. Un affare con un potenziale di circa 20 milioni di euro.&lt;br /&gt;Nei patronati il sindacato occupa una parte consistente della sua "forza lavoro": sono 1.723 gli operatori della Cgil, 1.100 quelli della Cisl (le Acli arrivano a occupare ben 5.000 persone, volontari inclusi). Numeri di un'azienda medio-grande. Ma i patronati sono anche strategici sul piano delle tessere: si stima che metà delle pratiche pensionistiche risolte diano luogo a nuovi iscritti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tu litighi, io incasso&lt;br /&gt;Gli uffici-vertenze si occupano di risolvere i contenziosi con le aziende, e non hanno contributi pubblici ma entrate volontarie. Vi ricorrono i singoli lavoratori o le cause collettive. Una singola vertenza genera mediamente tra i 1000 e i 2000 euro (ma alcune hanno prodotto anche 40 mila euro) e per ogni causa vinta il 10 per cento resta al sindacato. L'ufficio vertenze della Cgil-Lazio, per esempio, ha incassato in un anno un milione di euro.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Caaf in rosso&lt;br /&gt;Poi ci sono i Caaf, i centri di assistenza fiscale che aiutano nella compilazione della dichiarazione dei redditi. Come "intermediari fiscali", sono diventati società a responsabilità limitata, cioè società di capitali i cui soci di riferimento sono i sindacati e le loro articolazioni territoriali. Peccato che da un po' i Caaf siano spesso in passivo, causa eccesso di dipendenti. Quello della Cgil del Lazio, ad esempio, ha accumulato un debito di 14 milioni e deve ricorrere a un taglio sui circa 150 lavoratori, che potrebbero andare a ingrossare le fila di quei "licenziati dalla Cgil" che stanno conducendo una vertenza contro il sindacato di Susanna Camusso.&lt;br /&gt;Per sanare il rosso, una mano la potrebbe dare l'Inps, che ha deciso di abolire il servizio di ricezione gratuita dei moduli 730 che fino all'anno scorso potevano essere consegnati presso i suoi sportelli. Questo aumenterà il giro d'affari dei Caaf e il conto che presentano allo Stato. Anche se è prevista una tariffa pagata dall'utente, il Caaf ottiene infatti un contributo pubblico per ogni pratica svolta (730, Unico, Ici): l'assegno staccato dal Welfare si aggira intorno ai 200 milioni annui. A cui si aggiungono i soldi pagati dall'Inps per la realizzazione degli Isee (l'indice di situazione economica delle famiglie), un servizio che nel 2009 ha fatto incassare ai Caaf 102 milioni.&lt;br /&gt;I vertici dei Caaf, come i presidenti dei patronati, vengono nominati dalle segreterie provinciali e regionali: l'Inca-Cgil è diretto da Morena Piccinini, che prima era componente della segreteria confederale, così come lo era Antonino Sorgi, presidente dell'Inas-Cisl, mentre il presidente di Ital-Uil, Giampiero Bonifazi, fa anche parte del Cnel, grande area di parcheggio di dirigenti sindacali.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sbarco nella finanza&lt;br /&gt;Le strutture che stanno ridisegnando il sindacato di domani sono gli Enti bilaterali. Secondo la legge Biagi dovrebbero servire a regolare il mercato del lavoro, programmare attività formative, di fatto, servono ad allevare nuove leve burocratiche e mini-apparati. Il numero dei loro componenti non è mai meno di tre per parte sindacale (quanti quelli dei datori di lavoro. E questo per ogni categoria nazionale, per ogni struttura provinciale o regionale. Le categorie sono 89, i sindacati più rappresentativi sono almeno 4 o 5, le provincie oltre 120 e le regioni 20: viene fuori una schiera di qualche migliaio di funzionari. Tutti pagati da aziende e lavoratori: il contributo per finanziarli si calcola infatti sull'imponibile previdenziale del monte dei salari (in media 0,20 per cento a carico delle aziende, altrettanto a carico dei lavoratori).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nomenklatura sanità&lt;br /&gt;Da quando il Tfr alimenta la previdenza complementare, la gestione dei fondi sanitari è diventata ambitissima. Nonché inevitabilmente numerosa. Prendiamo il fondo Sanimpresa: funziona dal 2003 per gestire l'assistenza sanitaria ai dipendenti della Confcommercio di Roma insieme a Cgil, Cisl e Uil. Ebbene, il consiglio di gestione è formato da 36 persone, metà espressione delle imprese e metà dei sindacati. Come il Fonchim, fondo pensione dei chimici, che ha 2,5 miliardi di patrimonio ed è governato a un'assemblea di delegati formata da 31 rappresentanti delle imprese e 31di parte sindacale. Poi c'è il consiglio d'amministrazione (7+7) il Collegio dei Revisori (2+2) e la Consulta dei soci fondatori (9+9), con spese generali pari a 1,5 milioni di euro oltre al milione per il personale. Analogo il caso del Fondo Cometa, per i metalmeccanici, che ha un'assemblea di delegati più grande (45+45), un cda di 6+6.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Tutti insieme appassionatamente&lt;br /&gt;Infine Cgil, Cisl e Uil insieme sono tra i fondatori dell'Unipol, che ha da poco dato vita alla holding finanziaria Ugf. Dentro: assicurazioni, banche, fondi di investimento, leasing e altre attività finanziarie. Tra i 25 membri del consiglio di amministrazione della Ugf - che stacca un compenso di 50 mila euro all'anno ciascuno più 1.500 euro di gettone di presenza alle riunioni - accanto a uno della Cgil, uno della Cisl e due della Uil, ci sono amministratori che provengono dai sindacati di artigiani, commercianti e agricoltori (Cna, Confesercenti e Cia). Un curriculum per tutti dà l'idea di quanta carriera possa fare un sindacalista che entra nei nuovi ranghi manageriali, quello di Sergio Betti: carriera nella Cisl in Toscana, poi consigli degli enti bilaterali edile e agricolo, cda dell'Università di Siena, della Camera di Commercio, del patronato Inas ed oggi, oltre che nel cda di Ugf, è presidente di Marte. Che cosa è? La prima società di brokeraggio assicurativo creata direttamente da un sindacato, la Cisl. Che è già, certamente il primo sindacato: almeno per il suo senso degli affari.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5706572810796581471?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.cgil.it/dettagliodocumento.aspx?ID=16339' title='&quot;Meno conflitti, più servizi&quot; E la Cgil minaccia querela'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5706572810796581471/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5706572810796581471' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5706572810796581471'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5706572810796581471'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/meno-conflitti-piu-servizi-e-la-cgil.html' title='&quot;Meno conflitti, più servizi&quot; E la Cgil minaccia querela'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-T_eMATvFh04/Tcfh4qJTUrI/AAAAAAAAAzo/z-alP6C2sF8/s72-c/camusso_1.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-6309901088143701863</id><published>2011-05-09T05:26:00.000-07:00</published><updated>2011-05-09T05:28:05.138-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>Verso le prossime elezioni amministrative: Unità e radicalità</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-WcHs7fvJiDE/Tcfd0LGqOMI/AAAAAAAAAzg/fJgWV0a-gRs/s1600/images2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 188px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-WcHs7fvJiDE/Tcfd0LGqOMI/AAAAAAAAAzg/fJgWV0a-gRs/s320/images2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5604692149689530562" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Di seguito l'editoriale uscito sull'ultimo numero di Erre in merito al posizionamento di Sinistra Critica alle prossime elezioni amministrative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E' un quadro politico del tutto sfilacciato quello in cui si stanno preparando le elezioni amministrative di metà maggio. Il governo di Silvio Berlusconi sembra un “morto che cammina”, preda di una crisi di prospettiva che sta incubando progetti politici differenti al suo interno e che sembra trovare unità politica solo nelle misure parlamentari di protezione del presidente del Consiglio: processo breve, conflitto di attribuzione sul “caso Ruby”, riforma della giustizia, etc. Per il resto, esistono linee diverse, probabilmente interessi sociali diversi, prospettive che al momento convivono ma che, domani, potrebbero portare a un'evoluzione del quadro politico e a una differente geografia. Non è un caso che si assista alla formazione del correntismo interno al Pdl con un'ala che guarda alla Lega e si appoggia al ministro Tremonti, un'altra che si arrocca attorno ad alcuni notabili ex democristiani come Scajola o Formigoni, le “nuove leve” (Gelmini, Alfano, Prestigiacomo, Frattini) che cercano di fare quadrato, gli ex An in preda al panico. Addirittura il ministro del Welfare, Sacconi, illuminato dal papato Ratzinger, è stato sorpreso a cena con il segretario della Cisl, Bonanni e con il “democratico” ex popolare, Giuseppe Fioroni in un incontro dal sapore antico. A rischiarare con il faro della crisi la vita del governo Berlusconi ci sono gli attacchi – se così si possono chiamare – degli ultimi due presidenti di Confindustria, Emma Marcegaglia e Luca Cordero di Montezemolo da due anni in procinto di tuffarsi in politica in attesa del momento buono. E poi c'è lo shock, a lungo atteso e le cui conseguenze non sono ancora del tutto percettibili, rappresentato dall'estromissione di Cesare Geronzi dalla tolda di comando dell'economia e della finanza italiana, con le dimissioni forzate da presidente delle Generali. Un altro segnale dello scricchiolio berlusconiano che su Geronzi ha potuto contare per entrare nei vari “salotti buoni” e rafforzare le proprie postazioni e che oggi perde un puntello importante. E non sarà nemmeno casuale se questo accade anche con il concorso del ministro Tremonti, lieto di spazzare via la vecchia guardia per fare posto a nuovi equilibri che vedono il suo ministero al centro di una nuova galassia finanziaria, grazie anche a nuovi strumenti di interventismo economica (come il Fondo di salvaguardia delle imprese italiane).&lt;br /&gt;Lentamente, impercettibilmente, quindi, il sistema di potere che ha retto l'Italia per circa venti anni si smuove anche se non è lecito prevederne una rapida caduta. Così come conviene non sottovalutarne le pericolosità perché proprio in momenti di crisi si può diventare più spietati e insidiosi come dimostrano le dichiarazioni, e le politiche, in materia di immigrazione o le varie forme di legislazione sociale in tema di lavoro e welfare. Senza contare la possibile approvazione del “federalismo fiscale” che costituisce un ribaltamento istituzionale dei rapporti di forza sociali creatisi nel dopoguerra e finora messi in discussione solo con l'introduzione del sistema bipolare. Ma lo scricchiolio esiste e motiva gran parte delle mosse politiche: da un lato si agita un “antiberlusconismo” radicale che si nutre delle malefatte del premier (tante e disgustose) in una serie di manifestazioni di piazza più o meno riuscite ma in grado di monopolizzare l'attenzione (la piazza delle donne il 13 febbraio, quella sulla difesa della Costituzione il 12 marzo); dall'altra, però, sono in molti a lavorare all'ipotesi di una transizione governabile, magari fondata sulla cacciata di Berlusconi grazie a qualche forma di “salvacondotto” che possa facilitare una fase nuova. E' il progetto di Fini e Casini che ha l'assenso di Bersani e Di Pietro, l'auspicio del Quirinale e forse, ormai, la benedizione di Vaticano, Confindustria, Banca d'Italia, Unione europea. Un progetto difficile fino a quando Berlusconi riuscirà a tenere incollati i vari pezzi che lo circondano. A dare risonanza a questi “auspici” ci sono le varie manifestazioni di piazza mediaticamente sostenute da Repubblica, in chiave di adunata “anti-premier”mentre restano più modeste le manifestazioni legate a temi concreti e “sensibili” come nel caso della guerra e della precarietà.&lt;br /&gt;Il punto è che, in un passaggio di crisi come l'attuale, a mancare è l'opposizione sociale – la Cgil fa uno sciopero controvoglia e il sindacalismo di base si divide ancora – ma anche un'opposizione politica che scelga un approccio radicale. E' del tutto evidente che il “fenomeno” Vendola, che pure tante speranze e attenzioni sta suscitando, si sviluppa esclusivamente in chiave di rafforzamento del centrosinistra nel tentativo – tentato già quante volte? - di ancorarlo a sinistra. E quel poco che resta della vecchia Rifondazione a parole dichiara di voler costruire un'alternativa ma poi rompe con il Pd solo quando questo la butta fuori.&lt;br /&gt;In questo quadro, la campagna elettorale non offre particolari novità. Se il centrodestra verificherà la sua tenuta in particolare nelle comunali di Milano – le più significative su scala generale, là dove si misurerà la tenuta dello stesso Berlusconi – il centrosinistra ripropone piuttosto staticamente il solito quadro unitario con la sostanziale eccezione di Torino. In realtà c'è anche Napoli ma in quel caso la divisione – De Magistris sostenuto da Idv, Federazione e centri sociali, Morcone sostenuto da Pd e Sel – è molto di facciata visto che a livello municipale i due schieramenti tendono a convergere e, soprattutto, visto che è garantita la fusione all'eventuale secondo turno.&lt;br /&gt;Per la sinistra di alternativa si tratta di un'ennesima occasione sprecata. Alcune cose sono avvenute come l'alleanza a Torino tra la Federazione della Sinistra e Sinistra Critica oppure la formazione della lista “Napoli non si piega” che vede ancora Sinistra Critica stavolta alleata della Rete dei comunisti e di Sinistra popolare. Però nelle altre grandi città prevale una logica di “grande alleanza” e quando si verificano fratture non è per una logica complessiva, ma per scontri locali o linee di dissenso da quadro nazionale. Sempre a sinistra si registra l'attitudine solitaria del Pcl che rifiuta ipotesi di alleanze, sia pure solo elettorali, e un ondeggiamento sospetto di Sinistra, Ecologia e Libertà che dimostra come, dietro il successo e l'appeal di Nichi Vendola, ci sia un partito piuttosto differenziato al suo interno.&lt;br /&gt;Per quanto riguarda Sinistra Critica, le sue scelte sono diversificate ma tutte nel quadro di un'impostazione riassumibile nello slogan “Uniti a sinistra, alternativi al Pd” che poi è anche la riproposizione del binomio “unità e radicalità”. Ci sono l'alleanza di Torino e Napoli, già ricordate, lo schieramento di Casoria – seconda città della Campania – che vede Sc, Fds e Sel alternativi al resto del centrosinistra e poi le liste “solitarie” di Rimini e Cattolica. A Milano Sc ha deciso di non proporre una propria lista dopo che i tentativi di costruirne una della sinistra alternativa sono andati falliti. Nessuna illusione sulla possibilità di Pisapia di governare con chi (il Pd) ha contribuito a creare l'Expo ma nemmeno nessuna volontà di giocare una partita propagandistica fine a se stessa. E' chiaro che se i piccoli tentativi di costruire una linea diversa e una proposta alternativa avessero un successo, anche parziale, si tratterebbe di fatti rilevanti. Ma la strada per ricostruire una sinistra alternativa, dotata di massa critica e davvero alternativa, è ancora lunga.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-6309901088143701863?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/6309901088143701863/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=6309901088143701863' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6309901088143701863'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6309901088143701863'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/05/verso-le-prossime-elezioni.html' title='Verso le prossime elezioni amministrative: Unità e radicalità'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-WcHs7fvJiDE/Tcfd0LGqOMI/AAAAAAAAAzg/fJgWV0a-gRs/s72-c/images2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-4036953492752966537</id><published>2011-04-27T21:24:00.000-07:00</published><updated>2011-04-27T21:27:05.382-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Guerra'/><title type='text'>Il governo italiano getta la maschera: in Libia siamo in guerra!!</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-v66WV78PUCQ/TbjslIHmurI/AAAAAAAAAzY/RRSZFf6kji4/s1600/1297330535693_55fc688c05bb6b4d588a1dc1ef33ec60_colonnalateraleintera.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 154px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-v66WV78PUCQ/TbjslIHmurI/AAAAAAAAAzY/RRSZFf6kji4/s320/1297330535693_55fc688c05bb6b4d588a1dc1ef33ec60_colonnalateraleintera.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600486259213908658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La decisione del governo Berlusconi di partecipare ai bombardamenti diretti in Libia è il “naturale sviluppo” della missione Nato – come dichiara lo stesso presidente della repubblica Napolitano che rivendica la paternità della decisione presa nel Consiglio superiore della difesa da lui presieduto.&lt;br /&gt;Fin dall’inizio abbiamo avuto chiaro l’obiettivo della missione “umanitaria” in Libia: fermare ogni possibile dinamica rivoluzionaria, mettere sotto tutela la politica libica, garantire il proseguimento del controllo occidentale sulle risorse libiche e dei paesi del Mediterraneo.&lt;br /&gt;La partecipazione italiana è resa ancor più grave dai suoi trascorsi in quel paese: prima potenza coloniale, poi alleata stretti del dittatore Gheddafi che garantiva la repressione violenta dei migranti in fuga verso l’Europa e forniva preziose risorse economiche alle imprese del “sistema Italia”.&lt;br /&gt;Così gli aerei italiani bombarderanno le città libiche, dopo che allo stesso Gheddafi Finmeccanica e Beretta hanno fornito armi “leggere” e pesanti.&lt;br /&gt;La scelta di bombardare la Libia è il “naturale sviluppo” anche delle scelte di politica estera di questi 20 anni, e dobbiamo ricordare che ancora le forze armate italiane partecipano all’occupazione nato dell’Afghanistan – ridotto ad una terra di nessuno governato dalle bande dei signori della guerra alleati della Nato.&lt;br /&gt;Ribadiamo con forza il nostro no alla guerra in Libia che non aiuterà alcuna rivoluzione democratica ma rappresenterà un nuova forma neocoloniale verso quel paese e tutto il Mediterraneo.&lt;br /&gt;Per questo dobbiamo rilanciare l’iniziativa contro la missione Nato e a sostegno delle rivoluzioni arabe, vera alternativa al controllo europeo e Usa sulla politca della regione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Piero Maestri – portavoce Sinistra Critica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-4036953492752966537?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/4036953492752966537/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=4036953492752966537' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4036953492752966537'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4036953492752966537'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/il-governo-italiano-getta-la-maschera.html' title='Il governo italiano getta la maschera: in Libia siamo in guerra!!'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-v66WV78PUCQ/TbjslIHmurI/AAAAAAAAAzY/RRSZFf6kji4/s72-c/1297330535693_55fc688c05bb6b4d588a1dc1ef33ec60_colonnalateraleintera.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-9075624582347539695</id><published>2011-04-26T21:38:00.000-07:00</published><updated>2011-04-26T21:50:31.878-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>RICORDO DI CARLO OTTINO</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-Z_S0zIxFe_8/TbegkTMCtII/AAAAAAAAAzQ/nEqh53hvwXA/s1600/1956_hungarians_stalin_head1-300x204.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 300px; height: 204px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-Z_S0zIxFe_8/TbegkTMCtII/AAAAAAAAAzQ/nEqh53hvwXA/s400/1956_hungarians_stalin_head1-300x204.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5600121207145018498" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Il compagno Carlo Ottino ci ha lasciati il 25 aprile, il giorno che tanto amava, simbolo dei suoi ideali di giustizia sociale e libertà. La cerimonia funebre si terrà domani, mercoledì 27 aprile, presso il cimitero monumentale di Torino alle ore 10.15.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo era nato a Torino nel 1929. Si era iscritto giovane al Pci, da cui ruppe da sinistra nel 1956 dopo aver criticato apertamente l’invasione sovietica in Ungheria. In quel periodo entrava in rapporto con la IV Internazionale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per Carlo, la lotta per il comunismo era intimamente legata all’affermazione della democrazia, dei diritti umani e della libertà. Questi sono gli ideali che ne contraddistingueranno il suo impegno per tutta la vita. Infatti, moltissimi lo conoscevano non solo come compagno di Rifondazione Comunista del circolo di San Salvario, quartiere nel quale ha ricoperto per anni la carica di consigliere circoscrizionale, ma anche come fervente attivista di Amnesty International. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Carlo, tuttavia, era noto soprattutto come il prof. Ottino. Egli fu, infatti, prof. di storia e filosofia in uno dei 4 licei classici torinesi, l’Alfieri. Aveva fama di essere un professore piuttosto severo. In realtà, molti suoi allievi apprezzavano il suo sguardo lucido e critico, ma soprattutto il suo impegno profondo a difesa della scuola pubblica e della laicità che vedeva uniti sullo stesso fronte insegnanti e studenti. Del suo impegno nel comitato torinese per la laicità della scuola pubblica vi è testimonianza nei suoi articoli e nelle sue interviste raccolte nella rivista trimestrale Laicità, di cui fu direttore. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;È doveroso, inoltre, ricordare, in questi tempi bui caratterizzati anche da un forte revisionismo storico, l’impegno profuso da  Carlo nel mantenere viva la memoria sullo sterminio degli ebrei e sulla lotta partigiana contro il fascismo. Va ricordata la sua collaborazione al volume curato da Enzo Traverso, Insegnare Auschwitz. Questioni etiche, storiografiche, educative della deportazione e dello sterminio, pubblicato nel 1995 da Bollati Boringhieri. Non a caso, egli si dedicò alacremente come membro della sezione di Torino dell’Opera Nomadi, alla lotta per la tutela e l’affermazione dei diritti dei Rom e dei Sinti, di fronte al persistente pregiudizio nei confronti di una popolazione che i nazisti cercarono di sterminare. Il suo impegno contro il razzismo era, quindi, intransigente e non ammetteva concessioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di Carlo vanno apprezzate, quindi, la sua coerenza, la sua fermezza, ma anche la sua umiltà, doti sempre più rare nel panorama del mondo intellettuale. In questo era molto vicino all’azionismo torinese con cui manteneva un profondo dialogo nelle pagine di Laicità, in cui sono intervenuti tra le altre figure come Alessandro Galante Garrone e Norberto Bobbio. Egli riteneva, tuttavia, insufficiente l’orizzonte liberale di cui apprezzava la difesa per i diritti umani. Fuori dai grandi riflettori, Carlo aveva scelto di lottare dalla parte degli oppressi. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per queste ragioni partecipò fin dall’inizio alla costruzione di Rifondazione Comunista svolgendo un’intensità attività militante. Nel 2007, poi, aderì senza indugi al nuovo progetto di Sinistra Critica di cui condivideva da subito la coerenza e la battaglia contro la guerra. Sempre più debilitato nel fisico non poté dedicare l’impegno che avrebbe voluto, ciò nonostante accettò con convinzione la candidatura per Sinistra Critica al Senato della Repubblica. Lo ricordiamo sorridente alla presentazione della lista, pronto a partire per una nuova avventura. D’altro canto, Carlo colpiva per la sua profonda umanità, la sua costante relazione con la vita normale, l’amore per sua moglie Wanda con cui passeggiava mano nella mano per le strade del suo quartiere, le cene al circolo a cantare le vecchie canzoni del movimento operaio e della resistenza sorseggiando una buona Barbera.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla moglie Wanda e ai suoi figli va tutto il nostro cordoglio e la nostra solidarietà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Gippò Mukendi Ngandu a nome delle compagne e dei compagni di Sinistra Critica-Torino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-9075624582347539695?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/9075624582347539695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=9075624582347539695' title='1 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9075624582347539695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9075624582347539695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/ricordo-di-carlo-ottino.html' title='RICORDO DI CARLO OTTINO'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-Z_S0zIxFe_8/TbegkTMCtII/AAAAAAAAAzQ/nEqh53hvwXA/s72-c/1956_hungarians_stalin_head1-300x204.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>1</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-830463598210825844</id><published>2011-04-24T07:19:00.000-07:00</published><updated>2011-04-24T07:21:29.372-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>VOTA SINISTRA CRITICA</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-bvCu4KMAFnM/TbQx33h3RtI/AAAAAAAAAzI/LUPFRwGGvXk/s1600/217786_1845327144735_1587343371_1836020_1333085_n.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 400px; height: 262px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-bvCu4KMAFnM/TbQx33h3RtI/AAAAAAAAAzI/LUPFRwGGvXk/s400/217786_1845327144735_1587343371_1836020_1333085_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599155072596920018" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-830463598210825844?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/830463598210825844/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=830463598210825844' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/830463598210825844'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/830463598210825844'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/vota-sinistra-critica.html' title='VOTA SINISTRA CRITICA'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-bvCu4KMAFnM/TbQx33h3RtI/AAAAAAAAAzI/LUPFRwGGvXk/s72-c/217786_1845327144735_1587343371_1836020_1333085_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-117359097904610954</id><published>2011-04-24T06:51:00.000-07:00</published><updated>2011-04-24T06:54:01.935-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>Il "Fassino" discreto della borghesia</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-H00Ou15ZttU/TbQra7Cay9I/AAAAAAAAAzA/7WDYEgJF5Tk/s1600/manifesto_Vauro_small.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 227px; height: 320px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-H00Ou15ZttU/TbQra7Cay9I/AAAAAAAAAzA/7WDYEgJF5Tk/s320/manifesto_Vauro_small.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5599147978252798930" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-117359097904610954?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/117359097904610954/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=117359097904610954' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/117359097904610954'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/117359097904610954'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/il-fassino-discreto-della-borghesia.html' title='Il &quot;Fassino&quot; discreto della borghesia'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-H00Ou15ZttU/TbQra7Cay9I/AAAAAAAAAzA/7WDYEgJF5Tk/s72-c/manifesto_Vauro_small.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-3706529877390014204</id><published>2011-04-20T13:58:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T14:01:22.845-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>NELLE LOTTE DEI LAVORATORI E DEI MOVIMENTI SOCIALI PER DIFENDERE DIRITTI E LAVORO I VALORI DELLA RESISTENZA</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-WNybV7u0isA/Ta9JnuSCpEI/AAAAAAAAAyw/4E9Ei2gb4Ng/s1600/images2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-WNybV7u0isA/Ta9JnuSCpEI/AAAAAAAAAyw/4E9Ei2gb4Ng/s320/images2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597773808632243266" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Resistenza costituì un momento fondamentale di rottura nella storia del paese, cacciando, con la lotta popolare, il fascismo e la dittatura e ricostituendo una unità del paese più giusta e democratica. &lt;br /&gt;I diritti sociali ed economici presenti nella Costituzione trovarono però una reale concretizzazione (in riforme legislative, garanzie sociali, norme e contratti di lavoro collettivi) solo con la grande stagione di lotta della classe operaia e di tanti altri soggetti sociali negli anni ’60 e ’70. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Negli ultimi 20 anni gran parte di quelle conquiste sociali e democratiche sono andate perdute sotto l’offensiva delle forze padronali e per effetto delle politiche liberiste portare avanti sia dai governi di centro destra che di centro sinistra in Italia, come in Europa. La costituzione materiale del paese è di nuovo cambiata: in negativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La guerra sociale contro la classe lavoratrice&lt;br /&gt;Il governo Berlusconi, e le forze che lo compongono tra cui una Lega sempre più xenofoba e razzista cercano oggi di ribaltare completamente della Costituzione, a partire dai suoi contenuti democratici, dal diritto allo studio, dalla sanità pubblica, dai diritti del lavoro.&lt;br /&gt;E’ la stessa unità del paese che viene messa in discussione attraverso il tentativo di dividere la classe lavoratrice, costruendo la divisione tra un settore e l’altro e tra lavoratori italiani e lavoratori migranti.&lt;br /&gt;Il cosiddetto federalismo fiscale ha la funzione di rompere i legami di solidarietà ed unità ancora esistenti e produrre nuove e più profonde divisioni e polarizzazioni sociali. &lt;br /&gt;Tutti i governi europei stanno realizzando una vera e propria guerra sociale contro le classi popolari, per scaricare sulla classe lavoratrice i costi della crisi del sistema capitalista&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Berlusconi e Marchionne: attenti a quei due&lt;br /&gt;Se Berlusconi è antidemocratico e eversivo, non lo sono meno Marchionne e la Confindustria che vogliono tornare a governare le fabbriche come i vecchi padroni delle ferriere dell’ottocento, distruggendo diritti costituzionali (tra cui il diritto di sciopero) i contratti collettivi di lavoro e ricercando il massimo sfruttamento dei lavoratori, ridotti a prestare un lavoro servile senza tutele.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ripudiamo la guerra&lt;br /&gt;Ma la Costituzione è stata violentata anche sul principio fondamentale politico e morale, il ripudio della guerra. La Costituzione ripudia la guerra, ma da decenni ormai i governi del nostro paese, (siano di centro destra o di centro sinistra) impegnano l’Italia in guerre senza fine, in spedizioni e occupazioni militari neocoloniali, partecipando alla barbarie in nome dei valori, anzi degli interessi delle potenze capitalistiche. Impegnano una montagna di soldi mentre tagliano le pensioni e la spesa sociale.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sinistra vera e forte&lt;br /&gt;Anche per questo il nostro paese ha bisogno che sia ricostruita una vera e forte sinistra, una sinistra che sia contro la guerra senza se e senza ma, che si batta per la giustizia sociale, che sia anticapitalista e lotti contro le logiche infernali di questo sistema, che ricostruisca una prospettiva di alternativa per la classe lavoratrice. E’ per questo anche che la Federazione della Sinistra e Sinistra Critica hanno costituito una coalizione nelle prossime elezioni amministrative. La città e i lavoratori ne hanno bisogno.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Riscostruire e unire i movimenti di lotta&lt;br /&gt;Rinnovare con i valori e le aspirazioni di quella generazione e di quel movimento che realizzò la Resistenza, significa oggi lavorare per far tornare protagonista la classe lavoratrice (non certo schierarsi con Marchionne e i poteri forte come quasi tutti fanno nella nostra città), da sempre bastione fondamentale della democrazia.&lt;br /&gt;Significa unificare i diversi movimenti sociali, costruire una piattaforma che difenda gli interessi delle classi popolari. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Battere governo e Confindustria&lt;br /&gt;Vogliamo creare le condizioni di una nuova grande stagione di lotta contro Berlusconi e contro Marchionne, contro le forze politiche e sociali che essi rappresentano. &lt;br /&gt;Questo governo infatti non lo si caccia alleandosi con Montezemolo e Confindustria, ma solo con l’unità e una grande lotta delle lavoratrici e dei lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Solo tenendo insieme la lotta sociale e la lotta per la democrazia sarà possibile strappare settori popolari all’egemonia della destra, impedire involuzioni antidemocratiche e ridare una speranza di un futuro migliore alle giovani generazioni. E’ questo lo spirito del 25 aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica Torino&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-3706529877390014204?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/3706529877390014204/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=3706529877390014204' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3706529877390014204'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3706529877390014204'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/nelle-lotte-dei-lavoratori-e-dei.html' title='NELLE LOTTE DEI LAVORATORI E DEI MOVIMENTI SOCIALI PER DIFENDERE DIRITTI E LAVORO I VALORI DELLA RESISTENZA'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-WNybV7u0isA/Ta9JnuSCpEI/AAAAAAAAAyw/4E9Ei2gb4Ng/s72-c/images2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-2299266897064669719</id><published>2011-04-20T13:54:00.000-07:00</published><updated>2011-04-20T13:56:21.473-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>Cuba, una prima valutazione del Congresso</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-0aMZaflLlzg/Ta9Ib1QeJqI/AAAAAAAAAyo/qS5dLQtBI6g/s1600/bandera%252520cubana.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 251px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-0aMZaflLlzg/Ta9Ib1QeJqI/AAAAAAAAAyo/qS5dLQtBI6g/s320/bandera%252520cubana.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597772504834647714" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Si sta svolgendo a Cuba il congresso del Pcc, atteso dal 1997. Ma la relazione e le proposte formulate in apertura da Raul castro non affrontano neppure una delle questioni fondamentali in campo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Antonio Moscato &lt;br /&gt;A Cuba il Congresso del PCC tanto atteso (l’ultimo c’era stato nel 1997) è cominciato con una parata militare e una grande sfilata di popolo analoga a quella del 1° maggio. La motivazione di questo insolita premessa era il cinquantesimo anniversario della battaglia di Playa Girón, con cui è stato fatto coincidere l’inizio del congresso. Si potrebbe obiettare che a distanza di appena due settimane da quella tradizionale la mobilitazione, preparata con settimane di prove, e organizzata con grande dispendio di mezzi per assicurare la partecipazione “spontanea” di lavoratori e studenti, non era indispensabile ed ha rappresentato uno sforzo economico insopportabile per un paese che conosce grandi difficoltà. Il congresso comunque durerà solo tre giorni, ma non è poco, se si pensa che deve “decidere” praticamente solo quello che il governo ha già cominciato a realizzare da molti mesi. Il dibattito è stato preparato da una consultazione in cui sono emerse 600.000 proposte di modifiche alle tesi, che è stata presentata come il massimo della partecipazione democratica; ma in realtà era solo uno sfogatoio, o al massimo un sondaggio a disposizione dei dirigenti, dato che non era possibile raggruppare le proposte e il dibattito su emendamenti o tesi alternative.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La relazione di Raúl Castro ha precisato che dei 291 punti originali 94 hanno mantenuto la stesura originaria, 181 sono stati modificati, mentre 16 sono stati fusi con altri e 36 aggiunti, portando il totale a 311. Difficile capire dalla relazione i criteri, soprattutto se si precisa che “questo processo si è basato sul principio di non far dipendere la validità di una proposta dalla quantità di opinioni che l’hanno appoggiata”. Già è singolare: se ci fosse stata una maggioranza che voleva capovolgere una proposta? Non contava? Raúl aggiunge che alcuni punti sono stati modificati partendo dalla proposta di una sola persona, mentre altri suggerimenti non sono stati accolti “in questa tappa”, perché “si vuole approfondire la tematica, o perché mancano le condizioni richieste”, ma in altri casi “per non entrare in aperta contraddizione con l’essenza del socialismo”. Il caso riguarda 45 proposte che hanno chiesto di permettere la concentrazione della proprietà”. Sic! Mica male per un congresso di un partito comunista…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alcuni commentatori ostili hanno interpretato la parte militare della sfilata come un’intimidazione, ma non è convincente, sia per la modesta dimensione della parata (circa 6.000 uomini, prevalentemente di fanteria, appoggiati dalla “esibizione di armamento e veicoli militari terrestri” oltre che da aerei ed elicotteri), sia e soprattutto perché gli sperimentatissimi criteri di selezione dei delegati dovrebbero rendere molto improbabile che il congresso possa riservare una qualche sorpresa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ancora nessuna informazione sul dibattito, che tra l’altro si è suddiviso subito in cinque commissioni, ma si può capire cosa si deve e si può decidere dal testo integrale della relazione di Raúl Castro (http://www.cubadebate.cu/congreso-del-partido-comunista-de-cuba/informe-... ), su cui mi sono basato. La stampa occidentale ha ironizzato soprattutto sulla proposta di limitare a un massimo di due periodi consecutivi di cinque anni la permanenza nelle cariche. Da ora, naturalmente. Detto da chi ci sta da più di cinquant’anni è bizzarro: vuol dire che si prepara a lasciare il potere allo scoccar dei novant’anni? Ugualmente poco convincente la spiegazione che manca un ricambio di “sostituti debitamente preparati”: in questi anni “non abbiamo trascurato di tentare di promuovere giovani a incarichi di primo piano, ma la vita (sic!) ha dimostrato che le scelte non furono sempre giuste”…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un altro punto saliente, verso la fine della relazione, riguarda le “necesidades espirituales”, che vengono sottolineate partendo da riferimenti all’eroe nazionale José Martí, che nella sua vita sintetizzava la “congiunzione di spiritualità e sentimento rivoluzionario”, e poi, passando per il padre Félix Varela, e per varie citazioni di riconoscimenti di Fidel a sacerdoti e pastori protestanti, o a combattenti cattolici della prima fase della rivoluzione, Raúl arriva a un riconoscimento esplicito del ruolo del cardinale Jaime Ortega e del Presidente della Conferenza Episcopale Monsignor Dionisio García nella liberazione dei “prigionieri controrivoluzionari che in tempi difficili hanno cospirato contro la Patria al servizio di una potenza straniera”. Evidentemente l’elogio alla Chiesa, che grazie all’immobilismo del governo si è rafforzata molto in questi anni e con cui nessuno può pensare a una rottura, vuole tappare la bocca ai conservatori, che non condividono il modestissimo e tardivo atto di clemenza, e fingono ancora di credere che quei dissidenti fossero pericolosi agenti stranieri, come del resto ribadisce poco coerentemente Raúl, che peraltro accenna alle pressioni per esiliare in Spagna i prigionieri liberati nel ringraziamento all’ex ministro degli Esteri spagnolo Miguel Ángel Moratinos.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In mezzo alla lunga relazione, solo poche parole generiche sulla situazione internazionale, presentata naturalmente come pericolosa, ma con il contrappeso delle relazioni amichevoli di Cuba con ben “101 nazioni del Terzo Mondo” (ma il “Secondo” dov’è finito?). Generico anche il richiamo alla rivoluzione bolivariana e a Hugo Chávez, unico capo di Stato nominato, e ancor più quello alle “aspirazioni dei movimenti trasformatori in vari paesi latinoamericani, capeggiati da prestigiosi leader che rappresentano gli interessi delle maggioranze oppresse”. Neanche una parola nell’analisi ai problemi che stanno incrinando la forza di questi movimenti, o li stanno mettendo in conflitto con i governi. Non è un tema da discutere in pubblico…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poi tante banalità: ad esempio sulla “necessità di scrivere articoli intelligenti”, eliminando il “trionfalismo” e il “formalismo”, per “catturare l’attenzione e stimolare il dibattito “. Ma come? “Elevando la professionalità dei nostri giornalisti”. Ma, ammette Raúl, nonostante le decisioni prese dal partito sulla politica informativa, “nella maggioranza dei casi essi non hanno l’accesso opportuno all’informazione, né il contatto frequente con i quadri e specialisti responsabilizzati sulle varie tematiche. La somma di questi fattori spiega la diffusione, in non poche occasioni, di materiali noiosi, improvvisati e superficiali”. Idem per radio e televisione. Ma è ridicolo pensare che questa caratteristica costante che rende penosa l’informazione a Cuba si possa risolvere ricorrendo ai “quadri responsabilizzati”, mentre gran parte dei presunti dissidenti sono stati arrestati per aver tentato di mettere in circolazione opinioni e analisi diverse, e proprio con l’aggravante di non essere usciti dalle scuole ufficiali di giornalismo, guidate da quei “quadri”… E quanto all’accesso opportuno all’informazione, basterebbe ridurre i controlli su internet affidati a un gran numero di membri della Seguridad…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Poco convincente anche la proposta di “accompagnare la attualizzazione del Modello Economico e Sociale” semplificando e armonizzando il contenuto di centinaia di risoluzioni ministeriali, decisioni del governo, decreti-legge e leggi, per proporre conseguentemente, al momento opportuno, l’introduzione di aggiustamenti adeguati nella stessa Costituzione della Repubblica. Chi lo farà? Naturalmente una “Commissione permanente del Governo” subordinata al Presidente del Consiglio di Stato e dei ministri…&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E quando si propone di “ridurre sostanzialmente la nomenklatura” (sic) si precisa che vanno delegati a “dirigenti ministeriali e impresariali” i compiti di “nomina, sostituzione e applicazione di misure disciplinari nei confronti dei capi subalterni”. Ci saranno ancora le “commissioni di quadri”, in cui il partito è presente, ma le presiede il dirigente amministrativo, che è quello che decide. L’opinione dell’organizzazione di partito è valida, ma il fattore determinante è il capo, dal momento che dobbiamo preservare e potenziare la sua autorità”, sia pure in armonia col partito. Sembra incredibile, ma questo dice testualmente la relazione di Raúl. Per chi avesse dubbi su una mia forzatura, riporto di seguito il periodo integralmente nella forma originale: “En esta esfera estamos empezando con un primer paso, al reducir sustancialmente la nomenclatura de los cargos de dirección, que correspondía aprobar a las instancias municipales, provinciales y nacionales del Partido y delegar a los dirigentes ministeriales y empresariales facultades para el nombramiento, sustitución y aplicación de medidas disciplinarias a gran parte de los jefes subordinados, asistidos por las respectivas comisiones de cuadros, en las cuales el Partido está representado y opina, pero las preside el dirigente administrativo, que es quien decide. La opinión de la organización partidista es valiosa, pero el factor que determina es el jefe, ya que debemos preservar y potenciar su autoridad, en armonía con el Partido.”&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Per il resto tanti appelli al buon senso, a “tenere i piedi in terra”, ecc., o a generiche “deficienze nella politica di quadri” che dovranno essere esaminate non dal congresso ma da una futura Conferenza nazionale del partito, perché “non poche lezioni amare ci sono venute dalle delusioni sofferte per mancanza di rigore e di comprensione, che hanno aperto brecce per la promozione accelerata di quadri inesperti e immaturi, a forza di simulazioni e opportunismo”. Ma chi era responsabile del sistema verticistico, burocratico, basato sulla cooptazione dal vertice, ricalcato su quello sovietico? Non solo non si fa la minima autocritica, ma si dice che questi atteggiamenti erano alimentati anche dall’erroneo concetto di esigere tacitamente che per occupare un incarico di direzione, fosse necessaria la militanza nel Partito o nella Gioventù comunista”. Non è plausibile l’analisi, ma è assurda la soluzione, che non è la democrazia nel partito e nel paese (cioè in primo luogo la fine del partito unico monolitico…), ma l’allargamento della cerchia da cui scegliere i quadri per cooptarli nella direzione anche ai cosiddetti “senza partito”, esattamente come era nell’URSS staliniana e poststaliniana… Se il partito comunista fosse veramente tale, chi ne rimane fuori fino all’eventuale designazione a un incarico sarebbe verosimilmente ancora più permeabile ai vizi della “simulazione e dell’opportunismo”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Unici accenni a proposte concrete sono quelli alla sperimentazione di due nuove province, Mayabeque e Artemisa, staccate da quella dell’Avana (ma è una misura davvero concreta?), alla possibile fine del divieto di compravendita di case e auto (ma chi può beneficiarne?), e soprattutto alla discussione sulla “libreta”, cioè la tessera che garantisce a tutti un minimo di generi alimentari indispensabili a prezzo calmierato”. Questo punto della discussione ha coinvolto il maggior numero di interventi, tra gli 8.913.838 che avrebbero partecipato al dibattito (cifra che appare sparata come al solito, come quelle dei plebisciti sul permanente carattere socialista della rivoluzione, nella certezza che nessuno potrà mai smentirla, anche se nessuno ci crederà…). Si capisce che la libreta è stata difesa strenuamente, dato che “due generazioni di cubani hanno trascorso la loro vita sotto la protezione di questo sistema di razionamento che, nonostante il suo nocivo carattere egualitario, ha offerto per decenni a tutti i cittadini l’accesso a alimenti di base fortemente sussidiati”. Ma che l’intenzione del governo sia quella di cancellarla, è evidente, dato che la si accusa di rappresentare “un carico insopportabile per l’economia, e un disincentivo al lavoro, oltre a generare diverse illegalità nella società”. Quella del “disincentivo al lavoro” la può raccontare solo chi non sa neppure cos’è la libreta perché beneficia da sempre dei negozi riservati alla nomenclatura. Nessuno potrebbe sopravvivere con quel poco che la tessera assicura (e non sempre…), rinunciando a lavorare.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In poche parole, rinviando ovviamente un commento complessivo al periodo successivo alla conclusione del dibattito e alla pubblicazione dei Lineamentos emendati, penso si possa già concludere che alla faccia di tutte le denuncie del “trionfalismo” e del “formalismo” la relazione non ha affrontato neppure una delle questioni fondamentali. Se il congresso riuscirà a farlo indipendentemente dalle intenzioni del vertice, sarà una conquista straordinaria, che rivelerà la vitalità della rivoluzione cubana nonostante i limiti dell’attuale gruppo dirigente (di cui è un simbolo la scelta di far aprire il congresso da José Ramón Machado Ventura, che non solo ha compiuto da un po’ 80 anni, ma non ha mai brillato neanche in passato per vivacità intellettuale…).&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-2299266897064669719?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='related' href='http://www.cubadebate.cu/congreso-del-partido-comunista-de-cuba/informe-central-al-vi-congreso-del-partido-comunista-de-cuba-v/' title='Cuba, una prima valutazione del Congresso'/><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/2299266897064669719/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=2299266897064669719' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2299266897064669719'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/2299266897064669719'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/cuba-una-prima-valutazione-del.html' title='Cuba, una prima valutazione del Congresso'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-0aMZaflLlzg/Ta9Ib1QeJqI/AAAAAAAAAyo/qS5dLQtBI6g/s72-c/bandera%252520cubana.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-4307710848043314685</id><published>2011-04-19T12:37:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T12:39:37.783-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>ELEZIONI COMUNALI DI TORINO Le candidate e i candidati di Sinistra Critica</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-6Y3HtU84M64/Ta3k9FfuW0I/AAAAAAAAAyg/1sK4nw4qc2g/s1600/images2.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 188px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-6Y3HtU84M64/Ta3k9FfuW0I/AAAAAAAAAyg/1sK4nw4qc2g/s320/images2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597381649989786434" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;1 LOIACONO Pasquale operaio delegato Fiat Carrozzerie&lt;br /&gt;2 VISINTIN Antonella impiegata nell’editoria, ambientalista&lt;br /&gt;3 NGANDU Mukendi detto Gippò ricercatore precario&lt;br /&gt;4 FRANZOSO Antea universitaria del Politecnico&lt;br /&gt;5 AIROLDI Lorena impiegata&lt;br /&gt;6 ALESSANDRIA Adriano Lorenzo operaio delegato della Lear&lt;br /&gt;7 BIROLO Sergio rappresentante di commercio&lt;br /&gt;8 BONI Edoardo lavoratore Aem distribuzione&lt;br /&gt;9 BRASCHI Massimo lavoratore Terna&lt;br /&gt;10 CARLIN Giulia storica dell’arte&lt;br /&gt;11 BRESCIA Salvatore detto Rodolfo operaio&lt;br /&gt;12 CALCAGNO Oliviero operatore culturale&lt;br /&gt;13 CARDELLA Tiziana lavoratrice/ studentessa universitaria&lt;br /&gt;14 CARLIN Giorgio ex lavoratore RAI&lt;br /&gt;15 CAVALLARO  Massimo lavoratore precario&lt;br /&gt;16 CERESI Barbara architetta&lt;br /&gt;17 DELLI FALCONI Ignazio veterinario&lt;br /&gt;18 CHIESA Nadia operatrice artistica&lt;br /&gt;19 FALCHI Franco Antonio docente istituzioni paesi mussulmani&lt;br /&gt;20 FRANZOSO Giuseppe Cesarino ex lavoratore Alenia&lt;br /&gt;21 CIRILLO Lidia Maria ricercatrice, teorica del femminismo&lt;br /&gt;22 GIACHETTI Diego Giuseppe insegnante, saggista&lt;br /&gt;23 GLORIOSO Diego ex lavoratore CF gomma&lt;br /&gt;24 MARRANDINO Generoso operaio Mirafiori presse&lt;br /&gt;25 CONA Lucrezia pensionata&lt;br /&gt;26 MARTINO Giovanni operaio Kuehne Nagel&lt;br /&gt;27 COTTA RAMOSINO Marta studentessa universitaria&lt;br /&gt;28 MASERA Stefano location manager&lt;br /&gt;29 MASSARENTI Fabio operaio comprensorio Chivasso&lt;br /&gt;30 CRIPPA Elisabetta maestra elementare&lt;br /&gt;31 RINAUDO Fabio operaio edilizia stradale &lt;br /&gt;32 RUTO Rinaldo operaio&lt;br /&gt;33 POLLEGHINI Ada animalista&lt;br /&gt;34 SIRACUSA Liborio lavoratore precario&lt;br /&gt;35 SPINA Marco lavoratore precario&lt;br /&gt;36 VALFRE' Monica lavoratrice&lt;br /&gt;37 STRAMAZZO Aljossa impiegato Gruppo Generali assicurazioni&lt;br /&gt;39 TANGOLO Giovanna detta Gianna docente, ex consigliera provinciale&lt;br /&gt;39 TURIGLIATTO Franco impiegato, ex senatore&lt;br /&gt;40 ZINI Virginia Rosa interprete&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-4307710848043314685?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/4307710848043314685/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=4307710848043314685' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4307710848043314685'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/4307710848043314685'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/elezioni-comunali-di-torino-le.html' title='ELEZIONI COMUNALI DI TORINO Le candidate e i candidati di Sinistra Critica'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-6Y3HtU84M64/Ta3k9FfuW0I/AAAAAAAAAyg/1sK4nw4qc2g/s72-c/images2.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-9088336791679040469</id><published>2011-04-19T12:35:00.000-07:00</published><updated>2011-04-19T12:37:07.522-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><title type='text'>Il governo fa marcia indietro sul nucleare</title><content type='html'>&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-Na-vezQrBb4/Ta3kXs21s-I/AAAAAAAAAyY/G9716YRsFTc/s1600/nucleare-fukushima.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 214px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-Na-vezQrBb4/Ta3kXs21s-I/AAAAAAAAAyY/G9716YRsFTc/s320/nucleare-fukushima.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5597381007720690658" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Presentato un emendamento al Senato per cancellare le disposizioni già approvate in materia di centrali nucleari in modo da far saltare la consultazione referendaria. Per Greenpeace è una "furbata"&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;++ NUCLEARE: STOP GOVERNO A REALIZZAZIONE CENTRALI ++&lt;br /&gt;Il Governo ha deciso di soprassedere sul programma nucleare ed ha inserito nella moratoria già prevista nel decreto legge omnibus, all'esame dell'aula del Senato, l'abrogazione di tutte le norme previste per la realizzazione di impianti nucleari nel Paese.&lt;br /&gt;L'emendamento all' articolo cinque del decreto omnibus, presentato direttamente in Aula in mattinata e non inserito nel fascicolo degli emendamenti prestampati, afferma che «al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche, non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare». L'emendamento, presentato all' ultimo momento, nelle intenzioni del governo avrebbe l'effetto di superare il referendum sul nucleare fissato a giugno e temuto dalla maggioranza. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'EMENDAMENTO DEL GOVERNO &lt;br /&gt;«Abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nuclearì. È questo il titolo dell'emendamento al dl omnibus presentato nell'aula del Senato dal governo dove si stabilisce che»al fine di acquisire ulteriori evidenze scientifiche sui profili relativi alla sicurezza nucleare tenendo conto dello sviluppo tecnologico e delle decisioni che saranno assunte a livello di Unione europea non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare«. L'emendamento, dopo aver definito nel dettaglio i vari punti da abrogare del testo del governo sulla moratoria nucleare per un anno, riafferma che "entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge il Consiglio dei ministri adotta la strategia energetica nazionale nella definizione della quale il consiglio dei ministri tiene conto delle valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale in materia di scenari energetici e ambientali«. Si sposta sempre di un anno la valutazione alla luce anche degli stress test che fra breve saranno effettuati in Europa della praticabilità del ricorso a varie fonti energetiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;GREENPEACE, SOLO FURBIZIA PREVENTIVA DA GOVERNO&lt;br /&gt;Il Governo «ha paura dell'opinione degli elettori. E' un caso di 'furbizia preventivà che coglie un dato reale: la forte opposizione degli italiani al nucleare». Lo afferma il direttore di Greenpeace Italia, Giuseppe Onufrio, commentando lo stop al programma nucleare deciso dal governo. «Molti dei commenti di ministri ed esponenti della maggioranza - aggiunge - svelano il 'trucco": cercare di prendere tempo, abrogando solo alcuni punti della legge, per evitare che gli italiani si esprimano attraverso il referendum e poi tornare a riproporre il nucleare tra un anno. Questa truffa non è accettabile. Piuttosto che continuare con queste manovre dilatorie, il Governo dovrebbe abrogare una volta e per sempre tutta la legge sul nucleare, prendendo impegni solenni per promuovere le fonti rinnovabili e l'efficienza energetica». Quindi, conclude Onufrio, «se il Governo italiano volesse fare seriamente dovrebbe reintrodurre gli incentivi sulle fonti energetiche rinnovabili, al momento completamente paralizzate dallo scellerato decreto Romani. Greenpeace chiede di adottare il sistema tedesco, alzando gli obiettivi per l'eolico e il fotovoltaico».&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-9088336791679040469?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/9088336791679040469/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=9088336791679040469' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9088336791679040469'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/9088336791679040469'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/il-governo-fa-marcia-indietro-sul.html' title='Il governo fa marcia indietro sul nucleare'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://3.bp.blogspot.com/-Na-vezQrBb4/Ta3kXs21s-I/AAAAAAAAAyY/G9716YRsFTc/s72-c/nucleare-fukushima.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-991298763730021109</id><published>2011-04-17T22:13:00.000-07:00</published><updated>2011-04-17T22:15:24.076-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Lavoro e precarietà'/><title type='text'>I guai della Fiom</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-SIbQoy9VfS8/TavI5xKXAHI/AAAAAAAAAyQ/cfDe-OdqbFM/s1600/landini-large.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-SIbQoy9VfS8/TavI5xKXAHI/AAAAAAAAAyQ/cfDe-OdqbFM/s320/landini-large.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596787856712859762" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;A Melfi i delegati vogliono firmare l'intesa con la Fiat sui ritmi produttivi. Alla Bertone c'è il muro dell'azienda e Camusso riapre il dialogo con Confindustria&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;da Il Fatto quotidiano &lt;br /&gt;Segnali distensivi tra Cgil e Confindustria, mentre la Fiom soffre per gli scricchiolii interni. È una giornata movimentata nelle relazioni sindacali quella di ieri: l’incontro di Susanna Camusso con Emma Marcegaglia; l’accelerazione impressa da Fiat e Fim, Uilm, Fismic alla vertenza sulla ex Bertone; la lettera con cui 11 delegati Fiom su 18 hanno chiesto al sindacato di Maurizio Landini di firmare l’accordo in azienda sui ritmi di lavoro e le pause tanto contestato nei mesi scorsi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Susanna Camusso ed Emma Marcegaglia si sono viste al mattino, nella foresteria della Confindustria di via Veneto. Incontro molto positivo, raccontano. Le due dirigenti si sono viste più volte negli ultimi mesi, e ancora lo faranno dopo lo sciopero del 6 maggio. Alla leader degli imprenditori, il segretario della Cgil ha illustrato il suo progetto di riforma della contrattazione, anche se non è ancora definitivo visto che sarà il direttivo nazionale del 10 e 11 maggio ad approvarlo. Niente deroghe ma contratti nazionali più leggeri per dare fiato al secondo livello e soprattutto una riforma della rappresentanza che certifichi i sindacati rappresentativi e introduca una forma di esigibilità degli accordi: una volta siglate le intese, insomma, i contratti si rispettano e niente scioperi. Non è un caso che proprio sulla rappresentanza si sia soffermata la chiacchierata con Marcegaglia che ha ascoltato con attenzione le idee di Camusso anche se entrambe hanno riconfermato le divergenze sul modello contrattuale del 2009 siglato solo da Cisl e Uil. Quel modello, però, sta per scadere ed è stata la stessa Confindustria qualche mese fa a dirsi disponibile a “fare il tagliando” all’intesa. Ieri Camusso ha spiegato a Marcegaglia che la Cgil quel tagliando è pronta a discuterlo. Tanto più se la linea sindacale che nella Cgil ha fatto finora ombra alla segreteria nazionale, cioè quella della Fiom, comincia a subire degli scricchiolii.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A Melfi, cuore di una dura vertenza con la Fiat, si sta discutendo l’applicazione del cosiddetto sistema Ergo-Uas che, modificando le postazioni di lavoro dovrebbe consentire un aumento dei ritmi produttivi con la diminuzione delle pause da 40 a 30 minuti. L’intesa sull’applicazione del modello è stata siglata una settimana fa e la Fiom, dopo aver apposto la sua firma, ha dovuto sospenderla in seguito all’intervento della segreteria nazionale. Intervento che non sembra aver convinto i delegati locali che ieri, in 11 su 18, hanno inviato una lettera al segretario nazionale Maurizio Landini per chiedere che la Fiom firmi quell’intesa. “É il frutto della pressione cui la Fiat sottopone i delegati” spiega Giorgio Cremaschi, esponente della sinistra Cgil, che racconta le avances ricevute da parte degli operai più “duri”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ma conta anche la difficoltà a tenere aperta una vertenza senza risultati immediati. Difficoltà che potrebbe acuirsi con il caso piemontese della ex Bertone, oggi Officine Automobili Grugliasco, rilevata dalla Fiat un anno e mezzo fa per produrre la Maserati.&lt;br /&gt;Marchionne vuole l’applicazione integrale degli accordi di Pomigliano e Mirafiori ma alla ex Bertone la Fiom ha il 62 per cento dei consensi e quindi si imporrebbe un accordo. Ma la Fiat non vuole mediazioni, chiede il modello “Fabbrica Italia” e ieri ha comunicato anche che non pagherà gli anticipi di cassa integrazione per i circa 1100 operai dell’azienda chiusa nel 2009 se il ministero non autorizzerà il decreto. Fim, Fismic e Uilm, che ieri hanno visto l’azienda, chiedono alla Fiom di indire il referendum ma la Fiom cerca di tenere botta sapendo che il suo svolgimento si terrebbe ancora sotto la spada di Damocle della chiusura dell’azienda. La resa dei conti sembra inesorabile anche perché Landini non ha intenzione di firmare nulla che ricalchi accordi già respinti. E ieri la Fiom non ha firmato l’intesa sui permessi sindacali giudicandola restrittiva.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-991298763730021109?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/991298763730021109/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=991298763730021109' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/991298763730021109'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/991298763730021109'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/i-guai-della-fiom.html' title='I guai della Fiom'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-SIbQoy9VfS8/TavI5xKXAHI/AAAAAAAAAyQ/cfDe-OdqbFM/s72-c/landini-large.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-5006118262683133695</id><published>2011-04-15T23:32:00.000-07:00</published><updated>2011-04-16T00:25:13.158-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>Una morte che pesa come una montagna</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-bOSu6CjYo10/TalELTwXdjI/AAAAAAAAAyI/Rg7HzmeI8PM/s1600/vittorio-arrigoni.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 258px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-bOSu6CjYo10/TalELTwXdjI/AAAAAAAAAyI/Rg7HzmeI8PM/s320/vittorio-arrigoni.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5596078973056939570" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La perdita di Vittorio Arrigoni è enorme e straziante. Ma dobbiamo rispondere con forza che non ci faremo terrorizzare, che continueremo il nostro impegno a fianco della resistenza palestinese&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Piero Maestri &lt;br /&gt;L’uccisione di Vittorio Arrigoni è una di quei fatti che ti prende lo stomaco e ti lascia senza fiato: perché Vittorio era una bella persona, per le modalità in cui è avvenuta, per le tragiche conseguenze che avrà, oltre al fatto in sé, per la Palestina e i palestinesi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Vittorio è stata una presenza importante in questi ultimi anni, da quando aveva deciso di rimanere a Gaza (unico italiano) durante l’offensiva israeliana denominata “Piombo fuso”, nel dicembre 2008/gennaio 2009. Le sue testimonianze dalla Striscia di Gaza sottoposta ad un feroce e criminale bombardamento erano per noi una delle poche fonti “dal basso” che ci raccontavano la realtà della violenza che subisce quotidianamente la popolazione palestinese.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le sue attività insieme ai palestinesi - dalla protezione dei contadini del nord della Striscia che cercano di difendere la loro terra dall’espropriazione “per motivi di sicurezza” all’accompagnamento delle barche di pescatori a cui la Marina israeliana impedisce l’uscita in mare, alla relazione quotidiana con le famiglie palestinesi e con quei giovani che sono stati protagonisti delle manifestazioni dello scorso 15 marzo – hanno rappresentato allo stesso tempo l’esempio di una solidarietà umana e politica e la dimostrazione che i palestinesi non sono soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Abbiamo continuato ad ascoltare con interesse e partecipazione i racconti di Vittorio, dal suo blog, nelle telefonate in diretta nei molti presidi nelle città italiane che si collegavano in diretta con lui a Gaza, nelle corrispondenze con le radio ancora libere di questo paese in cui l’informazione è un disastro (soprattutto nei confronti dell’”invisibile” Striscia di Gaza).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sua morte ci priva di tutto questo, ed è una perdita enorme.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il rispetto per il suo impegno ci impone comunque di provare a capire, per ricordarlo nel migliore dei modi e per continuare il suo e nostro impegno a fianco della resistenza palestinese (quella dei gruppi politici, ma soprattutto dei contadini, dei pescatori, degli studenti, dei medici ecc...).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Non ci entusiasma il gioco del “cui prodest?” e non crediamo che il gruppo salafita responsabile della morte di Vittorio sia semplicemente una “invenzione” israeliana.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Purtroppo la disperazione e il peggioramento delle condizioni di vita e la chiusura degli spazi politici dei palestinesi – soprattutto nella prigione di Gaza – lascia vuoti che vengono riempiti da gruppi iper-minoritari ma che possono fare danni enormi. Naturalmente Israele ha tutto l’interesse che questi gruppi esistano, perché dividono ulteriormente la resistenza palestinese, rappresentano l’ennesima giustificazione per le sue politiche criminali e danno un’immagine terribile (naturalmente falsa) dei palestinesi. Per questo ci risultano odiose le “assoluzioni” preventive di chi come sempre getta addosso ai palestinesi tutte le responsabilità della loro terribile condizione – e in genere sono gli stessi che accusano i pacifisti di fare il gioco dei “terroristi”: la morte di Vittorio risponde anche a loro, alla loro insistente domanda “dove sono i pacifisti?”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’assassinio di Vittorio potrebbe fare male alla causa palestinese, perché saranno molti gli avvoltoi che cercheranno di mostrare la “disumanità” genetica dei palestinesi e/o degli islamici; potrebbe fare male perché vuole terrorizzare le/i volontari/e che vorranno seguire le orme di Vittorio – e questo interessa sia ai gruppi fondamentalisti che non vogliono una Palestina aperta al mondo, sia a Israele che vuole rendere ancora più invisibile e assediata la Striscia di Gaza, come dimostrano i suoi tentativi di fermare la Freedom Flottilla (subito seguiti dei loro amici come Berlusconi); potrebbe fare male perché i palestinesi si sentiranno ancora più soli.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto siamo noi che dobbiamo rispondere con forza che non ci faremo terrorizzare, che continueremo il nostro impegno a fianco della resistenza palestinese; che continueremo a costruire un ponte tra i giovani palestinesi che esprimono la loro necessità e volontà di liberazione (come i giovani tunisini, egiziani, libici, siriani che stanno in questi mesi facendo le loro rivoluzioni), i militanti della solidarietà internazionale e le/gli israeliane/i antisionisti; che continueremo ad andare a Gaza, a Gerusalemme, in Cisgiordania perché sappiamo che lì saremo sempre benvenuti; che continueremo il nostro impegno alla denuncia delle politiche dell’occupazione e dell’Apartheid e delle complicità dei governi europei in queste politiche.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Questo per noi è il tentativo di restare umani.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-5006118262683133695?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/5006118262683133695/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=5006118262683133695' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5006118262683133695'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/5006118262683133695'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/una-morte-che-pesa-come-una-montagna.html' title='Una morte che pesa come una montagna'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-bOSu6CjYo10/TalELTwXdjI/AAAAAAAAAyI/Rg7HzmeI8PM/s72-c/vittorio-arrigoni.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-35468577122863647</id><published>2011-04-07T05:42:00.000-07:00</published><updated>2011-04-07T05:44:42.877-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='internazionale'/><title type='text'>La rivoluzione vista da vicino</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-HinhQH7aUVc/TZ2xsOeKPAI/AAAAAAAAAyA/JwBdgqoKJ54/s1600/tunisia-ugtt.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 192px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-HinhQH7aUVc/TZ2xsOeKPAI/AAAAAAAAAyA/JwBdgqoKJ54/s320/tunisia-ugtt.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592821685620980738" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Viaggio del Social forum mondiale in Tunisia dove la cacciata di Ben Ali non ha fermato il bisogno di cambiamento. Agli europei viene chiesto di annullare il debito e di restituire i beni sottratti dal dittatore tunisino&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gippo Mukendi &lt;br /&gt;di ritorno da Tunisi &lt;br /&gt;Si è concluso martedì 5 aprile il viaggio in Tunisia organizzato nell'ambito del Social forum mondiale cui ha preso parte anche una folta delegazione italiana. Tra i partecipanti anche Gippo Mukendi che ha scritto questo sintetico resoconto.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il viaggio in Tunisia è stato piuttosto intenso sotto ogni punto di vista. La delegazione del Forum sociale mondiale era composta da nove paesi: Italia (12 presenti); Francia (Fondation Frantz Fanon); Belgio; Grecia; Marocco (associazione per i diritti umani); Spagna; Costa d'Avorio; Senegal (diverse associazioni); Brasile (due membri della Cut).&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Primo giorno: venerdì 1°aprile, è cominciato a Tunisi con un'assemblea nella sede del sindacato UGTT organizzata dal Forum sociale maghrebino. Si tratta di una realtà nella quale ha un forte ruolo la componente di sinistra dell'UGTT che nei fatti ha organizzato assieme alla Ligue des droits de l'hommes i diversi incontri in Tunisia. Tra gli interventi più interessanti quello di Fethi Ben Ali Deck, coordinatore del lavoro internazionale dell'Ugtt, che ha sottolineato la necessità di continuare il processo rivoluzionario di fronte a coloro che vorrebbero bloccare la transizione in corso senza porre al centro la questione sociale; quello di un giovane studente tunisino che ha fatto il quadro della situazione tra i giovani tunisini ponendo al centro la lotta per il lavoro e il carattere sociale della rivoluzione oltre che l'importanza della difesa delle conquiste democratiche che rappresentano una vera e propria liberazione; l'intervento di una esponente di Attac-Tunisia ha insistito sul ruolo fondamentale delle donne nel processo rivoluzionario e ha posto il problema della solidarietà internazionale sottolineando l'importanza della campagna per l'annullamento del debito e per il congelamento e la restituzione dei beni sottratti da Ben Ali e dalla sua cricca alla collettività. Da sottolineare altri due interventi dell'Associazione des Femmes Démocrates che hanno sottolineato l'importanza di difendere lo statuto delle donne che gli islamisti (salafiti in particolare) vorrebbero abrogare.&lt;br /&gt;Dopo l'incontro, il tempo di vedere l'animata place Burghiba, vera e propria nuova agorà della capitale, e il tempo di vedere l'avvio della manifestazione della cosiddetta Casbah si è subito partiti per Kasserine.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;2° giorno, Kasserine: è la città dei "martiri della rivoluzione", si trova nel cuore della Tunisia. Storicamente ribelle con una forte componente berbera, invisa a di Ben Ali che nel 1994 fu accolto da un folto lancio di patate, ha pagato un altissimo prezzo alla rivoluzione: 70 morti in gran parte giovanissimi. Oggi molti di quei giovani sono in sciopero della fame da due settimane. La richiesta che fanno è il lavoro. In una città di 74.000 abitanti sono, infatti, circa 11.000 i disoccupati. In gran parte hanno un diploma o sono laureati. Nella tenda allestita in piazza c'è un'econometrista, un architetto, un geografo... . Per loro non ci sono segnali di cambiamento, così come i familiari delle vittime della rivoluzione che abbiamo ricevuto nella sede dell'Ugtt, dove la componente di sinistra sembra maggioritaria soprattutto tra gli insegnanti. L'incontro è piuttosto toccante, i parenti chiedono giustizia per i loro figli. I segnali, tuttavia, non sono incoraggianti. Fino ad ora nessun poliziotto è sotto processo, mentre il nuovo governatore proveniente da Tunisi è un uomo dei vertici militari. La polizia segreta (ben 1 milione di effettivi in un paese che ha poco meno di 11 milioni di abitanti) non è stata disciolta e continua nelle sue provocazioni.&lt;br /&gt;La questione sociale è, del resto, esplosiva. Oltre la forte disoccupazione, i salari sono bassissimi. Le più arrabbiate sono le donne. Nei campi, dove il lavoro è per forza stagionale, riescono a guadagnare 120 dinari (60 euri ) al mese, se va bene. Ed è con questo misero salario che mantengono la famiglia e pagano gli studi ai loro figli nella speranza di un futuro migliore. Per loro la rivoluzione è stata, soprattutto, la rivoluzione della dignità, ma ciò non basta, occorre continuare. Da notare la forte diffidenza nei confronti dei partiti, percepiti come distanti, estranei alla rivoluzione, mentre la sinistra riesce a intervenire grazie al sindacato che gode di molto rispetto e nel consiglio degli avvocati che anche durante i tempi di ben ali era l'unica struttura eletta democraticamente.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;3° giorno: dopo una tappa notturna a Gafsa, che molti conosceranno per i grandi scioperi del 2008, siamo subito risaliti a Sidi Bouzid, oramai famosa per l'azione di Mohammed Bouazizi, il giovane avvocato disoccupato che si è dato fuoco il 17 dicembre dopo le continue vessazioni della polizia. Diversamente da Kasserine, il sindacato è meno in sintonia con la rabbia dei giovani disoccupati. Il segretario regionale è, d'altro canto, un ex benalista. Tra le forze di sinistra è comunque ben presente il Parti communiste des Ouvriers Tunisiens, un'organizzazione di origine maoista. Sono presenti in tutta la regione, anche nella città di Regueb, dove la struttura sindacale di base è decisamente a sinistra. Ta le forze più organizzate all'interno del Fronte 14 gennaio (coalizione di partiti e forze sociali diverse su una impostazione anticapitalista, ndr.) ma diversamente dalle altre forze rivoluzionarie e anticapitaliste è favorevole ad un dialogo con gli islamisti, il che è decisamente preoccupante. I membri del partito salafita, (Partito della liberazione), infatti, non perdono l'occasione per aggredire durante le manifestazioni le donne senza velo e manifestano apertamente il loro antisemitismo. il partito islamista principale (Ennahda) si presenta invece con un volto più moderato, ma come ha sottolineato Fethi:"E' per la democrazia, ma una sola volta".&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;4° giorno, campo profughi di Coucha: si trova a 8 km dal confine della Libia, mentre a 6 km c'è un altro campo profughi gestito dagli Emirati Arabi. Al campo ci sono 8.000 persone, soprattutto lavoratori del Ciad e del Sudan ( circa 4.000). Molti sono gli africani che lavoravano in Libia e i cui governi non pagano l'aereo per il loro ritorno, mentre ai somali è riconosciuto lo status di rifugiati politici. Il campo è ben organizzato, anche se ci sono delle tensioni e si avverte un po' di razzismo nei confronti dei "neri". Del resto comincia a scarseggiare l'acqua potabile e qualche organizzazione internazionale fa la furbetta.&lt;br /&gt;Riguardo a quello che avviene in Italia i giudizi sono diversi. Molti militanti, infatti, spingono i giovani a rimanere in Tunisia per continuare la rivoluzione. Molti si aspettano che nelle mobilitazioni per la piena accoglienza dei profughi e per le frontiere aperte venga raccolta la richiesta di cancellazione del debito e della confisca e restituzione dei beni di Ben Ali e soci.&lt;br /&gt;E' evidente che la rivoluzione rischia di avere una battuta di arresto che può influire sugli altri paesi soprattutto qualora non ci fosse alcuna risposta ai giovani disoccupati e alle massi povere delle città del centro sud. Per ora regge ancora il vento della libertà ma non è detto che cambi direzione. La rivoluzione è giustamente un processo che può avere diverse fasi, svolte e controsvolte.&lt;br /&gt;Un viaggio importante, dunque, in totale, abbiamo percorso più di 1450 km e lunedì, ultimo giorno, non è mancata una cena a base di pesce. I tunisini, oltre ad avere dei tempi molto mediterranei, sono anche molto ospitali.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-35468577122863647?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/35468577122863647/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=35468577122863647' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/35468577122863647'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/35468577122863647'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/la-rivoluzione-vista-da-vicino.html' title='La rivoluzione vista da vicino'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-HinhQH7aUVc/TZ2xsOeKPAI/AAAAAAAAAyA/JwBdgqoKJ54/s72-c/tunisia-ugtt.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1201554471593009016</id><published>2011-04-06T05:06:00.000-07:00</published><updated>2011-04-06T05:09:29.591-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Migranti'/><title type='text'>Ritorno a Manduria</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-_keCL0WXvvU/TZxX7w3YtsI/AAAAAAAAAx4/eLIEHbXMbv8/s1600/manduria.jpg"&gt;&lt;img style="display:block; margin:0px auto 10px; text-align:center;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 206px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-_keCL0WXvvU/TZxX7w3YtsI/AAAAAAAAAx4/eLIEHbXMbv8/s320/manduria.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5592441521528420034" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Reportage dalla tendopoli pugliese dove i migranti tunisini vengono tenuti a bada in disprezzo del diritto e in condizioni spesso inumane&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Gianni De Giglio &lt;br /&gt;da Manduria &lt;br /&gt;Dopo la manifestazione di sabato scorso, con i migranti tunisini usciti dal campo al grido di "libertè, liberté", siamo tornati a Manduria. Grazie alla protesta, che ha permesso ai migranti di sostare davanti al campo senza filtri della polizia, trascorrere qualche ora lì ti permette di incontrare e conoscere i tunisini, parlare con loro e rendersi conto in prima persona di come stanno vivendo questi giorni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le loro condizioni non sono per nulla buone, il cibo puzza ed è poco; non vengono trattati come persone ma si sentono guardati e giudicati dall'alto verso il basso soprattutto dalle forze dell'ordine. Sono tutti (nessuna donna è presente al campo) costretti a farsi identificare rilasciando nome, cognome ed impronte digitali scegliendo di firmare il C3, un permesso di soggiorno temporaneo della durata di tre mesi, che permetterebbe loro di circolare in Europa, oppure la richiesta di asilo politico che può essere rilasciato per un tempo di 1, 3 o 5 anni. Il paradosso, di cui ormai tutti si stanno accorgendo, è che facendo richiesta di asilo (molto meno precario del permesso di soggiorno.), a causa dell'Accordo di Dublino, una volta riconosciuto (e se riconosciuto!), sono costretti a rimanere nel paese in cui hanno fatto richiesta, cioè in Italia. Dato che la maggiorparte di loro non vuole rimanerci (parlano francese, hanno parenti altrove) si ritrovano di fronte a un dilemma: scegliere il permesso temporaneo di appena tre mesi, vivere alla giornata e poter viaggiare per l'Europa oppure avere una minima stabilità e certezza di permanenza con l'asilo, ma essere costretti contro la propria volontà a rimanere in Italia.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alle condizioni al limite dell'umano in cui vivono nella tendopoli, oltre al fatto che sono soli, senza punti di riferimento famigliari, lavorativi, ecc. sono costretti anche a sopportare uno stress psicologico non da poco.&lt;br /&gt;Nessuno di loro è stato informato su cosa abbiano firmato. Sabato 9 aprile si terrà un'assemblea davanti al campo che, a questo punto, diventa un'occasione per supportarli ed informarli sui loro diritti in modo da favorire maggiore consapevolezza rispetto alle decisioni che dovranno prendere. Daltronde hanno già dimostrato la capacità di ribellarsi per rivedicare libertà ed asilo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La sera, se cercano di allontanarsiper provare a proseguire il viaggio per il nord, nei paesi vicini o nelle stazioni, vengono caricati nei bus con forza e riportati nel centro. Mentre eravamo al campo ne è arrivato uno con 50-60 migranti a bordo.&lt;br /&gt;Ci sono volontari, e non ronde!, che quotidianamente portano vestiti, scarpe, sapone, cibo e tutto ciò che occorre. Ancora una volta semplici cittadine e cittadini (spesso sono le stesse persone, autorganizzate in comitati, che fanno battaglie contro discariche ed inceneritori in zona) che si stanno sostituendo alle istituzioni e allo Stato, anche se la ditta per la gestione della tendopoli percepisce per ogni migrante 35 euro al giorno! Si tratta della "Connecting people", che non ha vinto nessuna gara d'appalto, ma ha ricevuto un incarico diretto per sei mesi, prolungabile per un anno! Questo confermerebbe che la tendopoli è destinata a perdurare nel tempo e non a chiudere entro un mese. D'altronde è di oggi la notizia dei primi sbarchi a Lampedusa di persone libiche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1201554471593009016?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1201554471593009016/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1201554471593009016' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1201554471593009016'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1201554471593009016'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/ritorno-manduria.html' title='Ritorno a Manduria'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-_keCL0WXvvU/TZxX7w3YtsI/AAAAAAAAAx4/eLIEHbXMbv8/s72-c/manduria.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-3474387940879662408</id><published>2011-04-05T09:53:00.000-07:00</published><updated>2011-04-05T09:55:20.833-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>La Sinistra a Torino</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-OvZsoWbs2XY/TZtJGONv6EI/AAAAAAAAAxw/TKtlPF03mSs/s1600/untitled.bmp"&gt;&lt;img style="display:block; 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margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 250px; height: 373px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-OuJjOSllZog/TZY_jSlSZUI/AAAAAAAAAxQ/rvAkNJsbLSk/s400/Cover_tanuro_ok.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590725862943253826" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Su Micromega, "L'impossibile capitalismo verde" di Daniel Tanuro. Una critica serrata all’approccio "green economy", alle teorie della decrescita, ma anche alle ambiguità produttiviste del marxismo&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Marco Zerbino &lt;br /&gt;(da Micromega-online) &lt;br /&gt;«Il modello attuale ha ormai toccato il fondo dei suoi limiti, sia per il miglioramento delle condizioni di vita che è in grado di offrire ai più poveri, sia per l’impronta ecologica che possiamo imporre al pianeta, ma i miei clienti investono solo se ci sono aspettative di profitto, e questo non cambierà». Economista e banchiere della Deutsche Bank, coordinatore della Green Economy Initiative, un progetto di ricerca del Programma Onu per l’Ambiente teso a dimostrare che “la riconversione ecologica dei sistemi economici non è un freno per la crescita, ma piuttosto una nuova forza motrice di essa”, Pavan Sukhdev ha forse deluso i suoi “clienti” (e con ogni probabilità anche i suoi datori di lavoro) pronunciando nel corso di un’intervista rilasciata al quotidiano francese Le Monde [1] parole così inequivocabili e lapidarie. Ce lo immaginiamo mentre si allenta il nodo alla cravatta, sospira e si lascia andare sullo schienale della poltrona, per poi dare sfogo a tutto il suo amaro scetticismo di fronte all’imbarazzato cronista in attesa del parere dell’esperto. L’esperto, una volta tanto, ha parlato chiaro, centrando il nocciolo di un problema al quale molti altri commentatori e studiosi (per non parlare della classe politica e di quella imprenditoriale) semplicemente girano attorno: che rapporto c’è fra la crisi ecologica globale (e il fenomeno del riscaldamento climatico in particolare) e quel determinato modo di produrre e consumare che va sotto il nome di “capitalismo”? In termini meno teorici e più pratici, la questione potrebbe anche essere riformulata nel modo seguente: è possibile contrastare efficacemente l’emergenza climatica senza sacrificare il legittimo diritto allo sviluppo di quanti e quante non hanno niente, o molto poco, e che tuttavia di quell’emergenza sono anche le principali vittime?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Secondo Daniel Tanuro, autore del volume L’impossibile capitalismo verde. Il riscaldamento climatico e le ragioni dell’eco-socialismo (Alegre, Roma 2011, pp. 224, € 16,00), si tratta del “rompicapo del secolo”. Attenendoci alla nostra seconda formulazione, la sua risposta, in estrema sintesi, è la seguente: “dipende da cosa intendiamo per sviluppo”. Se per sviluppo si intende una crescita economica illimitata, sul tipo di quella che ha caratterizzato i paesi dell’Occidente capitalistico e il Giappone, e che caratterizza impetuosamente oggi i paesi emergenti, la risposta è: no. Non si può pensare di stabilizzare il clima nel quadro economico dato, assecondando cioè la logica del “produrre per produrre” e del “consumare per consumare”, ovvero senza mettere in discussione il dogma della crescita, di per sé irriguardosa del consumo complessivo di materia e di energia e dei limiti fisici (la cosiddetta carrying capacity o “capacità di carico”) del pianeta. “Eccone un altro!”, dirà il lettore impaziente, “l’ennesimo sostenitore della ‘decrescita’, che vorrebbe farci tornare tutti quanti a zappare l’orto e a fare il pane in casa!”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Decrescere o morire?&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Calma. Tanuro ci tiene a smarcarsi da teorie molto in voga negli ultimi tempi, in special modo Oltralpe, cui pure riconosce dei meriti. L’ubriacatura antisviluppista o, per ricorrere ad un orribile neologismo, “decrescentista”, che affligge alcune componenti della sinistra italiana e francese da circa un decennio, gli è in realtà del tutto aliena. Ce ne accorgiamo se passiamo a considerare la prima formulazione del nostro rompicapo: che rapporto c’è fra il riscaldamento climatico e le leggi che regolano il funzionamento del capitalismo? Tanuro non ha dubbi: “Se per ‘capitalismo verde’ si intende un sistema in cui i parametri qualitativi, sociali ed ecologici sarebbero tenuti spontaneamente in considerazione dai tanti capitali concorrenti […] allora si naviga nella più completa illusione. Dovrebbe, infatti, trattarsi di un capitalismo nel quale non avrebbe più corso la legge del valore, cosa che è una contraddizione in termini. Immaginare che un sistema di produzione basato su questa legge possa cessare di saccheggiare le risorse naturali è altrettanto assurdo che immaginare che possa smettere di sfruttare la forza lavoro. Del resto, al di là del suo entrare in gioco in determinati contesti storici, questa forza altro non è, in ultima analisi, che una risorsa naturale fra le altre”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ci siamo permessi di citare estesamente questo brano perché, oltre a racchiudere il cuore dell’argomentazione dell’autore, tende a rimarcarne la distanza proprio dai teorici della decrescita. Chiunque abbia un po’ di dimestichezza con la copiosa produzione editoriale di un Serge Latouche, sa bene che in essa il termine “capitalismo” o non compare, a tutto vantaggio delle onnipresenti nozioni di “crescita” e di “sviluppo”, oppure compare in una forma del tutto impropria, e cioè come sinonimo di “sviluppo”, di modo che, sostiene Tanuro, “il suo anticapitalismo non è, alla fin fine, che una denuncia dello sviluppo umano”. L’apparente radicalismo di Latouche, in sostanza, conduce a esiti decisamente reazionari, oltre a non alludere a nessuna concreta proposta politica. La decrescita, di fatto, non propone un progetto di società, dal momento che insiste soprattutto su una critica culturale del consumismo. Una critica sacrosanta e indispensabile, beninteso, ma che non centra il vero problema e non mette in luce quelle che sono le cause profonde della crisi ecologica in atto (dovuta, non c’è dubbio, anche agli stili di vita iperconsumistici di una parte dell’umanità). L’approccio di Tanuro si distingue da quello degli epigoni di Latouche proprio perché, dei due lati della medaglia, produzione e consumo, egli sceglie il primo, laddove i teorici della decrescita privilegiano decisamente il secondo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L’impossibile capitalismo verde&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Di fatto, l’allarme globale sul riscaldamento del pianeta giunge dopo due secoli di massiccio sviluppo capitalistico dell’economia. Secondo Tanuro, e del resto si tratta di un fatto abbastanza evidente a chiunque voglia considerare seriamente la questione, le ragioni del “sovraconsumo” di materia e di energia che caratterizzano le società capitaliste avanzate e quelle emergenti vanno ricercate nella sovrapproduzione, cui il sistema è costretto in virtù del suo ossequio a determinate leggi.&lt;br /&gt;Il capitalismo consiste nella produzione generalizzata di valori di scambio, altrimenti detti merci. L’astrazione del valore di scambio, che, spinta alle estreme conseguenze, si esprime nel denaro, è in questo sistema lo scopo e la misura di tutto. La legge del valore genera tre caratteristiche ben precise del modo di produzione capitalistico, che cozzano frontalmente con l’esigenza di regolare razionalmente e in maniera non nociva per chi verrà dopo di noi gli scambi fra esseri umani e ambiente: “[…] la produzione per il profitto, la tendenza all’accumulazione e la concorrenza tra capitali (che si manifesta anche nella rivalità fra Stati)”.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il capitalismo non è nemmeno concepibile senza una rincorsa continua all’accumulazione e alla sovrapproduzione di merci, ed è precisamente questa sua caratteristica a renderlo un nemico giurato dell’ecosistema: la rincorsa del profitto grazie alla tecnologia implica inevitabilmente quantità sempre crescenti di merci, che si mettono in circolazione alla ricerca di una domanda solvibile. Certo, il progresso tecnologico può, in una certa misura, portare ad una riduzione della quantità di energia e materia necessarie a produrre una data unità di Pil (cioè ad una diminuzione dell’“intensità energetica” del sistema), ma questa diminuzione viene presto compensata dall’aumento del volume della produzione. Nel campo del consumo, si parla di un “effetto rimbalzo”: le lampadine a risparmio energetico consumano di meno, ma proprio per questo vengono tenute accese più a lungo, aumentando così il consumo complessivo di energia. Tuttavia, sostiene giustamente Tanuro, il fenomeno ha la sua origine nel campo della produzione. L’unico modo che il sistema ha per ridurre, di tanto in tanto, la pressione che esercita sull’ambiente sono le sue periodiche crisi di sovrapproduzione. Ma queste, com’è ben noto, comportano miseria sociale, sperpero di ricchezze e aumento delle disuguaglianze.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Alla legge del valore non sfuggono neanche le tecnologie verdi (incluse le energie rinnovabili) e i tanti stratagemmi messi in opera dalla comunità internazionale, nel quadro del protocollo di Kyoto, per contrastare il riscaldamento climatico senza uscire da una logica capitalistica e di mercato, ovvero per ottenere un’impossibile quadratura del cerchio.&lt;br /&gt;L’effetto fotovoltaico è stato scoperto dal fisico francese Edmond Becquerel nel 1839, eppure lo sviluppo di questa tecnologia è pesantemente in ritardo rispetto a quelle che ne sarebbero le potenzialità. Bruciare carbone, gas naturale e petrolio costa molto meno, mentre il nucleare risulta favorito perché ha un interesse anche militare. Inoltre i combustibili fossili e l’uranio costituiscono un’energia di stock, della quale gli investitori possono impossessarsi costituendo un monopolio e quindi una sorta di rendita. Il sole, al contrario, è diffuso su tutta la superficie terrestre.&lt;br /&gt;Quanto al mercato delle emissioni e a simili stratagemmi, non è possibile, in questa sede, seguire nel dettaglio l’analisi che l’autore fa della loro totale inefficacia sul piano del loro fine dichiarato, ovvero quello di ridurre la concentrazione di gas serra nell’atmosfera; basterà dire che essa è strettamente connessa al predominio del fattore quantitativo (il valore) su quello qualitativo: il mercato delle emissioni, proprio perché è un mercato, si basa solo su considerazioni quantitative, mentre non tiene nella dovuta considerazione gli elementi qualitativi indispensabili a pilotare la transizione energetica.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Ecosocialismo o barbarie&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;E allora? Se né la critica dell’ipertrofia dei consumi del mondo sviluppato, né il puro e semplice affidamento alle logiche capitalistiche di mercato costituiscono una risposta adeguata alla crisi ecologica e al problema del riscaldamento climatico, sorge spontanea la domanda: che fare? Come evitare di “sprofondare nell’abisso”, secondo le parole usate dal segretario generale dell’Onu Ban Ki Moon?&lt;br /&gt;La risposta è abbastanza semplice, purché la si voglia ascoltare. Se l’iperconsumo è dovuto a iperproduzione, e se quest’ultima è a sua volta intimamente connessa con le leggi capitalistiche del profitto e dell’accumulazione, ne consegue che sono quelle leggi a dover essere messe in discussione. Si tratta cioè di sottrarre la sfera della produzione e del consumo alla legge del valore, cosa che necessita la chiamata in causa dell’idea di una trasformazione socialista della società.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Marx, sostiene Tanuro, è molto più “eco” di quanto non pensi la maggior parte dei marxisti. La nozione chiave per dare una risposta efficace ai problemi ambientali è quella di “metabolismo sociale”, cioè di “regolazione razionale degli scambi uomo/natura”, espressa con estrema chiarezza dal filosofo di Treviri nel terzo libro del Capitale. Nel quadro di una discussione del problema dell’impoverimento dei suoli determinato dall’urbanizzazione capitalistica, Marx arriva, in linea con le teorizzazioni ambientaliste più avanzate di oggi, a porre il problema generale dello scambio di materia fra il genere umano e l’ambiente: “La libertà […] può consistere soltanto in ciò, che l’uomo socializzato, cioè i produttori associati, regolano razionalmente questo loro ricambio organico con la natura, lo portano sotto il loro comune controllo, invece di essere da esso dominati come una forza cieca; che essi eseguono il loro compito con il minore possibile impiego di energia e nelle condizioni più adeguate alla loro natura umana e più degne di essa” [2].&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel passo appena citato, per “libertà” Marx intende la possibilità che l’essere umano ha di affrancarsi dal lavoro materiale. Questa viene esplicitamente condizionata alla “regolazione razionale” degli scambi fra l’uomo stesso e la natura. “Razionale”, per Marx, e anche per noi, ha qui evidentemente il doppio significato di “in linea con i progressi della scienza e della tecnica” e di “assennato”, “ragionevole”, tale cioè da non pregiudicare il futuro della natura stessa né quello, in essa, dell’essere umano. Tutto ciò, sembra chiaramente alludere all’idea, propria dell’ambientalismo più serio e consapevole, che il progresso tecnologico non è qualcosa da incensare o da demonizzare a seconda dei casi, ma semplicemente da svincolare dalla legge del valore, per metterlo al servizio dello sviluppo (che non è sinonimo di crescita economica) del genere umano nel rispetto dei limiti naturali. È senz’altro un grande merito dei teorici della decrescita quello di aver evidenziato tali limiti, contro l’idea, espressa a suo tempo da George Bush Jr. e condivisa per ovvi motivi dall’establishment economico e finanziario globale, secondo cui “la crescita non è la causa dei problemi ambientali, essa ne è la soluzione”. Ma il problema non può essere risolto se, dal lato del consumo, non ci si sposta a considerare quello della produzione, optando per una coerente visione anticapitalista.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Attenzione, però. La consapevolezza ecologica di Marx compare solo qua e là (sia pure in maniera molto chiara) nelle sue opere, e si accompagna ad un’altra visione, ad essa antitetica, di tipo più “produttivistico”. Questa entra in gioco se, dal problema dei suoli e dell’agricoltura, ci si sposta ad osservare il modo in cui Marx considera le fonti energetiche, omettendo cioè di fare una distinzione fra quelle di stock (ad es. il carbone) e quelle di flusso (ad es. il legno). Le prime sono esauribili, le seconde no. In sostanza, accanto ad uno schema ciclico evolutivo (quello, molto moderno, che Marx mostra di preferire quando considera la questione dei suoli) sembra coesistere uno schema lineare (risorsa&gt;utilizzo&gt;rifiuto) che è poi quello dell’economia classica. La questione energetica, secondo Tanuro, costituisce un vero e proprio “cavallo di Troia” nell’ecologia di Marx, ed è alla base del produttivismo e dell’ottimismo tecnologico dei marxismi, che infatti sono stati colti impreparati dall’esplodere del problema ambientale oramai quarant’anni fa.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In buona sostanza, l’alternativa socialista è l’unica possibile, ma va esplicitamente ridefinita in senso ecologico. Provocatoriamente, Tanuro sostiene che non si tratta di “comprendere l’ecologia nel socialismo, ma di integrare il socialismo all’ecologia”. In termini marxisti, ciò significa che, oltre all’ostacolo del profitto, c’è da rimuovere anche quello dell’accumulazione, ovvero della tendenza del sistema alla crescita economica illimitata e al crescente consumo di risorse. Per venire definitivamente alle prese con la crisi ecologica, non è sufficiente sottrarre l’economia e la produzione alla dittatura del profitto: bisogna anche rivedere tutta una serie di consumi, collettivi e individuali, per diminuire considerevolmente la quantità di energia necessaria a far marciare il sistema. Ciò è particolarmente evidente nel caso del riscaldamento globale, e l’autore lo dimostra con dovizia di argomentazioni tecniche. Da questo punto di vista, i sostenitori della decrescita hanno tutte le ragioni, pur non rendendosi conto che i problemi da loro posti sono risolvibili solo in una prospettiva socialista e anticapitalista. Inutile dire che, quando Tanuro delinea tale prospettiva, non ha in mente l’esperienza storica dello stalinismo, che anzi critica aspramente da un punto di vista politico, economico e ambientale, ma quella, tutta da costruire, di una forma di organizzazione umana che individui nei “produttori associati”, ovvero nell’economia pianificata in stretto rapporto dialettico con il controllo operaio della produzione, i “regolatori razionali” della società e della natura che verrà.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;NOTE&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;[1] Le Monde, 3 dicembre 2008.&lt;br /&gt;[2] K. Marx, Il Capitale, Editori Riuniti, Roma, 19654, L. III, p. 933.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;(31 marzo 2011)&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-3395626803529718677?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/3395626803529718677/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=3395626803529718677' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3395626803529718677'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/3395626803529718677'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/04/il-capitalismo-verde-alla-prova-dei.html' title='Il &quot;capitalismo verde&quot; alla prova dei fatti'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-OuJjOSllZog/TZY_jSlSZUI/AAAAAAAAAxQ/rvAkNJsbLSk/s72-c/Cover_tanuro_ok.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8099834911335206752</id><published>2011-03-31T14:19:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T14:25:52.943-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>Pasquale Loiacono Capolista di Sinistra Critica</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-Y_lIrS0UGjo/TZTxXF7VazI/AAAAAAAAAxI/s4D2W5PVNk4/s1600/161773_1587343371_6505419_n.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 180px; height: 240px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-Y_lIrS0UGjo/TZTxXF7VazI/AAAAAAAAAxI/s4D2W5PVNk4/s400/161773_1587343371_6505419_n.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590358416503958322" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Pasquale Loiacono è operaio e delegato della Fiom alle&lt;br /&gt;carrozzerie di Mirafiori.&lt;br /&gt;Entrato in fabbrica nella seconda metà degli anni 80, ha alle&lt;br /&gt;spalle una lunga militanza nella organizzazione sindacale&lt;br /&gt;metalmeccanica per la difesa dei diritti dei lavoratori. Nel corso&lt;br /&gt;di questi anni è stato protagonista delle lotte operaie per&lt;br /&gt;difendere l’occupazione, i salari e impedire lo smantellamento&lt;br /&gt;della fabbrica fino alla recente battaglia contro il violento attacco&lt;br /&gt;e i ricatti di Marchionne e della Fiat che vogliono riportare nelle&lt;br /&gt;aziende le condizioni di lavoro dell’ottocento.&lt;br /&gt;Pasquale ha sempre unito il suo impegno sindacale a quello&lt;br /&gt;politico, militando nei partiti della sinistra comunista e&lt;br /&gt;anticapitalista.&lt;br /&gt;La nostra lista è alternativa in primo luogo alle forze padronali, cioè alla Fiat di Marchionne e alla banche,&lt;br /&gt;a coloro che pongono al di sopra di tutto i loro profitti.&lt;br /&gt;E’ alternativa alla coalizione delle destre espressione di forze politiche e sociali non solo conservatrici e&lt;br /&gt;padronali, ma anche reazionarie e xenofobe.&lt;br /&gt;E’ alternativa anche al centro-sinistra che ha governato portando avanti scelte economiche, sociali e&lt;br /&gt;infrastrutturali del tutto funzionali agli interessi dei potentati economici della città e che, non a caso, come la&lt;br /&gt;destra, si è schierata con Marchionne nelle recenti vicende della Fiat.&lt;br /&gt;Avanziamo un programma di difesa dei diritti del lavoro, dei diritti ambientali, dei diritti democratici e di&lt;br /&gt;partecipazione della società contro ogni forma di razzismo e xenofobia per mantenere viva la democrazia e la&lt;br /&gt;partecipazione per tutti nella nostra città.&lt;br /&gt;Ci battiamo perché i costi della crisi non siano, ancora una volta, fatti pagare alle classi popolari in termini di&lt;br /&gt;riduzione del reddito, di precarietà e disoccupazione, di distruzione del territorio e dell’ambiente.&lt;br /&gt;Le nostre candidature esprimono questo programma e la realtà del mondo del lavoro delle giovani studentesse&lt;br /&gt;e studenti, lavoratrici/tori precarie/i, insegnanti, ambientaliste/i, ma anche e soprattutto operai e operaie di&lt;br /&gt;piccole e grandi fabbriche.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8099834911335206752?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8099834911335206752/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8099834911335206752' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8099834911335206752'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8099834911335206752'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/pasquale-loiacono-capolista-di-sinistra_31.html' title='Pasquale Loiacono Capolista di Sinistra Critica'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-Y_lIrS0UGjo/TZTxXF7VazI/AAAAAAAAAxI/s4D2W5PVNk4/s72-c/161773_1587343371_6505419_n.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-6487595780145819608</id><published>2011-03-31T14:09:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T14:18:40.694-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>Candidati di Sinistra Critica per il Comune di Torino</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-ZInYCISTx60/TZTvqSWCX9I/AAAAAAAAAxA/VqUa-tXiKRM/s1600/AVisintin.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 255px; height: 170px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-ZInYCISTx60/TZTvqSWCX9I/AAAAAAAAAxA/VqUa-tXiKRM/s400/AVisintin.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590356547231440850" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;Candidata alle elezioni comunali di Torino&lt;br /&gt;Antonella Visintin, laurea in economia alla Università Bocconi&lt;br /&gt;di Milano, è impiegata nel settore editoriale. Ha svolto diverse&lt;br /&gt;indagini sul mercato del lavoro ed è da sempre militante nelle&lt;br /&gt;associazioni ecologiste; in particolare è stata protagonista di&lt;br /&gt;numerose iniziative nell’ambito dell’ambientalismo cittadino,&lt;br /&gt;soprattutto sui temi dei rifiuti e delle trasformazioni urbane..&lt;br /&gt;Fa parte dell’esecutivo dell’Archivio donne del Piemonte ed è&lt;br /&gt;componente della rete ecumenica europea ECG sui temi del&lt;br /&gt;lavoro sostenibile sul piano sociale ed ambientale. Ha&lt;br /&gt;pubblicato il libro “Lavoro sensato” ed è tra le autrici dei libri&lt;br /&gt;collettivi “Tempo ritrovato” e “Il cibo fra eccesso e penuria”.&lt;br /&gt;Ha curato il libro “Voglio di più! Limiti alla crescita di lavoro&lt;br /&gt;e consumo”.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-6487595780145819608?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/6487595780145819608/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=6487595780145819608' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6487595780145819608'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/6487595780145819608'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/candidati-di-sinistra-critica-per-il.html' title='Candidati di Sinistra Critica per il Comune di Torino'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-ZInYCISTx60/TZTvqSWCX9I/AAAAAAAAAxA/VqUa-tXiKRM/s72-c/AVisintin.png' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1407760061123076112</id><published>2011-03-31T13:17:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T13:26:43.666-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>ACCORDO A TORINO TRA SINISTRA CRITICA E LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI COMUNALI</title><content type='html'>&lt;a href="http://4.bp.blogspot.com/-aVy3QCDgKDs/TZTiIqt3HWI/AAAAAAAAAw4/r6imWr6B8ZU/s1600/AVisintin.png"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 255px; height: 170px;" src="http://4.bp.blogspot.com/-aVy3QCDgKDs/TZTiIqt3HWI/AAAAAAAAAw4/r6imWr6B8ZU/s400/AVisintin.png" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590341676007103842" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La Federazione della Sinistra e Sinistra Critica di Torino hanno raggiunto un positivo accordo politico per costituire una coalizione alternativa e di classe per le prossime lezioni comunali sulla base di un testo politico ed organizzativo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Una sintetica cronistoria degli ultimi mesi&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica aveva posto fin dall’autunno a vari militanti dei movimenti sociali e alle forze della sinistra la necessità di dare vita a uno schieramento alternativo nella nostra città che sapesse interpretare e difendere i diritti del lavoro e di giustizia sociale della classe operaia e di tutti coloro che in questi anni si sono mossi contro le politiche liberiste dei padroni e dei governi.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Il percorso era stato alquanto in salita, incontrando molte difficoltà, anche se la vicenda della Fiat dei mesi di dicembre e gennaio, che vedeva il sostegno del centro sinistra e del centro destra a Marchionne, aveva posto ancor più la necessità di costruire un punto di riferimento anche politico ed istituzionale al movimento dei lavoratori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;In una prima fase l’attenzione della maggior parte dei soggetti politici e sociali si era rivolta alla possibile scelta di Airaudo di correre per le primarie del centro sinistra. Per parte nostra era una proposta non condivisibile; avremmo volentieri sostenuto una candidatura Airaudo in alternativa al centro sinistra, ma non interna ad esso, che sarebbe solo servita a riportare in quell’alveo la lotta dei lavoratori della Fiat. Dopo la rinuncia di Airaudo al fine gennaio sembrava essere a portata di mano una coalizione a 3 con Sinistra Critica, Federazione della Sinistra e lista civica, possibilmente guidata da un compagno rappresentativo come Giorgio Cremaschi. Anche dopo la rinuncia di Cremaschi il progetto sembrava rimanere in piedi, salvo che, poco dopo, la Federazione su sollecitazione di Fassino, riapriva la trattativa per una alleanza a livello di circoscrizione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Sinistra Critica era ovviamente contraria a una scelta che faceva rientrare dalla finestra, quello che era uscito dalla porta, e chiedeva ripetutamente alla Federazione di prendere una decisione definitiva, anche perché si stava perdendo del tempo prezioso per costruire una forte campagna politica. Di fronte a questa situazione Sinistra Critica presentava dunque il 25 marzo la propria lista con la candidatura a sindaca della compagna &lt;strong&gt;Antonella Visintin&lt;/strong&gt;, una lavoratrice del settore editoriale e nota ambientalista e, come capolista&lt;strong&gt; Pasquale Loiacono&lt;/strong&gt;, operaio e delegato della Fiat Mirafiori, uno dei protagonisti della lotta della Fiat.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;A questo punto ecco l’ultimo colpo di scena: la Federazione infine si convinceva della necessità di rompere l’inutile trattativa con il PD e rapidamente si poteva giungere a un accordo di coalizione che speriamo possa contribuire ad attivare molte/molti nuovi compagne e compagni e portare a un positivo risultato per la coalizione e per le due organizzazioni che la sostengono, Sinistra Critica e la Federazione.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Un ringraziamento particolare va a Antonella Visintin per la sua grande disponibilità e il suo grande impegno: insieme avevamo cominciato un percorso assai arduo e insieme abbiamo condiviso la necessità di ritirare la sua candidatura per poter dare vita a uno schieramento più ampio e speriamo efficace. La sua esperienza e il suo impegno nella lista di Sinistra Critica saranno sicuramente di grande aiuto alla nostra organizzazione e alla coalizione.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1407760061123076112?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1407760061123076112/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1407760061123076112' title='3 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1407760061123076112'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1407760061123076112'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/accordo-torino-tra-sinistra-critica-e_178.html' title='ACCORDO A TORINO TRA SINISTRA CRITICA E LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI COMUNALI'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://4.bp.blogspot.com/-aVy3QCDgKDs/TZTiIqt3HWI/AAAAAAAAAw4/r6imWr6B8ZU/s72-c/AVisintin.png' height='72' width='72'/><thr:total>3</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8424401182313233157</id><published>2011-03-31T13:13:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T13:22:57.517-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>ACCORDO A TORINO TRA SINISTRA CRITICA E LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI COMUNALI</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-jQZNo3Qw6ec/TZThIe1ZWQI/AAAAAAAAAww/5623qng_Twk/s1600/bossuto.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 118px; height: 165px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-jQZNo3Qw6ec/TZThIe1ZWQI/AAAAAAAAAww/5623qng_Twk/s320/bossuto.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590340573305854210" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;TESTO DELL’ACCORDO&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Federazione della Sinistra e Sinistra Critica concordano sulla necessità di costruire uno schieramento alternativo nelle prossime elezioni per il Comune di Torino, che possa rappresentare sul piano politico ed istituzionale quanto si è espresso sul terreno sociale, nella battaglia per i diritti dei lavoratori alla Fiat e nelle altre aziende e nei movimenti sociali per la difesa ambientale e dei beni comuni.&lt;br /&gt;Per questo le due formazioni decidono di costituire una coalizione, costituita da due liste apparentate, volta a contrastare le politiche e i progetti economici e sociali dei poteri forti della nostra città, a partire dalle scelte di Marchionne e alternativa a tutti gli schieramenti politici che, se pure in forme diverse, convengono con le opzioni padronali.&lt;br /&gt;Il nostro programma e la nostra battaglia sono quindi contro la precarietà, per i diritti del lavoro, per la difesa ambientale, contro le privatizzazioni, per lo sviluppo dei beni comuni al servizio dei cittadini, contro ogni forma di xenofobia e razzismo, per garantire la massima democrazia a partecipazione a tutte e tutti coloro che vivono nella nostra città.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Su questa base le elette e gli eletti della coalizione e i partiti che la sostengono si impegnano a dare vita a una forte opposizione di sinistra nel prossimo Consiglio Comunale, se, come è probabile, a prevalere sarà uno o l’altro dei due schieramenti maggiori.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Federazione della Sinistra e Sinistra Critica decidono insieme di confermare la candidatura a Sindaco del compagno Yuri Bossuto in rappresentanza della coalizione tutta, valorizzando accanto ad essa, il ruolo politico e sociale delle compagne e compagni che compongono la testa di lista delle due formazioni.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Le due formazioni concordano su una conduzione condivisa della campagna elettorale e delle iniziative da intraprendere, garantendo anche un’equa presenza sui media televisivi.&lt;br /&gt;In base agli stessi criteri vengono quindi anche concordate le candidature per la partecipazione alle elezioni delle circoscrizioni. &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La coalizione fa appello a tutte e tutti i militanti politici e sociali che vogliono far vivere posizioni di sinistra e ricostruire una sinistra che sappia camminare sulle proprie gambe, di partecipare attivamente a questa campagna esprimendo il loro sostegno e contributo attivo.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Federazione della Sinistra&lt;br /&gt;Sinistra Critica&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8424401182313233157?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8424401182313233157/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8424401182313233157' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8424401182313233157'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8424401182313233157'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/accordo-torino-tra-sinistra-critica-e_31.html' title='ACCORDO A TORINO TRA SINISTRA CRITICA E LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI COMUNALI'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-jQZNo3Qw6ec/TZThIe1ZWQI/AAAAAAAAAww/5623qng_Twk/s72-c/bossuto.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-8648130641966268525</id><published>2011-03-31T13:00:00.000-07:00</published><updated>2011-03-31T13:25:43.476-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='elezioni comunali'/><title type='text'>ACCORDO A TORINO TRA SINISTRA CRITICA E LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI COMUNALI</title><content type='html'>&lt;a href="http://2.bp.blogspot.com/-AfGtEcj7Vv0/TZTfhTrezfI/AAAAAAAAAwo/KMBYYsHJ5lA/s1600/images.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 225px; height: 225px;" src="http://2.bp.blogspot.com/-AfGtEcj7Vv0/TZTfhTrezfI/AAAAAAAAAwo/KMBYYsHJ5lA/s320/images.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590338800784952818" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;a href="http://3.bp.blogspot.com/-YAu0lVaV8Jk/TZTfhciLZ5I/AAAAAAAAAwg/UDzXd_a5rOY/s1600/images2.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 190px; height: 188px;" src="http://3.bp.blogspot.com/-YAu0lVaV8Jk/TZTfhciLZ5I/AAAAAAAAAwg/UDzXd_a5rOY/s320/images2.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5590338803161851794" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;FEDERAZIONE DELLA SINISTRA E SINISTRA CRITICA &lt;br /&gt;INSIEME AL COMUNE DI TORINO E NELLE CIRCOSCRIZIONI &lt;br /&gt;&lt;br /&gt;La Federazione della Sinistra e Sinistra Critica hanno raggiunto un accordo per comporre una coalizione di sinistra per le elezioni comunali a Torino, a sostegno di Juri Bossuto candidato sindaco e con propri candidati presidente nelle Circoscrizioni. &lt;br /&gt;“Il proprio obiettivo è stato raggiunto: creare una coalizione alternativa al centro-sinistra e a Fassino – dicono &lt;strong&gt;Renato Patrito e Mao Calliano&lt;/strong&gt;, Segretari provinciali di Prc e Pdci – Ripartiamo da chi ha avuto il coraggio di dire No al ricatto di Marchionne e da chi vuole discostarsi dall’invocata continuità con i 10 anni di Chiamparino”.&lt;br /&gt;“E’ importante che si sia costituita una coalizione - afferma &lt;strong&gt;Franco Turigliatto &lt;/strong&gt;di Sinistra Critica- che contrasti i progetti economici e sociali della Fiat e degli altri poteri forti della città, a sostegno dei diritti del lavoro, dei beni comuni, contro razzismo e xenofobia. Essendosi create positive condizioni di unità Sinistra Critica ritira la sua candidata, &lt;strong&gt;Antonella Visintin&lt;/strong&gt;, ringraziandola per la disponibilità  e  impegno in questa delicata scadenza politica, sapendo che porterà la sua esperienza alla lista e alla coalizione”.   &lt;br /&gt;“Sono particolarmente soddisfatto che si sia trovato un accordo tra Federazione e Sinistra Critica e si vada verso una ricomposizione della sinistra che fa la sinistra e non si accoda al pensiero unico in chiave fassiniana”, conclude &lt;strong&gt;Juri Bossuto, candidato sindaco.&lt;/strong&gt;&lt;br /&gt;Torino, 31 Marzo 2011&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-8648130641966268525?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/8648130641966268525/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=8648130641966268525' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8648130641966268525'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/8648130641966268525'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/accordo-torino-tra-sinistra-critica-e.html' title='ACCORDO A TORINO TRA SINISTRA CRITICA E LA FEDERAZIONE DELLA SINISTRA PER LE ELEZIONI COMUNALI'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://2.bp.blogspot.com/-AfGtEcj7Vv0/TZTfhTrezfI/AAAAAAAAAwo/KMBYYsHJ5lA/s72-c/images.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-172444075252523766</id><published>2011-03-29T14:24:00.000-07:00</published><updated>2011-03-29T14:26:24.527-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Ecologismo'/><title type='text'>La rivolta dell'acqua può vincere</title><content type='html'>&lt;a href="http://1.bp.blogspot.com/-chTez_4N864/TZJOepCKeXI/AAAAAAAAAwI/85g_lPQDNow/s1600/acqua-445x250.jpg"&gt;&lt;img style="float:left; margin:0 10px 10px 0;cursor:pointer; cursor:hand;width: 320px; height: 180px;" src="http://1.bp.blogspot.com/-chTez_4N864/TZJOepCKeXI/AAAAAAAAAwI/85g_lPQDNow/s320/acqua-445x250.jpg" border="0" alt=""id="BLOGGER_PHOTO_ID_5589616375838177650" /&gt;&lt;/a&gt;&lt;br /&gt;La campagna referendaria è stata lanciata di fatto con il successo della manifestazione di sabato 26 marzo. Le ragioni di un referendum che per la prima volta, dopo tanti anni, mette in discussione il profitto&lt;br /&gt;&lt;br /&gt; &lt;br /&gt;Salvatore Cannavò &lt;br /&gt;da Il Fatto quotidiano &lt;br /&gt;Il corteo del "popolo dell'acqua" ha aperto ufficialmente la campagna referendaria che porterà al voto del 12 e il 13 giugno che, negli auspici del governo,dovrà garantire una distanza di sicurezza dall'ottenimento dal quorum. Quel referendum è stato garantito da oltre un milione e quattrocentomila firme che hanno passato il vaglio della Corte di Cassazione e della Corte costituzionale (un analogo referendum presentato dall'Idv è stato invece bocciato). E tutto questo è avvenuto senza alcun contributo decisivo di apparati o forze organizzate, partiti o sindacati. A raccogliere le firme sono stati cittadini, comitati locali, una partecipazione democratica che non si vedeva da tempo. Questo si riflette anche sulle modalità della campagna, gli argomenti utilizzati, lo stile di comunicazione, la modalità carsica del movimento. Che non ambisce a una disputa ideologica ma vuole puntare soprattutto sui dati reali. Come spiega al Fatto quotidiano Marco Bersani, uno dei promotori del referendum, "questa è una battaglia dei cittadini contro i poteri forti" e muove quindi dal basso verso l'alto. A supportarla, del resto, ci sono dati incontrovertibili.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Da quando l'acqua è stata messa a disposizione di Società per azioni, siano esse private, pubbliche o miste privato-pubblico, il suo scopo è diventato, naturalmente, quello di produrre degli utili e di creare dividendi per gli azionisti. "Ma gli effetti di questa logica - spiega Bersani - sono tutti socialmente dannosi". Perché quegli utili possono essere ricavati solo da quattro voci: "L'aumento delle tariffe, la riduzione del costo del lavoro, la riduzione della qualità del servizio, l'aumento dei consumi di acqua.&lt;br /&gt;I dati, tratti dal Convi.ri, il Comitato ministeriale di Vigilanza sulle Risorse idriche e dal centro Civicum di Mediobanca, sono lapidari. Negli ultimi dieci anni le tariffe sono aumentate del 68% mentre l'inflazione "solo" del 21 per cento, un rapporto quindi di uno a tre. Per quanto riguarda invece il costo del lavoro, da quando esistono le Spa, l'occupazione del settore si è ridotta del 15-20 per cento con un'impennata della precarizzazione. "Si potrebbe sostenere - sottolinea Bersani - che si sia trattato di una riduzione dei privilegi delle aziende pubbliche ma in questo caso il fenomeno si sarebbe dovuto limitare ai primi anni di privatizzazione. Invece è continuato e non accenna a fermarsi".&lt;br /&gt;C'è un argomento fondamentale di cui i fautori delle privatizzazioni si fanno forti: lo Stato non ha un soldo, la rete idrica italiana è allo stremo, i privati portano soldi, investimenti, qualità, servizi migliori. Ai promotori del referendum, infatti, viene contestato in particolare il secondo quesito, quello che abroga la norma secondo la quale le tariffe vengono integrate per remunerare in forma adeguata il capitale investito. Insomma, profitti sicuri garantiti dalle bollette dei cittadini. Bersani prende ancora i dati del Con.vi.ri: "Nel decennio precedente alla legge Galli, cioè quello che va dal 1986 al 1995, gli investimenti erano pari a 2 miliardi di euro l'anno. Nel decennio successivo, dopo l'avvento di Spa e privati, che va dal 1996 al 2005, gli investimenti sono crollati a 700 milioni di euro. Tra l'altro il movimento referendario ha deciso anche di porsi il problema del finanziamento degli investimenti idrici. Per ammodernare la rete servirebbero infatti 40 miliardi in venti anni, cioè 2 miliardi all'anno. E se almeno 1 miliardo potrebbero essere recuperati dalla riduzione delle spese militari, viene anche avanzata l'ipotesi del "prestito irredimibile", una somma versata dai cittadini allo Stato in cambio di un interesse del 6,5% per un numero di anni da definire. Su questo punto si svolgerà un convegno ad aprile.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;L'ultimo dato è quello che riguarda il consumo: l'Italia è tra i paesi che consumano più acqua, che utilizzano moltissima acqua minerale in cui "esiste una tendenza culturale al consumo dell'acqua e quindi se non si fanno campagne mirate non si producono risparmi". Da quando esistono le Spa sono aumentati tra il 17 e il 20 per cento all'anno e la tendenza è in costante aumento.&lt;br /&gt;Ma allora, contestiamo noi, sono meglio i "carrozzoni pubblici", le Acea controllate da giunte come quella di Alemanno che si è distinta per la parentopoli all'Ama o all'Atac? "In realtà, risponde Bersani, indipendentemente dal capitale pubblico, chi controlla e gestisce un'azienda idrica sono i privati che compongono il Cda al di là delle loro quote azionarie. Chi ha deciso gli investimenti dell'Acea in Armenia, Albania, Perù, Santo Domingo, Honduras? I cittadini romani non ne sanno nulla". E quindi il problema è anche quello di migliorare la democrazia, controllare le decisioni, passare da organismi nominati a organismi democraticamente eletti.&lt;br /&gt;&lt;br /&gt;Nel referendum vuole esserci tutto questo. "E' una sfida decisiva perchè non solo dopo due decenni si possono sanzionare le politiche liberiste ma soprattutto si può dare fiato a una battaglia dei cittadini contro i poteri forti". Stavolta non c'è uno schieramento politico ben definito. Certo, la legge da abrogare è stata approvata dal governo Berlusconi ma il suo estensore, Andrea Ronchi, oggi è all'opposizione con Futuro e Libertà. Il Pd ha diversi problemi visto che nelle "regioni rosse" la privatizzazione dell'acqua è stata pioneristica ma gran parte di questo movimento è schierata con il centrosinistra. La Lega, invece, ha più di un mal di pancia tanto che i referendari nella Lombardia del Carroccio hanno raccolto la bellezza di 250 mila firme.&lt;br /&gt;Aver fissato il voto così in là nel tempo, a metà giugno, è un chiaro tentativo di disinnescare il referendum che, ricordiamo, è valido solo se la metà più uno degli aventi diritto si reca alle urne. Ma mai come stavolta c'è fiducia nel raggiungimento dell'obiettivo. "La nostra campagna referendaria - conclude Bersani - si è svolta a freddo, senza alcun fatto eccezionale che emozionasse o attirasse l'attenzione, senza l'appoggio di alcun grande giornale e nonostante questo abbiamo raccolto 1,4 milioni di firme". Per cercare di far crescere l'attenzione il movimento referendario sta per lanciare la campagna delle "Bandiere dell'acqua appese ai balconi" (un lenzuolo azzurro con il simbolo dei 2Sì), un modo per far crescere il passaparola. Si sono poi inventati una sottoscrizione originale: se il quorum sarà raggiunto il Comitato beneficerà del rimborso elettorale e quindi i cittadini che avranno sottoscritto si vedranno restituire i soldi.&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-172444075252523766?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/172444075252523766/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=172444075252523766' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/172444075252523766'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/172444075252523766'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/la-rivolta-dellacqua-puo-vincere.html' title='La rivolta dell&apos;acqua può vincere'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S220/Logo.jpg'/></author><media:thumbnail xmlns:media='http://search.yahoo.com/mrss/' url='http://1.bp.blogspot.com/-chTez_4N864/TZJOepCKeXI/AAAAAAAAAwI/85g_lPQDNow/s72-c/acqua-445x250.jpg' height='72' width='72'/><thr:total>0</thr:total></entry><entry><id>tag:blogger.com,1999:blog-5738240155970986619.post-1414826358927036673</id><published>2011-03-28T08:31:00.001-07:00</published><updated>2011-03-28T08:31:38.313-07:00</updated><category scheme='http://www.blogger.com/atom/ns#' term='Sinistra Critica'/><title type='text'>Pasquale Loiacono, capolista di Sinistra Critica alle comunali di Torino 2011</title><content type='html'>&lt;iframe title="YouTube video player" width="480" height="390" src="http://www.youtube.com/embed/NcA14GSXHno" frameborder="0" allowfullscreen&gt;&lt;/iframe&gt;&lt;div class="blogger-post-footer"&gt;&lt;img width='1' height='1' src='https://blogger.googleusercontent.com/tracker/5738240155970986619-1414826358927036673?l=sinistracriticatorino.blogspot.com' alt='' /&gt;&lt;/div&gt;</content><link rel='replies' type='application/atom+xml' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/feeds/1414826358927036673/comments/default' title='Commenti sul post'/><link rel='replies' type='text/html' href='http://www.blogger.com/comment.g?blogID=5738240155970986619&amp;postID=1414826358927036673' title='0 Commenti'/><link rel='edit' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1414826358927036673'/><link rel='self' type='application/atom+xml' href='http://www.blogger.com/feeds/5738240155970986619/posts/default/1414826358927036673'/><link rel='alternate' type='text/html' href='http://sinistracriticatorino.blogspot.com/2011/03/pasquale-loiacono-capolista-di-sinistra.html' title='Pasquale Loiacono, capolista di Sinistra Critica alle comunali di Torino 2011'/><author><name>Sinistra Critica Torino</name><uri>http://www.blogger.com/profile/06501338121346707228</uri><email>noreply@blogger.com</email><gd:image rel='http://schemas.google.com/g/2005#thumbnail' width='32' height='32' src='http://4.bp.blogspot.com/_X8ku1hbFCvU/SL3Dw48hRhI/AAAAAAAAAB8/sk5fWuarHRA/S22
